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Nadia Murad è la 18a Donna dell’Anno

Nadia Murad è la 18a Donna dell’Anno

Foto Consiglio Valle Il XVIII Premio internazionale La Donna dell’Anno è stato assegnato a Nadia Murad Basee Taha, yazida fuggita dalle torture del Daesh e ora impegnata contro i genocidi.

A lei sono andati i 25 mila euro che dovranno essere destinati alle attività che hanno determinato la candidatura.La consegna è avvenuta sabato 12 novembre, al Teatro Splendor di Aosta, con questa motivazione: « Gliocchi di Nadia fissano l’interlocutore che ha davanti e, senza bisogno di parole, raccontano. Raccontano di dolori inauditi, di lutti, di ferite che non si possono rimarginare. Raccontano di un popolo sterminato, di uomini uccisi e di donne che invocano la morte per essere finalmente alleviate da tutte le atrocità. Una volta scampata a queste torture, Nadia avrebbe potuto chiudere gli occhi ed evocare l’oblio. Invece i suoi occhi sono sempre restati ben aperti sul mondo, perché ciò che è successo non venga dimenticato e non si ripeta. E così ha deciso di far sentire la propria voce, di dare il proprio volto per questa missione di difesa e riscatto della sua comunità, inun’infaticabile attività di sensibilizzazione. Trasformando la paura in coraggio, la schiavitù in ribellione, la fuga in opportunità, Nadia Murad incarna il cambiamento e con la sua testimonianza di vita ci insegna la dignità di non chiudere gli occhi e di combattere per i propri valori.»Anche per questa 18a edizione si è voluto coinvolgere il pubblico: dal 17 ottobre al 12 novembre è stato possibile votare via web la propria finalista preferita per l’attribuzione del “Premio popolarità”, del valore di 15 mila euro. A vincerlo, con il 67 % di preferenze espresse dalla giuria popolare è stata l’ivoriana Affoue Ahoutoue Brigitte Yoboue, emersa dalla povertà in cui il marito l’aveva abbandonata con i figli, creando impresa femminile, scuole e ospedali nei villaggi ai margini della savana.La terza finalista, cui sono andati 5 mila euro, è stata la brasiliana Regina Tchelly De Araujo Freitas, scappata dalla fame e adesso in grado di dare da mangiare a tutta la favela con una cucina alternativa che ricicla i rifiuti alimentari.Nel corso della serata, il Soroptimist international Club Valle d’Aosta ha consegnato un riconoscimento di 2.500 euro a Eliana Levy per i suoi progetti finalizzati all’alleviamento della malnutrizione e più in generale al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni del Benin. Questa la motivazione: «Eliana Levy e il Benin, terra di povertà e fame: un binomio inscindibile, ma anche un imperativo categorico, cambiare. Eliana opera in questa terra dove i bambini muoiono ancora per denutrizione e la popolazione ha condizioni di vita inumane. L’uso terapeutico della spirulina, alga ricca di micronutrienti particolarmente efficace nel trattamento delle patologie legate alla malnutrizione, diventa sotto la sua direzione lo strumento del cambiamento. L’alga viene distribuita gratuitamente in ospedale e venduta alla popolazione a prezzo calmierato. Eliana inoltre ha costruito un orfanatrofio, adottando lei stessa 120 bambini. A lei e a tutta la sua équipe va il riconoscimento sentito ed affettuoso del Soroptimist Club Valle d’Aosta.»

 

Pubblicato / aggiornato il 13/11/2016 alle 12:00
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Categoria: Salute