Vai al contenuto

Vallevirtuosa: ancora molto da fare in VdA per una buona gestione dei rifiuti

Vallevirtuosa: ancora molto da fare in VdA per una buona gestione dei rifiuti

Vallevirtuosa, a quattro anni dal Referendum popolare sul pirogassificatore in Valle d’Aosta, e a quasi un anno dall’entrata in vigore del nuovo piano regionale per la gestione dei rifiuti, ritiene che vi sia ancora molto da fare per ottenere buoni risultati.

“Nell’aprile 2016, il Consiglio di Stato ha accolto l’appello della Regione contro il gruppo di imprese che doveva costruire il pirogassificatore”, ha spiegato Jeanne Cheillon, presidente di Vallevirtuosa VdA, “sentenza che mette fine alla vicenda e vede realizzata la volontà dei Valdostani. Tuttavia il Governo, tramite la legge scellerata dello ‘Sblocca Italia’, ha recentemente deciso di costruire altri dodici pirogassificatori sul territorio italiano, non tenendo conto delle direttive europee che impongono il graduale abbandono del trattamento dei rifiuti a caldo favorendo altri tipi di compostaggio”.Nel corso del 2016, Vallevirtuosa si è mobilitata per denunciare gli aspetti negativi e malfunzionamenti del sistema della raccolta rifiuti, cercando di sensibilizzare le Amministrazioni e le Pro Loco a eseguire una corretta separazione dei rifiuti durante le manifestazioni e le sagre.“Il nuovo piano della gestione dei rifiuti, approvato dalla Regione nel dicembre 2015, in maniera del tutto frettolosa, non è ancora stato attuato completamente”, ha proseguito Cheillon, “non è possibile che in una Regione piccola come la nostra esistano ancora più metodi per la raccolta differenziata. Inoltre, la scelta di molti Comuni di installare i molok seminterrati non ha portato a risultati soddisfacenti: oltre i costi altissimi, anche per la loro manutenzione, non consentono di premiare chi fa una buona differenziazione e punire chi non la fa, oltre a non fornire dati precisi sulla percentuale dei rifiuti raccolti. Questo rischia di demotivare le persone. Inoltre, la raccolta dell’umido non è ancora eseguita in tutte le località, fatto che non farà raggiungere la percentuale del 65% a molti Comuni, che rischieranno quindi di incorrere in sanzioni. Per arrivare a una tariffa puntuale, bisognerebbe valutare di attuare la raccolta porta a porta anche dell’umido e dell’indifferenziabile, solo così si potrebbero risolvere questi problemi”.Esempio di un servizio porta a porta efficiente e in via di miglioramento è quello del Comune di Sarre: a marzo la percentuale della differenziazione dei rifiuti era del 50%, salito al 65% a maggio e al 78% a luglio.“È vero che il costo del trasporto sarebbe più alto”, ha precisato Cheillon, “ma nel tempo sarebbe comunque più basso rispetto a quello sostenuto per i molo e la loro manutenzione”.Altra iniziativa che Vallevirtuosa propone è quella della differenziazione anche dei rifiuti derivanti dagli spazzamenti stradali, “che potrebbero anche aiutare certi Comuni a raggiungere il 65% della percentuale di differenziazione richiesta dalla legge”, ha affermato il presidente.“Chiediamo anche che l’incarico della società che si occupa di gestire la discarica regionale di Brissogne non venga rinnovato alla data di scadenza del 2017”, ha spiegato Paolo Meneghini, “dal momento che questa detiene il monopolio dal 1987. Riteniamo che tale gestione debba essere pubblica e non privata, in modo che si possa tutelare l’ambiente senza alcun scopo di lucro. In altre Regioni esistono consorzi comunali che se ne occupano, i quali sono premiati per le loro azioni positive e possono rivestire il denaro ricevuto per la gestione del servizio stesso. Presto consegneremo a chi dovere una raccolta firme per richiedere formalmente questo, e un’altra raccolta firme per chiedere il servizio porta a porta e arrivare a una strategia rifiuti zero”.

Pubblicato / aggiornato il 18/11/2016 alle 12:00
Visualizzato volte

Categoria: Salute