I lavori del Consiglio Valle nel pomeriggio di martedì 22 novembre
Con 24 voti a favore (UV, UVP, SA, PD-SVdA, PNV) e 7 astenuti (ALPE, M5S, GM), il Consiglio Valle, nella seduta del 22 novembre, ha approvato il disegno di legge che aggiorna il Piano regionale per il risanamento, il miglioramento e il mantenimento della qualità dell’aria per il novennio 2016-2024.
Il testo, che si compone di tre articoli e un allegato, è stato illustrato dal Presidente della terza Commissione, Pierluigi Marquis (SA), il quale ha sottolineato che rispetto al precedente Piano approvato nel 2007, l’approccio per il suo rinnovamento poggia su due dati di fatto significativi: la qualità dell’aria ambiente è nel complesso migliorata e ha raggiunto valori degli inquinanti conformi a quanto previsto dalle norme vigenti; le risorse economiche a disposizione, rispetto al 2007, si sono drasticamente ridotte, in quanto non è più previsto il cospicuo finanziamento da parte del Ministero competente. L’obiettivo, ha osservato Marquis, è di garantire il livello attuale di qualità dell’aria ambiente, mirando ad un suo ulteriore miglioramento, continuando ad attuare le misure già previste dal Piano precedente e promuovendo azioni improntate anche alla sostenibilità ambientale nei settori sensibili, in particolare quello dei trasporti, dell’energia, delle attività produttive e agricole, oltre che nel campo della comunicazione e della valutazione della qualità dell’aria. Il Consigliere ha confermato che tutte le azioni proposte non comportano costi aggiuntivi rispetto alle iniziative già seguite da tutti gli attori interessati (Assessorati ai trasporti, all’energia, Comune di Aosta, ARPA…) e sono state concordate sia nella forma che nelle tempistiche e nelle metodiche di monitoraggio. Si ritiene, ha concluso Marquis, che il Piano sia correttamente impostato, coerente come contenuti a quanto previsto dalle norme di settore, e che non rappresenti un aggravio né economico né in termini di ore/lavoro rispetto alle previsioni dei settori che sono stati coinvolti in fase di sua elaborazione. Il Consigliere di ALPE Fabrizio Roscio ha osservato che il Piano Aria viene redatto secondo le norme vigenti ma non sempre le prescrizioni sono in grado di garantire la tutela della salute dei cittadini come indica l’Organizzazione mondiale della sanità: per Roscio, il testo di legge, quindi, non fa chiarezza sugli obiettivi cui tendere nei prossimi anni. Le attività più critiche sono nei settori dei trasporti e nelle attività che bruciano biomasse, come il riscaldamento e gli abbruciamenti di origine vegetale, ha aggiunto il Consigliere; lascia perplessi che vengano ripetute le stesse azioni già contenute nel vecchio Piano e che non sono state realizzate. Non vorremmo, ha concluso, che ci si limitasse agli intenti, che, seppur condivisibili, senza un obiettivo concreto, si rischia di non realizzare le azioni previste per conseguire la migliore qualità dell’aria possibile. L’Assessore al territorio e ambiente ha replicato sottolineando come gli obiettivi siano chiari: partiamo, ha detto, da un Piano che ha migliorato considerevolmente l’aria che respiriamo, abbiamo inserito alcuni obiettivi già contenuti nel Piano precedente in quanto questi non sono stati pienamente raggiunti. L’intento, ha proseguito Bianchi, è quello di continuare nella stessa direzione per avere risultati ancora migliori. La legge semplifica l’istallazione dei bomboloni gpl che, ha concluso l’Assessore, insieme alle nuove reti metano nelle valli laterali e al teleriscaldamento nella città di Aosta, ci permetterà di migliorare notevolmente la qualità dell’aria, che oggi è già buona. Si tratta di un piano di settore importante perché rappresenta il piano di riferimento per altri strumenti di programmazione e pianificazione regionale. Per questo motivo l’iter di elaborazione del piano, curato dall’Assessorato territorio e ambiente in collaborazione con l’ARPA, ha comportato uno sforzo di confronto e condivisione delle scelte effettuate e delle misure proposte, cercando di ottenere i risultati previsti in termini di mantenimento e miglioramento della qualità dell’aria- ambiente senza gravare sul bilancio in un periodo caratterizzato da risorse limitate. L’analisi della situazione ha evidenziato una qualità dell’aria ambiente nel complesso migliorata rispetto a quella che caratterizzava il piano precedente, grazie anche all’attuazione delle misure previste dallo stesso, e il raggiungimento di valori degli inquinanti conformi a quanto previsto dalle norme vigenti, e in generale in riduzione rispetto a quanto accadeva nel 2007, fatto salvo il benzo(a)pirene, che è un inquinante organico originato soprattutto dalla combustione di biomasse. Parliamo, in particolare, di impianti di riscaldamento alimentati a pellet o a legna, di abbruciamenti degli scarti vegetali agricoli. Il Piano prevede, oltre a forme indirette di incentivazione alla fornitura di combustibili meno inquinanti (il GPL o il metano, la cui rete di distribuzione è attualmente in fase di sviluppo interessando diverse vallate laterali), anche attività di informazione sul tema, volte a sensibilizzare la popolazione sull’argomento e proporre accorgimenti atti a ridurre la fonte inquinante, in particolare nei periodi più critici, ossia nei mesi invernali. Il Consiglio Valle ha approvato all’unanimità la proposta di legge di iniziativa popolare, da sottoporre a referendum propositivo, che contiene disposizioni per una ferrovia moderna e un efficiente sistema pubblico integrato dei trasporti. L’iniziativa legislativa, accompagnata da 7.143 firme, è stata presentata alla Presidenza del Consiglio il 19 luglio scorso ed è stata assegnata all’esame della quarta Commissione che, a seguito di un approfondito confronto, ha predisposto un nuovo testo di Commissione. Il testo, sul quale hanno relazionato il Consigliere dell’UV Giuseppe Isabellon (per la maggioranza) e la Consigliera di ALPE Patrizia Morelli (per l’opposizione), si compone di due articoli che definiscono come asse centrale del sistema della mobilità territoriale regionale il trasporto ferroviario, per assicurare il più alto grado di accessibilità sia sociale sia economica al territorio valdostano, e che deve essere coordinato e integrato con un efficiente servizio di autolinee nelle vallate, nei centri urbani e nelle località laterali. Il testo prevede che la Giunta regionale, entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge, presenti all’esame del Consiglio regionale un “Programma strategico di interventi”, previa consultazione di Rete ferroviaria italiana, Ministero dei trasporti e Regione Piemonte, finalizzato al potenziamento del trasporto pubblico e all’efficace inserimento della ferrovia valdostana nel contesto nazionale ed internazionale dei trasporti. Il Programma si articola in una serie di punti ed azioni: elettrificare, ammodernare, raddoppiare selettivamente e velocizzare la linea ferroviaria Aosta-Ivrea; riattivare e potenziare la linea Aosta/Pré-Saint-Didier valorizzando le stazioni storiche, le potenzialità turistiche e l’integrazione con la linea Aosta/Ivrea; prospettare le modalità per il reperimento di risorse finanziarie regionali per partecipare agli investimenti infrastrutturali assicurandone la sostenibilità nel quadro complessivo delle finanze regionali; esporre le possibilità di attingere a risorse statali ed europee per il finanziamento delle opere necessarie al potenziamento ferroviario e per la prosecuzione della linea ferroviaria fino a Courmayeur; coordinare modalità ed orari dei servizi ferroviari e dei servizi di autolinee, evitando sovrapposizioni, concorrenze e disagi per gli utenti; introdurre il biglietto e l’abbonamento unico per l’accesso a tutti i mezzi di trasporto pubblico; individuare ulteriori e più incisive modalità di sostegno e promozione dell’uso del trasporto pubblico. Il Consigliere Giuseppe Isabellon (UV) ha ripercorso il lavoro svolto in Commissione, evidenziando in particolare il coinvolgimento dei vari attori in una serie di audizioni e il proficuo percorso effettuato in condivisione con i proponenti la proposta di legge. Il Consigliere Patrizia Morelli (ALPE) ha ricordato che il valore strategico della ferrovia è sempre stato confermato dai vari Governi che si sono succeduti, ma ha rilevato che a dichiarazioni di intenti non sono poi seguiti impegni concreti. La partecipazione della popolazione a decisioni importanti è un valore aggiunto, ha sottolineato la Consigliera; in questo caso però la lettura deve avere un’altra valenza, riconoscendo che la presentazione di questa proposta di legge acclara e certifica l’inadeguatezza della politica valdostana su di un tema fondamentale. Per Morelli, è proprio per scuotere il Governo regionale dalla sua inerzia che all’inizio del 2016 un gruppo di cittadini affiancati dalle associazioni, dai sindacati e dai movimenti politici più sensibili ha deciso di avviare l’iter non semplice della proposta di legge di iniziativa popolare che in poco tempo è stata sottoscritta da più di 7.000 cittadini. Il Consigliere ha sostenuto che accogliere oggi il provvedimento rappresenta per il Consiglio regionale una nuova chance, sancendo in modo chiaro che il miglioramento del servizio ferroviario è indispensabile e urgente, oltre che il suo potenziamento deve essere il grande progetto per il prossimo decennio. Oggi, ha aggiunto la Consigliera, possiamo segnare un punto di partenza importante, che convogli tutte le competenze per l’ammodernamento della ferrovia, che costituisce un obiettivo irrinunciabile per il futuro della nostra regione. Morelli ha concluso affermando che la legge dà legittimazione ad azioni puntuali su cui non sarà più necessario discutere, ma agire di conseguenza prevedendo altresì i finanziamenti necessari; il Consiglio regionale non può rimanere sordo a quanto la comunità chiede a gran voce. Per il Consigliere dell’UVP Alessandro Nogara, una ferrovia efficiente porterebbe benefici importanti, ai pendolari e agli studenti valdostani, e può rappresentare un atout formidabile per la Valle d’Aosta perché anche il turismo ne gioverebbe: la sua elettrificazione con raddoppi selettivi e la diminuzione dei tempi di percorrenza sono punti fondamentali, ma a monte di questo ci deve essere una forte volontà politica. Vista l’iniziativa popolare e visto l’impegno politico profuso in Commissione, ha detto il Consigliere, sono convinto che questa sarà la volta buona per portare a compimento un discorso positivo sullo sviluppo della ferrovia in Valle d’Aosta. Il Capogruppo del PD-SVdA Jean-Pierre Guichardaz ha sottolineato che il testo di Commissione è molto simile all’originale e ha ribadito la necessità di un raccordo con la Regione Piemonte. I Consiglieri del PD-SVdA, ha evidenziato il Capogruppo, possono dirsi soddisfatti dell’esito rapido dell’iter della proposta di legge, in primis per i contenuti della norma, che va nella direzione da noi sempre auspicata: si parla di ammodernamento, di elettrificazione e raddoppio selettivo del binario; inoltre, la tratta Aosta/Pré-Saint-Didier torna ad essere considerata strategica, allontanando il rischio di un abbandono definitivo dell’infrastruttura. Il testo di legge, inoltre, dimostra l’attenzione del Consiglio Valle al problema della mobilità. Il percorso sarà ancora lungo, ha precisato Guichardaz, non vanno sottovalutate le difficoltà per la stesura del piano, ma si è anche detto convinto che nei tempi previsti si passerà alla parte operativa. Il Capogruppo di Pour Notre Vallée, Claudio Restano, ha evidenziato che, qualora oggi si approvi il testo in esame, saranno soddisfatti tutti coloro che si sono impegnati nel presentare la proposta di legge popolare e che i cittadini hanno mal recepito le decisioni assunte dal Consiglio, la sospensione dell’Aosta/Pré-Saint-Didier e i lavori sulla tratta Aosta/Torino, ma è stata principalmente la politica a non percepire le richieste della popolazione. Con questa iniziativa popolare siamo costretti a cambiare direzione, ha osservato Restano, a fare un’inversione di marcia. Esaminare questo testo normativo per Restano ha stimolato una nuova voglia di confrontarsi fra i Consiglieri. I sette punti da realizzare apriranno un dibattito, anche per quanto attiene gli investimenti finanziari: il percorso è tracciato, l’importante, ha concluso, è avere le idee chiare, andare avanti senza più cambiare rotta. Il Capogruppo di Stella Alpina, Pierluigi Marquis, ha detto che l’argomento è di grande interesse perché riguarda l’accessibilità del nostro territorio dal punto di vista sia sociale, che commerciale e turistico. Per Marquis, il confronto in Commissione è stato positivo e ha dimostrato la capacità della politica di fare sintesi. Come Stella Alpina, ha continuato, abbiamo discusso al congresso di questo argomento e abbiamo prodotto delle schede di approfondimento che sono state utili in questo percorso. Entrando nel merito, Marquis ha osservato come sia importante ribadire la centralità del trasporto pubblico e, in particolare, della ferrovia, che oggi necessita di un intervento di ammodernamento, capace di garantire un servizio coerente con le aspettative dell’utenza sia locale che esterna oltre che di dare attrattività turistica al nostro territorio. Per Marquis, anche se la strada sarà ancora lunga, questo provvedimento legislativo pone delle basi politiche forti che impegnano la Giunta, previo accordo con la Regione Piemonte, RFI e il Ministero, ad individuare un Piano strategico che contempli delle azioni per uno sviluppo del servizio ferroviario, che consenta il collegamento con le località esterne alla Valle in termini rapidi, con la rete dell’alta velocità, con gli aeroporti. Il Consigliere Chantal Certan (ALPE) si è chiesta come mai solo oggi si riconosca che il servizio ferroviario è indispensabile e urgente, che sia utile al turismo, ai lavoratori, agli studenti e alla popolazione. Per Certan sinora ci sono state solo tante belle parole, ma non si è mai voluto andare fino in fondo con le azioni e le scelte politiche. Ha quindi interpretato questo rinvigorimento come volontà di discontinuità. Oggi è necessaria una decisione politica chiara, non servono studi ulteriori, ma la concretizzazione di progetti chiari che applichino la legge. Il Consigliere ha anche evidenziato che la programmazione europea per il prossimo settennio dedica molte risorse al trasporto ferroviario. Siamo ben consci, ha aggiunto Certan, che chi viene in Valle d’Aosta nota che questo servizio è una pecca che stride con molte altre opere: oggi dobbiamo dare gambe a tutte le parole dette in questi anni, trasformando a partire già dai prossimi mesi una ferrovia che si può definire storica in un servizio all’avanguardia che diventi volano per l’economia della nostra Regione. Per il Capogruppo UVP Luigi Bertschy è importante lanciare il messaggio che si è trovata unità d’intenti, entusiasmo per lavorare insieme su un dossier così importante come la mobilità valdostana. Il Consigliere Bertschy ha osservato che bisogna pensare immediatamente ai 180 giorni che rappresentano il punto fondamentale di sviluppo di questa iniziativa popolare, bisogna essere pragmatici nel lavorare e procedere con le idee chiare, instaurando sinergie con i cittadini, con le altre Istituzioni e con gli Enti preposti. Occorre anche esplorare nuove soluzioni per reperire le risorse finanziarie e per questo il Consigliere Bertschy ha suggerito di tenere in considerazione la quotazione in borsa della CVA. Per il Consigliere Bertschy occorre definire le priorità e per il gruppo UVP tra le prime c’è l’accessibilità. La convergenza non si deve limitare a oggi: l’approvazione di questa legge, ha concluso il Capogruppo, è soltanto la prima fase di un lavoro rivolto allo sviluppo delle future generazioni. L’Assessore ai trasporti, ribadito che il principio di questa legge è assolutamente condivisibile, ha evidenziato alcune criticità che interessano la tratta ferroviaria: innanzitutto le otto zone rosse per frane e le quattro zone rosse per alluvione, ma anche i costi delle progettazioni e degli studi effettuati. La ferrovia è un valore per tutti, per Marguerettaz il problema è riuscire a creare le condizioni per svolgere attività. Relativamente da poco la Valle d’Aosta ha avuto le competenze e nel Documento di programmazione economica sono state inserite le risorse necessarie a elaborare i vari atti prodromici alla programmazione, alla progettazione e esecuzione dei lavori. L’Assessorato si impegnerà immediatamente nell’applicazione della norma, ma Marguerettaz ha chiesto che venga subito costituito un gruppo per verificare congiuntamente lo stato di avanzamento delle attività conseguenti a questa norma, coinvolgendo anche i proponenti. Questo, in modo che non sorga alcun equivoco sulla volontà di procedere nel senso auspicato da tutti. Nessuno, ha sottolineato l’Assessore, si è mai dichiarato contrario all’obiettivo che cerchiamo di perseguire per la nostra ferrovia. Per Marguerettaz, il percorso che ci attende sarà particolarmente difficoltoso: non bisogna farsi illusioni, soprattutto per quanto riguarda i finanziamenti; a questo proposito, tenuto conto delle ristrettezze da parte dello Stato, ha auspicato l’attribuzione di risorse europee. Il Consigliere del Movimento 5 Stelle Roberto Cognetta ha osservato che per smuovere le acque si è resa necessaria un’iniziativa popolare e ha ipotizzato che il nuovo gruppo di lavoro finirà subito in una palude. Per Cognetta, non è stato sufficiente aver speso un milione e mezzo di euro per i progetti: si sta per creare una nuova commissione che elaborerà nuovi progetti. Questo, ha concluso Cognetta, è il massimo che sa fare la politica. Il Consigliere del Gruppo Misto Elso Gerandin ha sottolineato che quando i cittadini devono presentare un’iniziativa legislativa di iniziativa popolare significa che la politica è stata sorda alle sollecitazioni: l’Assessore rispetto a quanto detto in Commissione è stato completamente smentito e per la prima volta in quest’Aula si assume degli impegni concreti, nel DEFR c’è solo una riga dedicata al tema delicato della ferrovia. Oggi, ha aggiunto, facciamo chiarezza ed è un grande momento di democrazia. Purtroppo, rispetto al passato, il treno è un po’ perso, ma, ha concluso Gerandin, confidiamo che le azioni declinate in legge si trasformino in realtà. Il Vicepresidente Marco Viérin (SA) ha affermato che oggi è ribadita la centralità del trasporto pubblico che è fondamentale in una regione come la nostra; si è altresì tracciato un percorso d’azione per la ferrovia, ma dobbiamo essere consci che il cammino sarà ancora molto difficile. Per Viérin, i prossimi sei mesi saranno fondamentali per il confronto da instaurare con RFI, con il Ministero, ma soprattutto con la Regione Piemonte per avere una ferrovia che dia risposte concrete alle attese dei cittadini e, sempre nei prossimi sei mesi, si dovranno individuare e reperire le risorse con lo Stato, con l’Europa, ma anche direttamente come Regione utilizzando, ad esempio, una parte delle disponibilità finanziarie di CVA: se l’operazione in passato condotta per dar vita a CVA è stata lungimirante, oggi sarebbe ancora più bello iniziare un percorso per cui da quell’operazione possa derivare anche un rilancio della ferrovia, indispensabile per la vita sociale ed economica dei valdostani. Stella Alpina ha avuto un mandato chiaro dal proprio Congresso, ha concluso il Vicepresidente, e quindi lavorerà attivamente per giungere a questo obiettivo. Per Viérin, questo momento suggella anche l’importanza dell’istituto del referendum. Il Presidente della Regione è intervenuto per sottolineare l’impegno a rispettare una tempistica stringente. La tratta valdostana era militare, ha ricordato Rollandin, non era una ferrovia come mezzo di trasporto ordinaria; oggi vogliamo arrivare ad un’autostrada ferrata, sapendo che per i trasporti di questo genere si può sfruttare solo il fondo Valle. Non abbiamo uno sbocco internazionale, ha evidenziato Rollandin, non possiamo programmare finanziamenti in questo senso. Le risorse economiche rappresentano un punto nodale, su cui riflettere con molta attenzione. Ha quindi ribadito l’impegno a fare verifiche per portare avanti un percorso che dia risultati in considerazione delle nostre prerogative e le nostre forze. Oggi, ha detto Rollandin, la volontà è unanime, ma dovrà fare fronte a notevoli difficoltà, per le quali ha auspicato il superamento, chiedendo l’attenzione di tutte le forze politiche. Il testo approvato dovrà essere ora sottoposto alla Commissione per i procedimenti referendari per verificare se il nuovo testo recepisce i principi ispiratori ed i contenuti essenziali della proposta di legge di iniziativa popolare depositata, al fine dell’avvio o meno del successivo iter di indizione del referendum propositivo sulla proposta di legge di iniziativa popolare. Il Consiglio Valle ha approvato all’unanimità la proposta di legge di iniziativa popolare che modifica la disciplina dell’iniziativa legislativa popolare, del referendum propositivo, abrogativo e consultivo (l.r. n. 19 del 2003). La proposta di legge è stata depositata alla Presidenza del Consiglio il 19 luglio scorso ed era accompagnata da 6.486 firme; il 19 settembre è iniziato il percorso in prima Commissione, la quale ha nominato quali relatori i Consiglieri Luigi Bertschy (per la maggioranza) e Alberto Bertin (per la minoranza) e ha licenziato un nuovo testo predisposto dalla Commissione. In particolare, i cinque articoli del provvedimento sono volti a modificare il quorum di partecipanti al voto necessario per la validità del referendum propositivo e abrogativo di una legge regionale, stabilendo che è necessario il 50 per cento del numero dei votanti alle ultime elezioni regionali precedenti al referendum (la legge in vigore, invece, prevedeva il 45 per cento degli elettori). Inoltre, viene corretta l’iniziativa del referendum consultivo, prevedendo che la richiesta possa essere avanzata dalla Giunta regionale o da almeno un terzo dei Consiglieri regionali o da almeno un cinquantesimo degli elettori. Per il Capogruppo dell’UVP Luigi Bertschy democrazia rappresentativa e democrazia diretta, seppur per alcuni appaiono in antitesi, nella nostra realtà, sono strumenti che possono e devono coesistere in quanto sono complementari l’uno all’altro e rendono la democrazia unica. In Valle d’Aosta, ha detto Bertschy, c’è stata una svolta negli strumenti di democrazia diretta dopo la revisione dello Statuto speciale del 2001 con la quale la Regione ha poi disciplinato la materia con la legge n. 19 del 2003: una buona legge che ha innovato notevolmente il tema ma che nei tredici anni di applicazione ha fatto emergere alcune lacune che richiedono oggi dei correttivi. La nuova proposta di legge, così come corretta dalla Commissione, ha constatato il Capogruppo, ha ridotto il quorum per la validità della consultazione popolare di quasi una decina di punti percentuali rispetto alla situazione attuale: un percorso già avviato da molte Regioni e che è opportuno approvare anche in Valle d’Aosta. La riduzione del quorum porterà ad una maggiore partecipazione al voto arginando il fenomeno delle campagne astensionistiche che invitano i cittadini a non esprimersi. L’approbation de cette loi, a-t-il conclu le Conseiller Bertschy, est un message important que les forces politiques représentées au Conseil portent au peuple valdôtain, car il démontre que les élus n’ont aucune crainte d’améliorer les instruments de participation populaire et de démocratie directe. Il Consigliere di ALPE Alberto Bertin ha aggiunto che la norma di riferimento del 2003 poi riformata nel 2006 non è stata sufficiente a rendere lo strumento referendario efficiente: negli anni, diverse iniziative referendarie non hanno raggiunto il quorum di validità, mortificando la partecipazione democratica e sprecando risorse pubbliche in una consultazione elettorale sostanzialmente inutile. Per il Consigliere Bertin, il referendum può essere considerato anche come uno strumento idoneo a ridurre la distanza tra la politica e i cittadini, una soluzione per contrastare gli aspetti negativi di un sistema troppo spesso autoreferenziale, a volte legato a tecnicismi, eccessivamente burocratizzato e lontano dalle effettive aspettative della comunità. La democrazia diretta, ha aggiunto, non deve e non vuole sostituire gli organi rappresentativi ma integrarli e con questo perfezionare la democrazia al fine di migliorare il processo decisionale e le scelte facendo partecipare la società civile: essa rappresenta inoltre uno strumento di consolidamento delle democrazie. Per gli oppositori di una proposta referendaria, come si è visto in molte occasioni, ha osservato Bertin, diventa più interessante boicottare il dibattito pubblico e puntare sull’astensione della popolazione piuttosto che aprirsi al confronto democratico; inoltre, soprattutto nei comuni più piccoli, gli appelli al boicottaggio del voto lanciati dagli oppositori a una proposta referendaria mettono in discussione la segretezza stessa del voto. Per questa ragione, circa tre anni fa, nel disinteresse generale, ha spiegato, avevo presentato una proposta di legge per ridurre il quorum di validità del referendum che l’avrebbe portato intorno al 25%, ma che non riuscì ad aprire una discussione seria su questa materia. Pertanto, ha concluso il Consigliere Bertin, va reso merito ai 6.486 cittadini, che sono stati i principali protagonisti di questo provvedimento legislativo sollecitando un intervento in questo settore: una volta tanto, cosa che succede raramente, siamo all’avanguardia e non nelle retrovie in un settore così importante per la vita democratica di una comunità. Il Presidente della prima Commissione “Istituzioni e autonomia”, Stefano Borrello, ha sottolineato che nel momento in cui la cittadinanza attiva si è fatta portavoce delle istanze e delle problematiche, la politica deve farsi delle domande. Nel futuro, ha aggiunto il Consigliere, questa legge avrà un impatto positivo, andando a valorizzare l’istituto del referendum, spesso sottovalutato o abusato. In merito, il Consigliere Borrello ha dichiarato che i partiti e i movimenti politici devono fare mea culpa, aiutando la popolazione ad orientarsi nello studio dei quesiti referendari. In rappresentanza del gruppo Stella Alpina, ha infine annunciato il voto favorevole. Il Consigliere di Pour Notre Vallée Antonio Fosson ha affermato che la partecipazione popolare e il referendum hanno sempre più un ruolo significativo: la partecipazione del popolo in modo diretto può ridurre la distanza tra cittadini e Istituzioni, ridurre la disaffezione. Ma, ha proseguito Fosson, perché questo istituto democratico possa avere significato, deve essere uno strumento percorribile, proprio come si propone questa proposta di legge. Per Fosson, sono corretti i paletti fissati in Commissione, come quello che prevede di legare il quorum a coloro che hanno votato alle ultime elezioni regionali. Il Consigliere Fosson ha infine sottolineato che il voto unanime in Commissione è segno del nuovo clima di collaborazione e di dialogo all’interno della maggioranza. Il Capogruppo del PD-SVdA Jean-Pierre Guichardaz ha accolto favorevolmente la conclusione di questo iter legislativo. Il previsto abbassamento di circa 9 punti percentuali del quorum non banalizza l’istituto referendario. La proposta di legge popolare non ha inserito una modifica del numero delle firme, che rimangono in proporzione alla popolazione superiori a quelle previste per il prossimo referendum sulla riforma costituzionale. I proponenti hanno cercato di favorire il raggiungimento del quorum, facendolo diventare uno strumento alternativo ai consueti mezzi legislativi democratici. Per Guichardaz, è importante che su argomenti così rilevanti ci sia la più ampia condivisione di tutti, politici e cittadini; non è così scontato questo dialogo, nemmeno scontato il suo risultato. Oggi, ha sottolineato Guichardaz, assistiamo ad un cambiamento di passo della politica, frutto anche del diverso assetto di maggioranza e dell’inoculazione nella squadra di nuove sensibilità. Il Capogruppo Joël Farcoz, nell’annunciare il voto positivo dell’UV, ha espresso due auspici: il primo è che abbassando il quorum, l’istituto referendario sia utilizzato con buon senso evitando strumentalizzazioni; il secondo che alle prossime elezioni regionali gli elettori possano aumentare, altrimenti si verificherebbe una ambiguità tra democrazia diretta e democrazia rappresentativa. Trattandosi di legge “statutaria”, ai sensi dell’articolo 15 dello Statuto speciale, entro 3 mesi dalla pubblicazione a fini notiziali sul BUR, su richiesta, potrà essere sottoposta a referendum. Decorsi i 3 mesi senza richiesta di referendum, la legge sarà promulgata ed entrerà in vigore. Il Consiglio Valle ha poii respinto due risoluzioni presentate dalla minoranza relative al 4K e all’invito alle dimissioni rivolto all’assessore Aurelio Mrguerettaz, alle quali abbiamo dedicato appositi articoli. In chiusura dei lavori consiliari, l’Assemblea regionale ha approvato all’unanimità una risoluzione depositata in Aula dai gruppi ALPE, M5S e GM, che impegna i Parlamentari valdostani affinché, in collaborazione con gli altri rappresentanti delle collettività interessate dalle problematiche legate al testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, operino per inserire opportune deroghe al decreto legislativo per le società partecipate in attivo, a tutela e nell’interesse generale delle collettività locali. Il Consigliere di ALPE Alberto Bertin ha osservato che questo decreto provocherebbe dei danni per i Comuni valdostani che sarebbero obbligati a cedere le proprie partecipazioni nelle società che gestiscono le centraline idroelettriche e rinunciare così a un’importante integrazione finanziaria ai loro sempre più risicati bilanci. Il Consigliere del Gruppo Misto Elso Gerandin ha aggiunto che non vi sono grossi margini nel decreto Madia e si è detto preoccupato: sarà importante operare all’interno della Finanziaria statale se si è ancora in tempo altrimenti elaborare una proposta alternativa. Il Capogruppo di Pour Notre Vallée, Claudio Restano, le centraline sono patrimonio della comunità non solo dal punto di vista finanziario ma anche per il mantenimento del territorio. Il Presidente della Regione ha annunciato il voto positivo della maggioranza, pur osservando che si tratta di un testo che è già legge e che quindi le chances di avere un esito positivo sono obiettivamente ridotte. L’Assemblea ha anche discusso un’ultima risoluzione, presentata dai gruppi di minoranza e illustrata dal Consigliere di ALPE Chantal Certan, intendeva impegnare il Governo regionale a istituire un gruppo di lavoro interistituzionale con una rappresentanza, su base volontaria, di tutti i gruppi politici presenti in Consiglio regionale, delle Organizzazioni sindacali, dei docenti e dei vertici dell’Ateneo valdostano per approfondire le criticità e le problematiche e ridefinire il ruolo futuro e la programmazione dell’Università della Valle d’Aosta. Il testo è stato ritirato a seguito della richiesta del Presidente della Regione di essere sentito in Commissione consiliare per spiegare il lavoro che si sta portando avanti all’Università. Il Consiglio tornerà a riunirsi martedì 29 novembre, alle ore 15.30, mercoledì 30 novembre, giovedì 1 e venerdì 2 dicembre 2016, alle ore 9.
Pubblicato / aggiornato
il 23/11/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute