Savt: voto libero degli iscritti al referendum
Il Direttivo Confederale del Savt si è riunito, lunedì 28 novembre, per approfondire il testo della riforma costituzionale che sarà sottoposto a referendum il prossimo 4 dicembre.
Dopo aver convocato i Direttivi di categoria Venerdì 18 novembre al Cral Cogne di Aosta per un confronto diretto con i partiti e movimenti politici valdostani che si sono espressi per il SI o per il No e ascoltato le ragioni delle scelte fatte, il Direttivo Confederale, esprime la propria posizione unanime in merito al voto referendario. Si legge sul comunicato stampa diramato allo scopo: “Il testo costituzionale sottoposto a referendum non mette in gioco la democrazia o i princìpi fondamentali dell’ordinamento costituzionale italiano, purtroppo con altrettanta chiarezza va detto che le modifiche proposte dopo un lungo e travagliato iter parlamentare sono frutto di un mediocre accordo tra i partiti di maggioranza, con posizioni chiaroscure all’interno degli stessi.Come Direttivo Confederale Savt ci chiediamo con quale effettiva conoscenza della materia si recheranno alle urne i cittadini valdostani ed italiani. La complessità delle proposte e l’ambiguità dei quesiti consentono una chiara e consapevole espressione di voto? La nostra risposta è no.La riforma elimina la legislazione concorrente tra Stato e Regioni, questo vuol dire un grave stop alla riforma federalista del 2001. Il Governo si riprende gran parte delle competenze delle regioni a statuto ordinario; ma cosa più grave la riforma enfatizza la clausola di supremazia con la quale il Parlamento nazionale potrà sostituirsi alle Regioni quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale. La nostra Regione, almeno per ora, come le altre regioni a Statuto Speciale, non è toccata dalla riforma proposta. La norma transitoria prevista all’articolo 39, comma 13 stabilisce che:“le disposizioni… non si applicano alle Regioni a statuto speciale…. fino alla revisione dei rispettivi statuti sulla base di intese con le medesime Regioni… La domanda che ci poniamo è: fino a quando? Visti i pensieri e le proposte di noti esponenti di tutti i partiti nazionali sulla creazione di macroregioni, accorpamenti e riduzioni cospicui dei bilanci delle regioni a statuto speciale, c’è d’aver poca fiducia sul mantenimento dei patti sottoscritti a difesa delle nostre autonomie. Il Direttivo Confederale ritiene che questo referendum spaccherà ulteriormente il Paese e aumenterà la caduta di credibilità della classe politica, senza apportare nessun reale beneficio alla crescità economica e sociale, né semplificare l’attività legislativa e amministrativa.La confusione e l’ambiguità delle proposte referendarie sono evidenti, ecco perché come Savt, pur ritenendo, in virtù della nostra anima federalista, più sostanziali le ragioni del NO che del SI, sottolineando l’importanza di andare a votare, lasciamo però liberi i nostri iscritti di esprimere la loro preferenza di voto secondo le proprie convinzioni.Il Direttivo Confederale, infine, conferma che qualunque sia il risultato finale del referendum, il Savt lavorerà per difendere la democrazia sancita dalla nostra Carta Costituzionale, l’autonomia e lo Statuto Speciale della Valle d’Aosta, alimentando il dialogo tra le parti e ripartendo non dal nuovo centralismo proposto da questa riforma ma da un federalismo solidale che rispetti le autonomie regionali e i diritti delle minoranze, qualunque esse siano”.
Pubblicato / aggiornato
il 29/11/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute