Dal 2017, dipendenti del Comune di Aosta senza buono pasto
Il record di spesa era stato toccato nel 2014 (260mila Euro) e le difficoltà di copertura si sono avute dal 2015: il benefit era stato finanziato in due tranche poiché, alla prima stesura del bilancio, le risorse non erano sufficienti.
Nel 2016, primo stanziamento di 165mila Euro a copertura del primo semestre ma il rifinanziamento non è stato necessario. Spiega l’assessore alle Finanze, Carlo Marzi: “Intervenendo sulla flessibilità dell’orario di lavoro, abbiamo permesso ad alcuni dei nostri 373 dipendenti di gestire diversamente il loro tempo, tornando a casa per la pausa pranzo oppure facendo un orario continuato che non li ha indotti a usufruire del buono pasto”. Alla fine la spesa, sul 2016, sarà di 168mila Euro circa e gli uffici stanno cercando le poche migliaia di differenza fra lo stanziato e il necessario “facendo economie su altri capitoli di spesa”.Dal 2 gennaio 2017, il rimborso massimo di 6,5 Euro a pasto negli esercizi convenzionati con la CIR Food, l’azienda di ristorazione collettiva che aveva vinto la gara, non ci sarà più. “Sino all’approvazione del bilancio (e abbiamo tempo sino al 28 febbraio) opereremo in esercizio provvisorio – spiega Marzi – quindi durante ogni mese potrà essere speso al massimo un dodicesimo di quando previsto nel bilancio precedente, senza spostamenti fra capitoli di spesa. Essendo a zero il capitolo della mensa, non potremo sostenere alcuna spesa in tal senso”. Quindi la sospensione del servizio potrebbe essere temporanea ma potrebbe anche diventare definitiva qualora, in sede di approvazione del bilancio, le necessarie risorse non fossero reperite.Facendo un calcolo approssimativo, 168mila Euro coprono 25.846 pasti. I giorni lavorativi di un dipendente, sottratti dal calendario i festivi e le ferie, sono circa 220. Quindi si può presumere che siano 120 i dipendenti comunali che si troveranno a subire le conseguenze di questo taglio.Gli enti locali non sono obbligati a istituire una mensa ma il contratto collettivo nazionale di lavoro prevede che i dipendenti abbiano diritto al buono pasto quando la loro prestazione inizi il mattino e si protragga nel pomeriggio, dopo una pausa. Le oranizzazioni sindacali della funzione pubblica (comparto enti locali) si sono già attivate e, nella giornata di mercoledì 28 dicembre, chiederanno un incontro urgente con il sindaco, Fulvio Centoz, per approfondire la questione.
Pubblicato / aggiornato
il 27/12/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute