Gli auguri ai detenuti del Garante della Valle d’Aosta
Di seguito, il discorso rivolto ai detenuti. “È appena iniziato il 2017. Come sempre, ci affidiamo alla speranza di un futuro migliore e di eventi positivi per noi tutti. Permettetemi di tornare indietro di un passo, per raccontarvi un episodio che mi ha profondamente colpito: al pranzo di Natale, organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio, ho osservato la platea e mi sono accorto che un vostro collega, a ogni piatto che veniva servito, replicava con un composto e dignitoso “grazie”. E penso che non sia stato il solo. Potreste dirmi che non vi è nulla di così sorprendente. E invece per me lo è stato. Perché, purtroppo, nelle manifestazioni umane in vari ambiti – ivi compresi la famiglia e il luogo di lavoro – è ormai raro sentire risuonare quella parola, che non significa solo ringraziamento per un dono, ma condivisione, partecipazione, senso di comunità. Per questo quel “grazie” mi ha emozionato e mi ha ricordato che anch’io certe volte, preso dal vortice della vita, me ne dimentico, privando il mio interlocutore, ma soprattutto me stesso, di esprimere il senso dell’appartenenza. Quindi, voglio dirvi io un “grazie” per come avete accolto la bella iniziativa e per l’insegnamento che avete dato. Mi sembra un’ottima base di partenza per il nuovo anno che ci aspetta. Auguro a Voi e alle vostre Famiglie un sincero e sereno 2017”.
Pubblicato / aggiornato
il 02/01/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute
