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La relazione sul Casino della II Commissione

La relazione sul Casino della II Commissione

La seconda Commissione del Consiglio Valle, giovedì 19 gennaio, ha prodotto una relazione conclusiva del percorso di approfondimento sulla situazione di crisi della Casa da gioco di Saint-Vincent.

Il Presidente della Commissione, Leonardo La Torre (UV), riferisce che «il documento, che è stato inoltrato alla Presidenza della Regione e a tutti i Consiglieri regionali, contiene una serie di osservazioni e riflessioni in merito al percorso di riorganizzazione operativa e finanziaria del Casinò de la Vallée. Con questo documento il dibattito viene rimesso alla Giunta, al Consiglio regionale e alle forze politiche per le opportune decisioni.»

La relazione della seconda Commissione è qui di seguito riportata:

Premesso che: la II Commissione consiliare ha avuto incarico con un ordine del giorno votato dal Consiglio regionale all’unanimità, di approfondire la situazione di crisi del Casinò di Saint-Vincent e di fornire alla Giunta, in tempi brevi, indicazioni utili per un percorso di riorganizzazione aziendale operativo e finanziario che ottenga la massima condivisione possibile; conclusi i lavori, svolte numerose audizioni e ricostruito il percorso degli ultimi anni della Casa da gioco si osserva che

la società Casinò di Saint-Vincent, partecipata dalla Regione per il 99 % e per l’1 % dal Comune di Saint-Vincent perdura in una situazione di gravissima crisi finanziaria operativa e strutturale, così come già segnalato dall’amministratore unico dott. Sommo e dal collegio sindacale; la società richiede interventi urgenti e inderogabili per essere salvata e mantenuta sul mercato del settore del gioco nazionale.

La situazione di grave crisi trae origini principalmente da una serie di scelte della Casinò Spa non sufficientemente ponderate e rivelatesi errate che si sono protratte nel tempo insieme a valutazioni approssimative ed ottimistiche che, sommate le une alle altre, hanno prodotto un quadro non veritiero e soprattutto non solido su cui basare i processi di ristrutturazione immobiliare ed organizzativi aziendali sin qui portati avanti.

Le acquisizioni immobiliari, le fusioni per incorporazione, i conferimenti patrimoniali supportati da operazioni ardite di ingegneria finanziaria in parte non sufficientemente valutate, e quindi non comprese e comunque non adeguate agli obiettivi e alle aspettative dell’azionista hanno generato e continuano a produrre distorsioni e interferenze sulle varie fasi che hanno portato alla situazione oggi in essere con deficit di bilancio pesanti e insostenibili nella società Casinò de la Vallée.

La classe manageriale e dirigente fin qui impegnata ha manifestato difficoltà ad esprimere un percorso di riorganizzazione aziendale credibile e verificabile nei risultati aldilà del semplice ottimismo comunicato nei piani di rilancio scarni e inattendibili. A seguito del completamento dei lavori di ristrutturazione si è assistito a un progressivo processo di destrutturazione organizzativa che unitamente all’insufficiente progettualità gestionale ha inciso significativamente sulle perdite maturate nei bilanci. Tutto questo impone la necessità di individuare urgentemente ed in maniera separata dalla volontà politica dell’azionista di scegliere per il futuro la gestione pubblica o privata, nuovi manager di alto livello e verificabile spessore, così come una profonda riorganizzazione di tutto il quadro direzionale sia nelle deleghe che nelle operatività con un’attenzione particolare al settore del gioco, del marketing, del personale e della direzione dell’Hotel Billia.

I lavori sovradimensionati, difficilmente sostenibili, le errate valutazioni della Casinò Spa in merito all’importanza degli investimenti immobiliari e delle ristrutturazioni che hanno assorbito troppo denaro rispetto ai risultati obiettivo indicati nei piani di sviluppo presentati al Consiglio regionale hanno fatto sì che oggi le strutture immobiliari non siano aderenti ad un moderno ed adeguato posizionamento concorrenziale della Casa da gioco di Saint-Vincent sul mercato nazionale del gioco in relazione anche agli altri casinò.

Il posizionamento non sufficientemente adeguato deriva anche dalla mancanza di un durevole piano di marketing realizzato sulla base di concetti moderni, mass-marketing, multi-business, e-commerce, multi-target ecc., piani e regole di cui ormai sono dotate tutte le più moderne aziende nazionali e internazionali a cui anche il Casinò di Saint-Vincent può e deve sottomettersi essendo i principi commerciali di fatto consolidati a tutti i livelli e per tutte le aziende.

Un altro errore importante è stato quello di voler costruire un secondo hotel a 4 stelle, che va a porsi in concorrenza con le strutture presenti sul territorio e non risponde alle reali esigenze del Casinò.

L’hotel Billia è comunque una risorsa importante e può essere valorizzato potenziando i servizi per la clientela di lusso del Casinò, come una ristorazione di famosa e assoluta qualità ed una nuova commercializzazione qualificata del Centro congressi pur sapendo che non sarà questa fascia di clientela che risolleverà le sorti finanziarie della Casa da gioco; appare acclarato il fatto che per rilanciare il Casinò di Saint-Vincent occorrerà agire in maniera determinata e prioritaria sul numero degli ingressi alla Casa da gioco per aumentare il volume di gioco complessivo. Occorrerà perciò agire sulla fascia dei clienti medi che prediligono “le slot machines” applicando i principi fondamentali di marketing predetti nella consapevolezza che solo conquistando nuove fasce di mercato nell’offerta di vicinato si potranno risollevare le sorti della Casa da gioco.

Fondamentale sarà ricostruire un rapporto sinergico con le forze sindacali presenti in azienda che dovranno comprendere come l’esasperata rappresentatività e lo spezzettamento delle aree operative aziendali siano un forte freno per qualunque tipo di piano di rilancio, dando però la sicurezza ai dipendenti che se dovranno essere fatti ulteriori risparmi sui costi del lavoro dovranno essere equamente ripartiti tenendo conto dei sacrifici già fin qui sostenuti dai reparti di produzione gioco. Indispensabile sarà avviare un processo di riqualificazione di tutto il personale al fine di permettere l’ottimizzazione delle risorse umane.

Fondamentale sarà introdurre concetti di new business “come il gioco online emozionale”, su cui nulla è stato fatto finora, che potranno aggiungere redditività a basso costo e che potranno essere sviluppati anche in collaborazione con il monopolio dello Stato fortemente interessato a questo settore; ulteriori importanti risparmi si potranno ottenere dalla terziarizzazione di molti servizi oggi gestiti dal Casinò a costi altissimi dando spazio anche alle attività imprenditoriali private del territorio con cui il Casinò dovrà trovare un nuovo e stretto rapporto di collaborazione in una visione “di turismo di villaggio globale”; ponendo l’accento sulla garanzia di pari condizioni e opportunità in merito all’acquisto di servizi e forniture, nel rispetto della legge regionale 20/2016; ulteriori risparmi potranno venire incentivando una cabina di regia tra i Casinò italiani (in Federgioco esiste già una forte collaborazione) per la gestione degli acquisti e marketing a livello nazionale.

LA QUESTIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA

La grave crisi gestionale, evidenziata dalle cospicue perdite di bilancio consolidate negli ultimi anni di gestione della Casinò Spa, impone un attento esame della situazione patrimoniale e finanziaria, il discutibile capitolo delle imposte anticipate ha fortemente e volutamente confuso il quadro reale della situazione finanziaria della Casinò Spa, è indiscutibile affermare che occorre rimettere in sicurezza patrimoniale in tempi brevi la Casa da gioco così come anche richiesto dall’amministratore unico e dal collegio sindacale; tenendo conto però delle leggi (Madia) e delle normative nazionali che regolano il finanziamento delle società partecipate. L’abbattimento del patrimonio ed il suo consolidamento, perciò, dovrà tenere conto anche di una possibile rivalutazione complessiva che ancora oggi non è stata effettuata in forza delle opere e dei lavori migliorativi prodotti dalla ristrutturazione e degli importanti valori mai contabilizzati in bilancio dati dai marchi, dalla concessione e dal relativo avviamento della Casinò Spa.

Il problema finanziario resta il nodo più significativo e controverso così come il percorso che dovrà essere seguito per immettere denaro pubblico nella Casinò Spa.

Questa tematica può essere affrontata con approcci diversi:

il primo che si presenta come la strada maestra è l’applicazione dell’art. 14 della Legge Madia “Crisi di impresa di società a partecipazione pubblica” il ripianamento delle perdite potrà essere effettuato dalle amministrazioni pubbliche socie anche in concomitanza di un aumento di capitale accompagnando l’intervento con un piano di ristrutturazione aziendale dal quale risulti comprovata la sussistenza di concrete prospettive di recupero dell’equilibrio economico delle attività svolte;

il secondo accettare e saldare con una apposita legge regionale, dopo aver accuratamente approfondito le richieste economiche della Casa da gioco, le spese di ristrutturazione sostenute considerate a carico della Regione, ma mai evidenziate nei bilanci della Casa da gioco come un credito certo; appaiono ancora evidenti alla Commissione incongruenze con i piani di sviluppo presentati ed autorizzati in Consiglio regionale in quanto le spese per le opere realizzate si sono rivelate superiori a quelle autorizzate.

Si dovrà anche tener conto che quando la ristrutturazione era stata autorizzata le dichiarazioni a sostegno in merito alla sostenibilità dell’operazione erano che la Casa da gioco poteva sostenere con capitali propri e con l’accesso al finanziamento privato l’intera operazione; in tal senso il Consiglio regionale riduceva al 10% l’agio della Regione sugli introiti della Casa da gioco.

Il terzo verificare con estrema attenzione la coincidenza delle spese sostenute con le spese autorizzate dalla Regione nei piani di sviluppo approvati dal Consiglio regionale saldando solo queste ultime, tenendo conto che, avendo la Regione già coperto le perdite di bilancio pregresse della Casinò Spa ha già in parte ottemperato al rimborso delle spese in oggetto e lasciando libera la Casa da gioco di reperire ulteriori finanziamenti sul mercato bancario privato forte la società di un nuovo piano di ristrutturazione aziendale accompagnato da una rivalutazione patrimoniale adeguata al valore delle nuove strutture immobiliari ed ai valori di avviamento.

Il quarto l’accesso in via esclusiva della Casa da gioco al mercato del finanziamento privato (con le adeguate garanzie patrimoniali) per garantire una gestione finanziaria temporale utile alla definizione di un percorso procedurale che veicoli verso la privatizzazione della Casa da gioco, affidando ad un Advisor di alto profilo la definizione dei criteri e l’analisi del mercato dei potenziali acquirenti.

Tutte queste soluzioni non potranno comunque prescindere da tutte le azioni che sono state precedentemente indicate per il risanamento e la riorganizzazione della Casa da gioco e dal fatto fondamentale che l’opinione pubblica in merito a tale situazione pretende la massima trasparenza, correttezza ed informazione sulle scelte che verranno effettuate e sul metodo che verrà utilizzato per portarle avanti, nonché sui diversi livelli di responsabilità politica, contabile, gestionale e amministrativa, collegati all’attuale grave situazione.

In conclusione le forze politiche rappresentate in Consiglio regionale e presenti nella II Commissione hanno espresso a chiare lettere che qualunque necessaria ed inderogabile decisione dovrà essere presa in tempi brevi e dovrà essere fortemente partecipata e condivisa tenendo conto dei principi sin qui espressi dalla relazione in oggetto e che sia imprescindibile ad un piano industriale che veda un approccio che rinnovi profondamente le modalità con cui finora è stata gestita la società Casinò Spa“.

Pubblicato / aggiornato il 19/01/2017 alle 12:00
Categoria: Salute