A Donnas una petizione contro l’arrivo in massa dei migranti
Sono disponibili in numerosi esercizi commerciali di Donnas i moduli della petizione volta a impedire un inserimento in massa di migranti nel paese. Ma, secondo Lega Nord, è inefficace.
L’iniziativa prende spunto dal fatto che lo Statuto del Comune di Donnas prevede che tutti i cittadini possano presentare istanze per chiedere all’Amministrazone comunale interventi a tutela degli interessi collettivi e dall’annuncio dell’inserimento di venti migranti nel Borgo medievale, oltre all’interesse dimostrato dalle cooperative nei confronti di altri immobili potenzialmente disponibili.
Considerato che Donnas è un comune di circa 2.600 residenti “e che pertanto appare sproporzionato il numero dei profughi da ospirare”, che si potrebbe creare una situazione di disagio “in termini di piena integrazione, sicurezza e ordine pubblico” e che “è volontà dei firmatari di perseguire la legalità e la trasparenza a difesa dei cittadini e un trattamento dignitoso dei migranti”, si chiede al sindaco di impedire l’inserimento di massa di gruppi numerosi di migranti in alcune zone del paese e in numero sporzionato (“per il Comune di Donnas la quota massima deve essere di 2,5 migranti ogni mille abitanti – n. 6 – come da intesa Anci-Viminale“); di attivarsi per ospitare unicamente nuclei familiari oppure famiglie monoparentali, donne sole in stato di gravidanza, minori non accompagnati, persone bisognose di cure continuative o con disabilità; che sia riferito alla popolazione il progetto di accoglienza; che le cooperative siano tenute a una rendicontazione dettagliata e pubblica delle attività di inserimento; di garantire un puntuale servizio di sorveglianza e presidio del territorio.
Le firme saranno raccolte sino alla prossima riunione del Consiglio comunale, quando saranno depositate.
Il gruppo di minoranza Libertà e partecipazione, il 2 gennaio, aveva chiesto la convocazione di un Consiglio comunale aperto sul tema. Richesta respinta, con controproposta di organizzare una pubblica assemblea. “La differenza – dice il consigliere comunale Fabio Marra – è che un Consiglio comunale aperto potrebbe impegnare l’Amministrazione a operare nel senso auspicato dalla popolazione, un’assemblea no“. La minoranza sostiene dunque l’adesione al sistema Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) potrebbe ovviare ai rischi paventati dalla cittadinanza.
Ma c’è chi ritiene le richieste della popolazione irricevibili. È l’esponente di Lega Nord Andrea Manfrin: “Un Comune non può impedire l’arrivo dei migranti poiché non si può impedire a un privato di utilizzare i propri immobili per l’accoglienza; non si può scegliere chi accogliere anche in considerazione del fatto che il 75% degli sbarchi è composto di giovani maschi; le cooperative devono rendere conto del proprio operato alla Prefettura e non agli enti locali o alla cittadinanza; la sicurezza è già compito precipuo delle Amministrazioni“. Manfrin è scettico anche in relazione al sistema Sprar: “Mi sono confrontato con l’Amministrazione comunale di Arezzo, dove questo sistema è stato adottato. La conseguenza è che i migranti non sono diminuiti bensì aumentati, poiché a quelli dell’accoglienza speciale si sono aggiunti gli Sprar“.
Pubblicato / aggiornato
il 30/01/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute
