Dimissioni Caminiti dal Crer: la polemica coinvolge anche l’assessore Baccega
Giovedì 12 gennaio, Vincenzo Caminiti aveva rassegnano le proprie dimissioni dalla presidenza del Crer (circolo ricreativo della Regione e degli enti locali valdostani), lamentando un pregressa e pesante situazione debitoria.

Il direttivo presieduto da Caminiti era stato eletto in aprile 2016 e si era riunito per la prima volta in maggio. Nel corso della riunione era stata presentata una relazione del revisore dei conti ed era stata formulata una richiesta di verifica. I mesi successivi sono stati dedicati a questa attività, conclusasi una una nuova relazione che è stata sottoposta all’attenzione della Regione autonoma Valle d’Aosta a inizio ottobre.
Alle affermazioni di Caminiti era seguita la replica del presidente che lo aveva preceduto, Enzo Baccega. In una lettera, aveva spiegato l’iter di ristrutturazione della nuova sede associativa (di proprietà regionale), con i relativi costi e il piano di rientro del debito contratto con un’istituto bancario, che al momento si attesta a circa 120mila euro.
Ma proprio sulle modalità di diffusione di questa lettera interviene nuovamente Caminiti, pubblicando su Facebook gli screenshot che mostrano come la nota sia stata inviata alle testate giornalistiche non direttamente dall’interessato bensì dal nipote: l’assessore regionale Mauro Baccega. Questo il commento di Caminiti alle immagini: “Suggerisco un argomento per il prossimo Consiglio regionale: riunione familiare tra il nipote ex assessore al bilancio attualmente assessore ai lavori pubblici e lo zio ex presidente Crer enti locali per replicare a Caminiti ‘colpevole’ di aver chiesto all’Assessorato bilancio e finanze una verifica sulla gestione del Crer (non dopo 8 mesi come dichiarato da chi ha fatto la replica: bastava andare a vedere quando è stata protocollata la richiesta) e non avendo ottenuto la verifica si è dimesso, così come indicato nella relazione inviata sempre nella stessa data. Infine neanche il buon gusto di mettere il numero di telefono dello zio anziché quello dell’Assessorato“.
Mauro Baccega commenta: “Il file è stato inviato dalla mia posta personale in quanto mio Zio era sprovvisto di Computer. Evidentemente, non essendo mai a casa, compare il numero del mio ufficio“.

Pubblicato / aggiornato
il 03/02/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute
