Due valdostani condannati per spaccio: a casa loro un suk
Dopo diversi giorni di attività di polizia e di monitoraggio degli spostamenti di due giovani Valdostani, nel pomeriggio di giovedì 2 febbraio, i Finanzieri del Gruppo della Guardia di Finanza di Aosta hanno concluso un’operazione a contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti.
Z.A. e B.S., intercettati nei pressi di Nus, hanno subito negato di essere in possesso di alcun tipo di droga. Accompagnati in caserma, sono stati sottoposti a perquisizione personale, all’esito della quale, celato nella biancheria intima di B.S., è stato rinvenuto un sacchetto accuratamente sigillato e contenente 20 dosi di cocaina da circa un grammo cadauna e quattro dosi di eroina della stessa consistenza.
Oltre allo stupefacente, nel sacchetto era inserito un biglietto manoscritto con, in evidenza, il nome e il cognome di Z.A. Di fronte all’evidenza, i due hanno ammesso l’acquisto della partita rinvenuta, in “co-finanziamento”.
L’attività di polizia è quindi stata estesa alle abitazioni delle due persone fermate, dove il fiuto del cane Blade ha permesso di scovare un vero e proprio “suk”, in grado di rifornire i clienti delle più svariate sostanze stupefacenti: 20 grammi di funghi allucinogeni; 33 grammi di marijuana; 6 grammi di hashish; 1 “francobollo” LSD; 0,2 grammi di anfetamina; 13 grammi di eroina suddivisa in 7 involucri; un sacco contenente piante di canapa indica per un peso totale di oltre un chilogrammo.
Sono stati sequestrati anche tre bilancini di precisione, “tritaerba”, taglierini ancora sporchi di hashish, materiale per il confezionamento, dur telefoni cellulari e tutto il kit necessario per la coltivazione di funghi allucinogeni (un tappetino riscaldante, una scatola di coltivazione, una busta trasparente con filtro in nylon, una mascherina facciale e un flacone contenente liquido per pulizia mani).
Sulla rete internet è sempre più semplice ed immediata la possibilità di rifornirsi di tali strumenti: dalle cosiddette “sporate” o “impronte sporali”, necessarie per avviare la coltivazione, a tutto il necessario per la pulizia personale e degli strumenti utilizzati per la coltivazione, al fine di evitare la proliferazione di muffe non idonee all’ottenimento dei cosiddetti “funghi magici”.
La disponibilità di una tale varietà di droghe leggere e pesanti ha indotto i finanzieri ad arrestare i due giovani. Il magistrato di turno, Eugenia Menichetti, ha confinando i due agli arresti domiciliari.
Nella matinata di venrdì 3 febbraio, presso il Tribunale di Aosta, nel corso di un’udienza per direttissima dinanzi al Giudice Marco Tornatore, i due ragazzi sono stati riconosciuti colpevoli del reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Z.A. è stato condannato a 2 anni e otto mesi di reclusione ed Euro 2.400 di multa; a B.S. è stata comminata la pena di un anno e undici mesi di reclusione ed Euro 2.000 di multa.
Pubblicato / aggiornato
il 03/02/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute
