Jeune VdA invita le forze politiche a prendere posizione contro le ingerenze della ‘ndrangheta
Jeune Vallée d’Aoste commenta, con parole e immagini, l’indagine in corso da parte della Procura di Milano avvalendosi della Guardia di Finanza.
“Allibiti, costernati, scioccati… i Valdostani stanno apprendendo in questi giorni delle notizie che mai avrebbero lontanamente immaginato (di udire) – scrive il movimento giovanile in una nota. Il pericolosissimo rapporto tra il procuratore della Repubblica di Aosta con personaggi in relazione con il mondo della malavita ci preoccupa enormemente, oltre a sconvolgerci. Sempre più spesso l’immagine della Valle d’Aosta è accostata sul piano giudiziario oltreché mediatico alla ‘ndrangheta e a suoi pericolosi esponenti presenti anche nella nostra regione. Da troppi anni sentiamo parlare della presenza di rappresentanti del governo regionale a manifestazioni in presenza di importanti elementi ‘ndranghetisti; da troppo tempo si vocifera di telefonate giunte da capi cosca reggini indicanti le preferenze per i candidati di notissimi partiti valdostani; sempre maggiore è la presenza di attività edili, della ristorazione, del commercio che hanno più o meno palesi legami con organizzazioni criminali. E poco importa se le condanne giudiziarie siano definitive o no: in Valle d’Aosta c’è una classe di governo senza più etica né morale che non vuole o non riesce più a vedere in quale vergognosa situazione ha contribuito a precipitare l’immagine della secolare ‘pucelle’“. A parere della Jeun Vallée d’Aoste “Questa situazione scuote le coscienze ed impone una pronta, energica e ferma presa di posizione nel manifestare la totale contrarietà all’ingerenza della ‘ndrangheta e di suoi elementi nel sistema economico e politico valdostano“. La Jeune Vallée d’Aoste invita pertanto tutte le forze politiche “a prendere apertamente posizione contro questo dilagante fenomeno senza superficialità né ipocrisie” e auspica che “gli inquirenti, le forze dell’ordine e il mondo intero dell’informazione squarcino una volta per tutte il pesante velo di commistione fra istituzioni locali e elementi mafiosi a cui è stato permesso di operare nella nostra terra“.
Pubblicato / aggiornato
il 03/02/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute
