Passa la legge sul Casino: nuova governance e Piano di risanamento entro 60 giorni
Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta ha approvato all’unanimità, martedì 7 febbraio, la legge sul risanamento finanziario di Casino de la Vallée Spa e un ordine del giorno sulla governance e la ricapitalizzazione.
Assente l’assessore al Bilancio, Ego Perron – che solo poco tempo fa ha restituito le deleghe per la gestione della casa da gioco – in un’articolata discussione tutte le forze politiche hanno presentato questa proprosta di legge come una vittoria propria.
Una vittoria di chi è all’opposizione sin dalle elezioni del 2013, perché dimostra che un provvedimento può essere redatto e approvato in 24 ore e che il presidente Rollandin non governa più la propria maggioranza. Una vittoria di chi dalla minoranza è passato in maggioranza perché dimostra che il cambiamento di metodo che sosteneva dai banchi dell’opposizione è riuscito a metterlo in atto. Una vittoria per chi è uscito dal gruppo di maggioranza relativa ma è rimasto in maggioranza perché dimostra la validità della propria scelta di allontanamento da un fallimento politico. Una vittoria per chi in maggioranza c’era nel 2013 e c’è rimasto perché s’interviene in modo da produrre risultati ritenuti ottimali per tutti.
Ma la discussione è stata anche altro, permettendo di palesare fatti e opinioni in parte già emersi da novembre 2016 (quando è stato approvato dalla Giunta il bilancio 2017/19 che prevedeva la destinazione al Casino di 108 milioni di euro) e in parte noti ai consiglieri poiché rivelati in Commissione ma non portati al pubblico. È stato espresso, da Albert Chatrian di Alpe, rimpianto per l’impossibilità di correggere il passato e disappunto per le modalità con le quali la casa da gioco è arrivata ad accumulare un deficit così importante, mentre Claudio Restano di Pour notre Vallée ha auspicato che l’approvazione di questa legge non faccia venire meno il necessario chiarimento sulle responsabilità del tracollo della casa da gioco. L’auspicio di Elso Gérandin di Mouv’ è che i costi del risanamento non siano posti sulle spalle dei dipendenti, i cui stipendi pesano peraltro per il 75% sui costi di produzione, ha ricordato Pierluigi Marquis di Stella alpina, aggiungendo che, però, altra cosa è essere chiamati al sacrifico avendo delle prospettive che essendone privi. Roberto Cognetta del Movimento 5 Stelle ha invitato Rollandin a riflettere sull’accaduto e a trarne le logiche conseguenze politiche.
A tutto ciò, Augusto Rollandin ha replicato asserendo che, senza quegli investimenti e quegli interventi, il Casino e il Billia sarebbero ora probabilmente chiusi; che intervenire mantenendo aperte le strutture ha consentito di incassare 40 milioni di euro e di non dover rilanciare le attività di gioco e di accoglienza in un momento di forte crisi; che nulla è mai stato nascosto al Consiglio; che solo quest’anno, a Patto di stabilità terminato, è stato possibile intervenire prevedendo la restituzione a Casino de la Vallé di quanto anticipato negli anni; che il disegno di legge predisposto dalla Giunta non era sostanzialmente dissimile da quello approvato e, comunque, che condividere una decisione non deve essere letto come una rinuncia alle proprie posizioni.
Sì, perché è bene ricordare che, sino alla fine della mattinata, la proposta di legge non aveva la firma dell’Union valdôtaine né del PD Sinistra VdA. Uv che è intervenuta in aula solo per bocca del presidente Rollandin e PD il cui capogruppo, Jean-Pierre Guichardaz, ha affermato di ritenere l’impianto della norma in linea con le proprie idee, eccezion fatta per il gruppo dei tre saggi. A nulla è valsa la precisazione di Luigi Bertschy di Union valdôtaine progressiste in relazione al fatto che l’istituzione del gruppo è resa possibile ma non indispensabile dalla legge e che la sua consulenza nella valutazione del Piano di risanamento e della sua attuazione sarebbe comunque a titolo gratuito: in sede di votazione, la norma è stata approvata all’unanimità ma Donzel, Fontana e Guichardaz si sono astenuti sull’articolo 3, quello dei saggi appunto.
Approvato all’unanimità, senza che fosse illustrato né discusso, anche un ordine del giorno che impegna il Governo regionale a rivedere radicalmnete l’organizzazione della Casino SpA (amministratore unico, collegio sindacale, quadri con funzioni di responsabilità nei settori di personale, gioco, marketing e relazioni sindacali) nonché a verificare la reale situazione gestionale e valutarne un’eventuale necessità di finanziamento legata all’attuazione del Piano di rilancio previsto dalla norma appena approvata. Ciò in considerazione del fatto che l’attuale amministratore unico, Lorenzo Sommo, avrebbe affermato, in Commissione, di disporre della liquidità necessaria sino al 1° aprile mentre il Piano, anche se redatto addirittura in anticipo rispetto ai termini previsti, potrebbe non essere approvato in tempo utile per far arrivare a Saint-Vincent i soldi che sono necessari al pagamento degli stipendi.
A tutto ciò, Augusto Rollandin ha replicato asserendo che, senza quegli investimenti e quegli interventi, il Casino e il Billia sarebbero ora probabilmente chiusi; che intervenire mantenendo aperte le strutture ha consentito di incassare 40 milioni di euro e di non dover rilanciare le attività di gioco e di accoglienza in un momento di forte crisi; che nulla è mai stato nascosto al Consiglio; che solo quest’anno, a Patto di stabilità terminato, è stato possibile intervenire prevedendo la restituzione a Casino de la Vallé di quanto anticipato negli anni; che il disegno di legge predisposto dalla Giunta non era sostanzialmente dissimile da quello approvato e, comunque, che condividere una decisione non deve essere letto come una rinuncia alle proprie posizioni.
Sì, perché è bene ricordare che, sino alla fine della mattinata, la proposta di legge non aveva la firma dell’Union valdôtaine né del PD Sinistra VdA. Uv che è intervenuta in aula solo per bocca del presidente Rollandin e PD il cui capogruppo, Jean-Pierre Guichardaz, ha affermato di ritenere l’impianto della norma in linea con le proprie idee, eccezion fatta per il gruppo dei tre saggi. A nulla è valsa la precisazione di Luigi Bertschy di Union valdôtaine progressiste in relazione al fatto che l’istituzione del gruppo è resa possibile ma non indispensabile dalla legge e che la sua consulenza nella valutazione del Piano di risanamento e della sua attuazione sarebbe comunque a titolo gratuito: in sede di votazione, la norma è stata approvata all’unanimità ma Donzel, Fontana e Guichardaz si sono astenuti sull’articolo 3, quello dei saggi appunto.
Approvato all’unanimità, senza che fosse illustrato né discusso, anche un ordine del giorno che impegna il Governo regionale a rivedere radicalmnete l’organizzazione della Casino SpA (amministratore unico, collegio sindacale, quadri con funzioni di responsabilità nei settori di personale, gioco, marketing e relazioni sindacali) nonché a verificare la reale situazione gestionale e valutarne un’eventuale necessità di finanziamento legata all’attuazione del Piano di rilancio previsto dalla norma appena approvata. Ciò in considerazione del fatto che l’attuale amministratore unico, Lorenzo Sommo, avrebbe affermato, in Commissione, di disporre della liquidità necessaria sino al 1° aprile mentre il Piano, anche se redatto addirittura in anticipo rispetto ai termini previsti, potrebbe non essere approvato in tempo utile per far arrivare a Saint-Vincent i soldi che sono necessari al pagamento degli stipendi.
Pubblicato / aggiornato
il 07/02/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute
