Baccega dissente da Stella alpina su Cva, ma dice che non è spaccatura
Mauro Baccega, assessore alle opere pubbliche della Regione autonoma Valle d’Aosta non condivide i contenuti del comunicato congiunto con il quale sono state chieste le dimissioni di Trisoldi e Giachino da Cva entro 24 ore.
Firmato da Union valdôtaine progressiste, Stella Alpina (il partito di Baccega), Alpe, Pour notre Vallée, Movimento 5 Stelle e Mouv’, minaccia la richiesta di un Consiglio Valle straordinario qualora il presidente del CdA e il direttore generale di Cva non adempiano alla risoluzione unanimemente votata dal Consiglio regionale due settimane or sono.
“La volontà del Consiglio va certamente rispettata – dice Baccega – come ho sempre fatto in questi anni. Oggi, su questo tema, un parere autorevole a salvaguardia di chi deve mettere delle firme è dovuto. Per il bene di tutti“. Baccega fa riferimento alla delibera del CdA di Finaosta che, martedì 7 febbraio, ha deciso di chiedere un parere legale pro veritate sulle modalità corrette per dare attuazione al volere consiliare. È proprio contro quest’azione, interpretata come un tentativo di disattendere l’indicazione politica, che i sei gruppi si sono espressi, chiedendo a Riccardo Trisoldi e Paolo Giachino di saltare ogni procedura e di diventare loro stessi attuatori del mandato espresso dall’aula.
Ma chi vuole interpretare quest’opinione divergente come un ulteriore segnale di spaccatura interna a Stella alpina sbaglia, dice Baccega: “Non siamo spaccati: a volte ci sono divergenze di vedute che questa sera (mercoledì 8 febbraio, ndr) in segreteria chiariremo, nel corso di un sano dibattito democratico“.
Pubblicato / aggiornato
il 08/02/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute
