Ma qual è la maggioranza regionale?
Aumenta la confusione sui numeri dopo la riunione del Consiglio regionale della Valle d’Aosta di venerdì 17 febbraio, nella quale è stata istituita la Commissione consiliare d’inchiesta sull’acquisto da parte di Cva di turbine ed altro materiale proveniente dalla Cina.
Infatti 21 consiglieri si sono espressi a favore di questo provvedimento mentre Union valdôtaine e Pd Sinistra VdA si sono astenuti. Ricompattata Stella alpina, ha votato a favore anche Leonardo La Torre.
La Torre che, poche ore prima, aveva lasciato il gruppo dell’Union valdôtaine (di veda la videointervista) oltre alla presidenza della seconda Commissione, mentre Marco Viérin aveva lasciato (anche in questo caso si veda la videointervista) la vicepresidenza del Consiglio Valle.
La discussione è iniziata con la presentazione di una risoluzione, da parte del consigliere Uvp Alessandro Nogara. Ha spiegato che la Commissione avrà l’incarico di verificare e approfondire le modalità con le quali Cva ha proceduto all’acquisto del materiale dalla Cina nonché di verificare la qualità di queste forniture e la loro durata nel tempo. Ha riassunto le motivazioni che hanno indotto a chiedere la Commissione, riassumibili nel fatto che si ipotizza un rendimento inferiore a quello contrattualmente previsto nonché un’usura precoce.
Roberto Cognetta, del Movimento 5 Stelle, ha ricordato che la costituzione di questa Commissione era giàs tata richiesta anni os sono mentre Albert Chatrian, capogruppo di Alpe, ha sottolineato la reticenza dimostrata, negli anni, da Cva, nel fornire ai consiglieri le informazioni richieste in relazione al proprio operato.
Antonio Fosson, di Pour Notre Vallée, ha portato in evidenza le responsabilità della Giunta in relazione all’agire di Cva ma, più che della Giunta, ha detto, del presidente della Regione “che pare avere un canale di comunicazione diretto e preferenziale con questa società in house“.
Chantal Certan, di Alpe, ha precisato che la costituzione della Commissione si sarebbe potuta evitare se i vertici di Cva avessero agito con trasparenza e onestà e se avessero riposto la loro figucia bei consiglieri, consentendo ai propri tecnici parlare liberamente in Commissione.
Jean-Pierre Guichardaz, capogruppo del PD Sinistra VdA, si è detto favorevole al fatto che si possa arrivare a un contraddittorio e au un chiarimento fra i vertici di Cva e il Consiglio Valle. Però si è detto non convinto rispetto allo strumento della Commissione speciale, che poteva essere valida nel 2013 ma che è superflua rispetto alla volontà unanime di arrivare a chiarire la questione. Oltretutto una Commissione è uno strumento inutilmente costoso.
Luigi Bertschy, capogruppo di Union valdôtaine progressiste, ha criticato il tentativo di Riccardo Trisoldi e Paolo Giachino di delegittimare gli eletti.
Alla chiusura delle discussione generale, ha preso la parola il presidente della Regione. Augusto Rollandin ha ricordato che, negli anni, ci sono state più occasioni di ascoltare i vertici di Cva. Per gli approfondimenti, ha aggiunto, sono sufficienti le Commissioni ordinarie, che hanno peraltro i medesimi poteri che avrebbe quella straordinaria d’inchiesta. “I risultati della società parlano chiaro – ha affermato –: è la società più importante a livello regionale e se ne può mettere in discussione un singolo aspetto, non l’intero operato“.
Cognetta ha replicato che è necessario capire, se errore vi è stato, se sia stato commesso in buona o in mala fede. Si è poi chiesto perché Rollandin abbia votato una risoluzione e poi non riesca a dare mandato per quanto lui stesso ha votato. “Se non è lui che comanda tutto e tutti – ha concluso – allora c’è un problema grande: decidono i dirigenti e i nominati“.
Alberto Bertin, di Alpe, ha affermato che questa Commissione è la logica conseguenza di un lavoro durato sette anni. Sarebbe opportuno che il presidente rinunciasse all’indennità di funzione, ha aggiunto.
Nogara ha ribadito che si vuole capire la validità delle scelte compiute da Cva, poiché la comunità valdostana ne avrà le conseguenze nel futuro.
Union valdôtaine e Pd Sinistra VdA hanno deciso di non far parte della Commissione e quindi sono stati nominati a farne parte i consiglieri Fosson, Roscio, Cognetta, Gérandin, Nogara e Marquis. Nogara ne è il presidente, eletto a scrutinio segreto con 20 voti a favore, 12 schede bianche r 2 schede nulle Ha subito annunciato la rinuncia all’indennità di funzione.
Si è quindi passati a discutere la situazione politica successiva alla sentenza della Corte d’Appello di Torino sulle spese dei gruppiconsiliari. Una discussione “soffice”, nella quale Cognetta ripercorso tutte le vicende giudiziarie di Rollandin (“colui che governa il partito degli onesti” lo ha definito).
Pierluigi Marquis, capogruppo di Stella alpina, si è augurato che i consiglieri riescano a ridare credibilità all’azione politica di questo Consiglio
Elso Gérandin, di Mouv’, ha affermato che sarebbe bene che Donzel facesse un passo indietro dal posto di governo (vedasi la videointervista a ciò dedicata).
Bertschy ha affermato di restare in attesa delle conseguenze sul Consiglio Valle che questa sentenza avrà.
Il Consiglio Valle tornerà a riunirsi il 22 febbraio.
Roberto Cognetta, del Movimento 5 Stelle, ha ricordato che la costituzione di questa Commissione era giàs tata richiesta anni os sono mentre Albert Chatrian, capogruppo di Alpe, ha sottolineato la reticenza dimostrata, negli anni, da Cva, nel fornire ai consiglieri le informazioni richieste in relazione al proprio operato.
Antonio Fosson, di Pour Notre Vallée, ha portato in evidenza le responsabilità della Giunta in relazione all’agire di Cva ma, più che della Giunta, ha detto, del presidente della Regione “che pare avere un canale di comunicazione diretto e preferenziale con questa società in house“.
Chantal Certan, di Alpe, ha precisato che la costituzione della Commissione si sarebbe potuta evitare se i vertici di Cva avessero agito con trasparenza e onestà e se avessero riposto la loro figucia bei consiglieri, consentendo ai propri tecnici parlare liberamente in Commissione.
Jean-Pierre Guichardaz, capogruppo del PD Sinistra VdA, si è detto favorevole al fatto che si possa arrivare a un contraddittorio e au un chiarimento fra i vertici di Cva e il Consiglio Valle. Però si è detto non convinto rispetto allo strumento della Commissione speciale, che poteva essere valida nel 2013 ma che è superflua rispetto alla volontà unanime di arrivare a chiarire la questione. Oltretutto una Commissione è uno strumento inutilmente costoso.
Luigi Bertschy, capogruppo di Union valdôtaine progressiste, ha criticato il tentativo di Riccardo Trisoldi e Paolo Giachino di delegittimare gli eletti.
Alla chiusura delle discussione generale, ha preso la parola il presidente della Regione. Augusto Rollandin ha ricordato che, negli anni, ci sono state più occasioni di ascoltare i vertici di Cva. Per gli approfondimenti, ha aggiunto, sono sufficienti le Commissioni ordinarie, che hanno peraltro i medesimi poteri che avrebbe quella straordinaria d’inchiesta. “I risultati della società parlano chiaro – ha affermato –: è la società più importante a livello regionale e se ne può mettere in discussione un singolo aspetto, non l’intero operato“.
Cognetta ha replicato che è necessario capire, se errore vi è stato, se sia stato commesso in buona o in mala fede. Si è poi chiesto perché Rollandin abbia votato una risoluzione e poi non riesca a dare mandato per quanto lui stesso ha votato. “Se non è lui che comanda tutto e tutti – ha concluso – allora c’è un problema grande: decidono i dirigenti e i nominati“.
Alberto Bertin, di Alpe, ha affermato che questa Commissione è la logica conseguenza di un lavoro durato sette anni. Sarebbe opportuno che il presidente rinunciasse all’indennità di funzione, ha aggiunto.
Nogara ha ribadito che si vuole capire la validità delle scelte compiute da Cva, poiché la comunità valdostana ne avrà le conseguenze nel futuro.
Union valdôtaine e Pd Sinistra VdA hanno deciso di non far parte della Commissione e quindi sono stati nominati a farne parte i consiglieri Fosson, Roscio, Cognetta, Gérandin, Nogara e Marquis. Nogara ne è il presidente, eletto a scrutinio segreto con 20 voti a favore, 12 schede bianche r 2 schede nulle Ha subito annunciato la rinuncia all’indennità di funzione.
Si è quindi passati a discutere la situazione politica successiva alla sentenza della Corte d’Appello di Torino sulle spese dei gruppiconsiliari. Una discussione “soffice”, nella quale Cognetta ripercorso tutte le vicende giudiziarie di Rollandin (“colui che governa il partito degli onesti” lo ha definito).
Pierluigi Marquis, capogruppo di Stella alpina, si è augurato che i consiglieri riescano a ridare credibilità all’azione politica di questo Consiglio
Elso Gérandin, di Mouv’, ha affermato che sarebbe bene che Donzel facesse un passo indietro dal posto di governo (vedasi la videointervista a ciò dedicata).
Bertschy ha affermato di restare in attesa delle conseguenze sul Consiglio Valle che questa sentenza avrà.
Il Consiglio Valle tornerà a riunirsi il 22 febbraio.
Pubblicato / aggiornato
il 17/02/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute
