I Comuni non devono ancora vendere le partecipazioni nelle società idroelettriche
Il Governo ha accolto la richiesta dei parlamentari valdostani affinché si possa derogare alle dismissioni per le società partecipate idroelettriche.
“La nuova disciplina sulle società partecipate impone alle amministrazioni pubbliche un provvedimento nel quale effettuano la ricognizione di tutte le partecipazioni possedute, direttamente o indirettamente, e l’individuazione di quelle che devono essere alienate – scrivono Rudi Marguerettaz e Albert Lanièce -. In sede di esame del decreto di proroga termini, approvato dal Senato venerdì 17 febbraio, il governo ha accolto un nostro ordine del giorno, con il quale è stata recepita la nostra proposta di prorogare al 31 dicembre 2017 il termine entro il quale adempiere a tale obbligo“.
“Nel corso dell’esame del provvedimento – osserva Lanièce – abbiamo posto un’ulteriore questione, prioritaria per le regioni alpine e dunque in primo luogo per la Valle d’Aosta, in ordine alla deroga per le amministrazioni locali dall’obbligo di inserire in tale ambito e dunque di dover dismettere le società partecipate operanti nel settore idroelettrico. L’impegno del governo, in ragione della questione di fiducia posta al Senato per l’approvazione del dl ‘milleproroghe’ senza ulteriori modifiche, è stato di affrontare il problema nel corso del Consiglio dei Ministri di oggi. Tale impegno è stato rispettato e la proposta avanzata da me e dall’On. Marguerettaz è stata recepita“.
“Su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Marianna Madia – affermano i parlamentari valdostani – il Consiglio dei Ministri ha approvato in forma preliminare un decreto legislativo recante modifiche integrative e correttive al testo unico in materia di società a partecipazione pubblica. Nel decreto legislativo si prevede che gli enti locali possano detenere partecipazioni nelle società aventi per oggetto sociale la produzione di energia da fonti rinnovabili, per le quali si esclude dunque la dismissione delle quote possedute dai Comuni“.
“È un impegno che certamente richiederà una definitiva e organica disciplina legislativa e ulteriori disposizioni regolamentari ma che con la decisione odierna del Consiglio dei Ministri – concludono Lanièce e Marguerettaz – saranno conseguenti, dunque non modificabili, ad un principio generale approvato e che restituisce agli enti locali interessati un quadro di certezze, indispensabile alla loro partecipazione , alle imprese partecipate una prospettiva di programmazione aziendale indispensabile per un settore così strategico e ai cittadini e territori un sistema di gestione che può produrre risultati efficienti entro costi sostenibili”.
Pubblicato / aggiornato
il 18/02/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute
