In Stella alpina, c’è chi dice no. Ma perché?
L’esternazione sul profilo Twitter di Stella alpina in relazione alle proposta di ritorno nei ranghi da parte di Union valdôtaine, ripresa e pubblicata domenica 19 febbraio da bobine.tv, ha suscitato il dissenso di una parte del movimento.
Nel dialogo che si è aperto, sul social network, sono intervenuti tre esponendi di spicco. Nell’ordine: Ettore Viérin, Luca Girasole e Mauro Baccega.
Ettore Viérin ha chiesto chi avesse rilasciato la “licenza poetica” per il messaggio e la risposta su Twitter è stata: lo Statuto, “Ma tra poeti lo si sa e si sta scherzando giusto?“. Invece, su Facebook, la risposta è stata “La licenza poetica ‘Lione’ contraddistingue un termine arcaico per definire il grande felino africano“.
Luca Girasole ha commentato: “Le ‘poesie’ scritte di proprio pugno andrebbero pubblicate col profilo personale. @StellaAlpinaVdA necessita condivisione preventiva #metodo“.
Infine Mauro Baccega, prima ha ritwittato e poi ha commentato: “volevo inserirmi dicendo che non so se tutti concordano con la poesia. Io no. Certo che si raccoglie quello che si semina“.
Il segretario Carlo Marzi ha invece commentato, su Facebook, in risposta a un post di Luca Ghiorzi: “Quella che da altri è stata definita poesia… in realtà ha un fine primario diverso dal definire una linea politica. Aveva cioè il fine di dire, con ironia innanzi tutto, che prima di dare pagelle e voti a casa d’altri, se mai lo si può fare, conviene dare un occhio a casa propria“.
Sembrerebbe quindi di nuovo tirare aria di “scambio dialettico democratico”, come lo definiscono in Stella alpina. Scambio che sarebbe confermato dal fatto che, nel pomeriggio di lunedì 20 febbraio, il tavolo della riunione di maggioranza (peraltro assai concitato proprio attorno al tema della liceità di distribuire voti individuali e pagelle di gruppo nel corso di un congresso politico), sia stato lasciato non solamente da Union valdôtaine progressiste e da Pour Notre Vallée ma, poco dopo e in maniera forse meno plateale, anche da Marco Viérin e Pierluigi Marquis mentre sono rimasti proprio Mauro Baccega e André Lanièce.
Occorrerà capire in che misura si tratti di divergenze sulla linea politica da adottare o di personalismi.
Il segretario Carlo Marzi ha invece commentato, su Facebook, in risposta a un post di Luca Ghiorzi: “Quella che da altri è stata definita poesia… in realtà ha un fine primario diverso dal definire una linea politica. Aveva cioè il fine di dire, con ironia innanzi tutto, che prima di dare pagelle e voti a casa d’altri, se mai lo si può fare, conviene dare un occhio a casa propria“.
Sembrerebbe quindi di nuovo tirare aria di “scambio dialettico democratico”, come lo definiscono in Stella alpina. Scambio che sarebbe confermato dal fatto che, nel pomeriggio di lunedì 20 febbraio, il tavolo della riunione di maggioranza (peraltro assai concitato proprio attorno al tema della liceità di distribuire voti individuali e pagelle di gruppo nel corso di un congresso politico), sia stato lasciato non solamente da Union valdôtaine progressiste e da Pour Notre Vallée ma, poco dopo e in maniera forse meno plateale, anche da Marco Viérin e Pierluigi Marquis mentre sono rimasti proprio Mauro Baccega e André Lanièce.
Occorrerà capire in che misura si tratti di divergenze sulla linea politica da adottare o di personalismi.
Pubblicato / aggiornato
il 20/02/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute
