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UVP-PNV-La Torre: la salvezza del Casino non è nei 43 milioni ma nella ristrutturazione aziendale

UVP-PNV-La Torre: la salvezza del Casino non è nei 43 milioni ma nella ristrutturazione aziendale

I gruppi consiliari Union Valdôtaine Progressiste e Pour Notre Vallée, insieme al consigliere Leonardo La Torre del Gruppo Misto, intervengono sul tema del Casino.

In questi giorni  – sostengono – ‘qualcuno’, politicamente, ha barato sul progetto per far uscire dalla crisi il Casinò di Saint-Vincent. E quel ‘qualcuno’ ha barato sapendo di barare, proponendo un percorso tecnico-amministrativo non percorribile, o meglio, percorribile solo politicamente, per dimostrare, ancora una volta, che solo l’uomo forte, autoritario e imbattibile ha la soluzione giusta per risolvere la gravissima crisi che ha colpito l’azienda. Crisi che è in atto peraltro a causa dei suoi errori“.

E proseguono: “Oggi, agli occhi dei dipendenti il ‘bravo’ politico è colui che vuole mettere 43 milioni di euro per il Casino e il ‘cattivo’ politico è colui che, pur volendo aiutare finanziariamente l’azienda, sa che non è possibile né legittimo farlo, se non dopo aver approvato un progetto urgente di ristrutturazione. I risultati di questo agire politico sulla questione Casino di Saint-Vincent, reiterato nel tempo e nei modi, purtroppo sono oggi tristemente evidenti a tutti i Valdostani. In questi anni sono state fatte scelte di investimento che pur avendo prodotto una spesa importante, oltre 100 milioni di euro, non hanno creato pari sviluppo. E questo anche grazie al fatto che sono stati promossi a ruoli dirigenziali, in settori cruciali per la gestione dello sviluppo dell’azienda, uomini e donne con poca competenza e professionalità che hanno naturalmente poi fallito l’obiettivo fondamentale di risollevare le sorti della Casa da gioco. Queste scelte, anno dopo anno, hanno portato l’azienda alla disastrosa situazione odierna“.

E infine concludono: “Purtroppo oggi la situazione oltre che drammatica appare paradossale. Infatti chi ha barato, dopo aver giocato per anni sulla pelle e sulla buona fede dei lavoratori, si propone ora agli stessi, da ‘bravo’ politico, come colui che li vuole salvare. Oggi, per noi dei gruppi UVP e PNV, non può essere chi ha portato alla soglia del fallimento la nostra Casa da gioco a ergersi come salvatore! La via della ristrutturazione è ardua e irta di insidie e di sacrifici, ma è l’unica via per mantenere i livelli di occupazione nell’azienda. È il progetto che noi porteremo avanti nei prossimi giorni, affidandolo, in brevissimo tempo, ad una nuova governance. Questo è l’unico modo per evitare il tracollo del Casino di Saint-Vincent, per evitare il licenziamento di tanti lavoratori e la definitiva desertificazione del territorio della Riviera delle Alpi“.

Pubblicato / aggiornato il 21/02/2017 alle 12:00
Categoria: Salute