Non arrivano al voto le risoluzioni per sfiduciare Rollandin
È stata una giornata – quella di mercoledì 22 febbraio, in Consiglio Valle – all’insegna del confronto politico: scaturita dall’avvio della procedura di licenziamento collettivo al Casino de la Vallée ma in realtà finalizzata a sancire la morte della maggioranza.
Dal confronto – che avrebbe dovuto trovare il proprio apice nella votazione di due risoluzioni volte a bloccare la procedura di licenziamento collettivo al Casino de la Vallée e a richiedere le dimissioni di colui che è stato indicato quale il principale, se non l’unico, responsabile della situazione, Augusto Rollandin – si è usciti con un formale nulla di fatto. In effetti, dopo ore di discussione, Union valdôtaine e PD Sinistra VdA hanno annunciato che non avrebbero votato l’iscrizione d’urgenza delle risoluzioni. Il regolamento consiliare prevede che ciò avvenga solo con 24 voti favorevoli. Ce ne sono stati 19: una maggioranza diversa da quella attualmente al governo. Una maggioranza formata da Union valdôtaine Progressiste, una parte di Stella alpina (sono rimasti invece con UV e PD Mauro Baccega e André Lanièce ma il capogruppo, Pierluigi Marquis, ha indicato di aver votato – lui con Stefano Borrello e Marco Viérin – con il consenso del presidente e del segretario del movimento), Alpe, Pour Notre Vallée, Movimento 5 Stelle, Mouv’ e Leonardo La Torre.
Nel corso della giornata, sono stati scagliati contro Augusto Rollandin e il suo modo di governare (non contro Union valdôtaine, è stato precisato da Luigi Bertschy) strali infuocati. Relativi alla sua volontà di finanziare la casa da gioco con 43 milioni di euro (presentata una prima volta assieme al bilancio regionale ed espressa nuovamente mercoledì, sotto forma di autorizzazione alla sottoscrizione di un mutuo) ma sostanzialmente estesi a tutti i dossier che hanno tenuto banco negli ultimi mesi, CVA e verifica politica in primis.
Nella replica, il politico posto sul banco degli imputati ha sottolineato due aspetti: il 24 giugno 2009, il Consiglio aveva ridotto al 10 per cento gli introiti della Regione per consentire alla casa da gioco di avviare un rinnovamento strutturale. E sempre il Consiglio aveva poi autorizzato il Casino a effettuare gli interventi necessari, riaddebitando quanto speso a piè di lista alla Regione. Noi avevamo previsto di dare alla società quella somma, ha spiegato Rollandin, e se avessimo pagato il nostro debito la situazione di oggi non ci sarebbe. Non vogliamo violare la Madia, ha continuato, ma restituire al Casino quanto ha speso su nostra autorizzazione. Un piano di rilancio richiederebbe comunque tempi lunghi di attuazione e noi sosteniamo che si possa, anche sotto forma di mutuo, intervenire finanziariamente nell’attesa che il documento sia redatto. L’Amministratore unico – ha concluso il presidente della Regione – non poteva che avviare la procedura di licenziamento collettivo perché ha una responsabilità personale nella situazione. E Rollandin ha proposto un intervento non di sola sopravvivenza bensì di misura tale da giustificare la revoca dei licenziamenti.
Se ne assuma la responsabilità e proceda con una delibera di Giunta, ha suggerito Leonardo La Torre, ma il presidente ha replicato che non è possibile: il provvedimento deve essere deciso con una norma votata in Consiglio Valle.
È stato Aurelio Marguerettaz, nelle vesti di vicepresidente della Regione, ad annunciare la decisione di non votare l’iscrizione delle risoluzioni. “Non perché siano un tabù ma perché questo ragionamento deve essere fatto su un altro tavolo”, ha spiegato. Ha poi invitato i colleghi, se lo ritengono, a presentare una mozione di sfiducia costruttiva. Invece il capogruppo Guichardaz ha suggerito loro di firmare le 18 lettere di dimissioni necessarie per tornare alle urne.
La reazione dei proponenti è stata d’incredulità per un comportamento variamente definito da struzzi o da conigli ed è espressa nelle interviste che abbiamo raccolto nel videoservizio.
Ancora a Leonardo La Torre la chiosa finale: “I voti pesano come macigni – ha detto in chiusura di seduta – e la volontà del Consiglio Valle è chiara”.
Giovedì 23 febbraio, alle 9, si torna in aula.
Vedi anche: Union valdôtaine e Pd si sottraggono al voto di fiducia su Rollandin
Pubblicato / aggiornato
il 22/02/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute
