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I lavori del Consiglio Valle nella mattinata del 23 febbraio

I lavori del Consiglio Valle nella mattinata del 23 febbraio

I lavori della seduta del Consiglio regionale della Valle d’Aosta di giovedì 23 febbraio sono iniziati con la trattazione delle interrogazioni e delle interpellanze.

Discutendo proprio un’interpellanza, i Consiglieri di ALPE sono tornati sul tema del contenimento dei tempi di attesa per effettuare visite specialistiche.
Patrizia Morelli, richiamato il programma regionale per il contenimento delle liste d’attesa e considerati «i tempi per accedere ad alcune visite specialistiche (dermatologica, gastroenterologica, oculistica, pneumologica, antalgica) che superano i 30 giorni», ha chiesto «la situazione dei tempi di attesa; le modalità per affrontare il problema del superamento dei tempi massimi; se si intenda, in sede di programmazione, provvedere a diminuire il ricorso al settore privato; infine, l’andamento delle richieste di visite specialistiche e controlli diagnostici nell’ultimo anno rispetto ai precedenti.»
L’Assessore alla sanità, Laurent Viérin, ha riferito: «Si tratta di un argomento prioritario che intendiamo risolvere con urgenza attraverso un lavoro che sta già dando i suoi frutti. Oggi un sistema sanitario misura la sua efficacia soprattutto per i tempi di risposta e di attesa all’utente. Con un assiduo lavoro, insieme con la parte dirigenziale e tecnica dell’Assessorato e dell’USL, cerchiamo di capire che cosa migliorare nell’organizzazione, in quanto è proprio la parte organizzativa ad essere preponderante nelle liste d’attesa. La scorsa settimana abbiamo anche portato in Giunta l’accordo sindacale per l’erogazione di risorse aggiuntive nella sanità, da collegare in particolare all’abbattimento delle liste d’attesa. Innanzitutto va considerata l’individuazione del codice di priorità, che deve essere esatto; in effetti, solo con l’indicazione di urgenza sulla richiesta da parte del medico di famiglia il cittadino può esigere il tempo massimo di attesa indicato nel piano nazionale. Se l’utente però rinuncia a una prestazione in ambulatori in località diverse sul territorio perde la priorità: è un passaggio che spesso non è ben compreso dai cittadini. Stiamo poi conducendo una ricognizione sul territorio per lavorare ad una soluzione migliorativa.»
Entrando poi nel merito delle visite specialistiche, Viérin ha evidenziato: «Abbiamo lavorato per attrarre e avere i migliori professionisti. In oculistica la situazione è migliorata, è arrivato il nuovo primario, non c’è più la fuga per la cataratta; ci sono operazioni tutti i giorni, i tempi attesa sono diminuiti rispetto al monitoraggio precedente, e abbiamo ridotto le liste di quattro mesi in due mesi, da dicembre a oggi. Per le visite antalgiche le prime visite sia ad Aosta sia sul territorio sono a 36 giorni e, grazie ad un potenziamento dell’organico dei professionisti, si va a una situazione migliorativa. Per la gastroenterologia le prime visite sono a tre mesi, due mesi per la pneumologia. Problemi invece riguardano per la dermatologia, che è una struttura semplice e non c’è appeal nella specialità; stiamo cercando di dare una soluzione col privato convenzionato. Riguardo all’intramoenia, le percentuali sono decisamente contenute rispetto alle prestazioni a livello istituzionale: 7,3% per oculistica, 8% per pneumologia, 0% per dermatologia, 28% per gastroenterologia.»
«L’andamento della richiesta visite specialistiche è in media stabile – ha concluso l’Assessore Viérin -. Il fabbisogno di visite e esami si modifica al variare dell’offerta piuttosto che al variare delle ragioni epidemiologiche da un anno all’altro. Il problema delle liste d’attesa è risolvibile principalmente con miglioramenti organizzativi, ma anche con l’assegnazione di professionisti e un’organizzazione territoriale più efficace.»
Morelli ha replicato: «Bisogna cercare di lavorare con i medici di medicina generale, facendo sì che a loro volta diano informazioni corrette ai cittadini per evitare l’abuso di visite specialistiche. È poi anche necessario affrontare il problema dell’assunzione dei professionisti. La Regione Lombardia, per cercare di arginare il problema delle liste d’attesa, ha introdotto il sistema LPA (Libera professione aziendale) per cui si dà ai cittadini la possibilità di accedere alle prestazioni intramoenia pagando solo il ticket, mentre il compenso dei professionisti resta a carico del servizio pubblico: è una soluzione tampone in caso di emergenza, ma va monitorata per evitare situazioni di abuso verificatesi negli anni passati, quando alcuni medici arrivavano a triplicare lo stipendio. È vero che il criterio delle liste d’attesa non è un parametro in sé esaustivo, però è un dato percepibile immediatamente dai cittadini, per cui un’attesa di tre mesi è eccessiva. Valuto positivamente che si stia lavorando nella direzione di risolvere il problema e si cerchi di avere una visione di coordinamento e di monitoraggio.»
Il rispetto delle procedure di aggiudicazione di lavori, beni e servizi da parte di Finaosta hanno fatto l’oggetto di un’interpellanza depositata congiuntamente dai gruppi Misto, ALPE e Movimento 5 Stelle.
«Finaosta, società interamente posseduta dalla Regione, gestisce, con partecipazioni dirette o tramite suoi dipendenti o nominati fiduciari, le cariche apicali delle società pubbliche e partecipate regionali», ha evidenziato il Consigliere del gruppo Misto Elso Gerandin, sottolineando che «Finaosta ha un suo codice etico che se rispettato è di grande valore.» I Consiglieri, oltre all’esplicitazione delle direttive impartite dal Governo regionale a Finaosta spa in merito alla trasparenza amministrativa, hanno voluto conoscere i controlli esercitati dalla società finanziaria regionale in merito alle modalità di acquisti di beni, servizi e forniture alimentari effettuati dall’Associazione Forte di Bard; hanno inoltre chiesto se sia intenzione del Governo regionale dare indicazioni a Finaosta «per avviare un’indagine ricognitiva interna su modalità e procedure di aggiudicazione di tutte le sue Società partecipate e in tutte quelle in cui vi siano, nei Consigli d’Amministrazione, persone dipendenti o nominate tramite Finaosta.»
Le président de la Région, Augusto Rollandin, a répondu que «le Gouvernement régional ne considère pas qu’il doive fournir des directives à Finaosta, ou à quelque autre sujet que ce soit, quant à l’application de la législation en vigueur en matière de procédures d’adjudication de travaux, de fourniture de biens et de services, et ce, dans la mesure où tous sont censés appliquer la loi. L’Association Fort de Bard est un organisme de droit privé, dont la société Finaosta est membre bienfaiteur: même si, du fait de sa nature juridique, elle n’est pas tenue de respecter la législation en matière de contrats publics, l’Association s’est dotée, fin 2013, d’un règlement interne relatif à l’acquisition de biens et de services, qui est conforme au Code des contrats et que ses organes de gestion sont chargés d’appliquer.»
Quant à l’ouverture d’une enquête sur les modalités et les procédures d’adjudication, le Président a précisé: «Les sociétés in house, qui sont contrôlées directement ou indirectement par l’Administration régionale, appliquent le Code des contrats et les directives de l’ANAC en la matière. Du fait que les sociétés dont la Région est actionnaire disposent déjà d’organes de gestion et de contrôle qui doivent respecter les dispositions du Code civil et la législation en vigueur sur les sociétés de capitaux, nous considérons qu’il n’est pas nécessaire de demander l’ouverture d’une enquête sur les modalités et les procédures d’adjudication, puisque nous estimons que les critères de transparence, de publicité et d’impartialité prévus par la législation sont respectés. Les choses, même si un peu en retard, vont de l’avant et je crois que bientôt vous aurez toutes les données nécessaires.»
Elso Gerandin (GM) ha replicato: «Non è sufficiente avere un buon codice etico, bisogna che le società pubbliche siano controllate, anche se si tratta di associazioni di diritto privato come il Forte di Bard. Se il problema non è della Regione, è dei vertici delle società pubbliche, che sono messi continuamente in discussione per non aver rispettato le procedure in materia di trasparenza. Ma io credo che la Regione dovrà porsi il problema del monitoraggio.»
Albert Chatrian, ha aggiunto: «Finaosta rappresenta il potere economico-finanziario, la sede dove si decidono le grandi sorti del sistema Valle d’Aosta: secondo noi, i vertici della società finanziaria regionale devono rispondere alla proprietà, ossia alla Regione, su dei mandati precisi, chiari e misurabili, dal momento in cui le maglie di libertà di operatività sono molto più larghe rispetto a quelle della pubblica amministrazione. La Regione ha il dovere di controllare l’operato dei dirigenti delle società pubbliche: nei prossimi mesi dovremo mettere in campo un sistema che monitori le disponibilità della Finaosta, al fine di garantire risultati proficui per tutta la collettività valdostana.»
I gruppi ALPE e Mouv’, con un’interpellanza congiunta, sono tornati sul tema delle indennità relative all'”ex verde agricolo” spettanti agli agricoltori per gli anni 2015 e 2016.
Ribadita la preoccupazione «per le continue incertezze sulle tempistiche dei pagamenti in questione previsti dal Programma di sviluppo rurale e fondamentali per il sostegno del mondo agricolo valdostano», i Consiglieri hanno voluto sapere i dettagli sugli anticipi di indennità e le tempistiche con cui AGEA (l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura) procederà con i pagamenti. «Chi è in difetto è la parte pubblica – ha commentato il Capogruppo di ALPE, Albert Chatrian – tocca a noi giocare la partita e trovare delle soluzioni. Chiediamo anche se sia vero che AREA VdA stia aspettando il programma di AGEA per le istruttorie manuali»
L’Assessore all’agricoltura e risorse naturali, Renzo Testolin, nella risposta, ha specificato: «Assicuro l’impegno degli uffici, anche per dare comunicazione esatta sulle dinamiche di una procedura non facile, né per chi la subisce né per chi la deve mettere in pratica. In merito agli anticipi di indennità, per l’anno 2015 sono state presentate 50 richieste (di cui 39 già liquidate, 11 in fase di istruttoria con l’ipotesi di liquidazione entro il prossimo 6 marzo) per un ammontare di circa 650 mila euro; per il 2016 ci sono 75 richieste (di cui 11 già liquidate, 16 con ipotesi di liquidazione al 6 marzo e 48 al 31 marzo) per un ammontare di 734 mila euro. Il contatto con AGEA è quotidiano. Le altre Regioni che si trovano nelle nostre stesse condizioni lamentano le nostre stesse carenze a livello procedurale, a dimostrazione che i solleciti e le prese di posizione non portano i frutti desiderati. In merito alla comunicazione agli interessati, lo facciamo solo quando abbiamo informazioni certe. Riguardo alla misura 13, AGEA ha autorizzato il pagamento di circa 3,5 milioni di euro per 1132 aziende valdostane. I pagamenti sono stati accreditati il 21 febbraio scorso sui conti dei beneficiari. Per il prosieguo dei pagamenti, AGEA ha elaborato un cronoprogramma delle attività, prevedendo una calendarizzazione del rilascio alle Regioni delle applicazioni manuali a partire dalla prima quindicina del mese di marzo, che permetterà di ultimare i pagamenti della misura 13 del 2015, e l’attivazione dell’istruttoria automatizzata per l’anno 2016 sempre della misura 13. AREA potrà così mettere in piedi una procedura per il pagamento. Abbiamo già provveduto per il tramite di AREA a chiedere agli uffici di AGEA la conferma delle tempistiche di cui esigiamo il rispetto: ci siamo quindi mossi in anticipo per chiudere il cerchio perlomeno sull’annualità 2015.  Abbiamo inoltre chiesto e ottenuto un interlocutore fisso presso AGEA per risolvere le problematiche che potranno insorgere. In merito alla proroga a fine anno degli anticipi, non si è presa in esame questa possibilità perché riteniamo preliminare esaminare l’avanzamento dei pagamenti della campagna del 2015, oggetto degli anticipi. Ribadisco infine il nostro intento di dare risposte agli agricoltori senza aggravare le difficoltà. Confermo che è in atto un costante confronto con i Confidi per affrontare eventuali criticità.»
Albert Chatrian, nella replica, non si è detto soddisfatto della risposta: «Anzi, siamo ulteriormente preoccupati, non ci sono certezze e ci sembra che il caos sia totale. Gli agricoltori chiedono di almeno di spostare il termine previsto per la restituzione dal 30 giugno al 31 dicembre degli anticipi relativi al 2015 e in assenza dei contributi AGEA di riaprire i termini delle domande; nemmeno su questo passaggio hanno avuto risposta. Hanno ragione gli agricoltori a pretendere dall’Assessorato date certe, ma ad oggi nulla è stato fatto. Mi sembra che a questo Governo non interessi sostenete le aziende produttive.»
Gerandin ha aggiunto: «L’Assessore ha conclamato un nuovo flop. Chi fa richiesta di anticipo per soli due mesi? Per avere un minimo di ritorno, la data del 30 giugno va cancellata. Più di 1200 aziende si devono dividere tre milioni di euro, è una situazione vergognosa.»
Il personale assunto dalla Regione con contratti privatistici a tempo indeterminato è stato al centro di due interpellanze presentate una dal Gruppo Misto e l’altra da Alpe.
Richiamando il nuovo Piano della performance approvato dalla Giunta regionale a gennaio scorso, nel quale «si torna a parlare di inquadramento presso la Società regionale dei servizio del personale assunto oggi dalla Regione con contratti privatistici malgrado nella legge di stabilità regionale 2017-2019 fosse stato previsto un percorso a salvaguardia delle professionalità, nonché lo stato giuridico e il trattamento economico dei lavoratori», i Consiglieri Elso Gerandin (GM) e Fabrizio Roscio (ALPE) hanno chiesto lo stato di applicazione delle disposizioni legislative approvate dal Consiglio regionale a dicembre scorso, «al fine di rassicurare i lavoratori in questione.»
Il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha risposto: «Come già chiarito con un comunicato stampa del 15 febbraio scorso, il riferimento alla Società di servizi contenuto nella delibera della Giunta regionale è un fraintendimento: in effetti, nel testo del Documento di economia e finanza regionale approvato dal Consiglio regionale il 27 ottobre scorso non vi è stato coordinamento tra il paragrafo 2.4, che è stato emendato nel corso della discussione consiliare, e l’elenco delle priorità riportate all’inizio del paragrafo 2, che è rimasto invariato, e richiamato nella deliberazione di approvazione del Piano della Performance della Giunta regionale. Da qui l’equivoco, e confermo, pertanto, che nei confronti del personale assunto a tempo determinato con contratti di tipo privatistico la Giunta darà applicazione a quanto approvato dal Consiglio. Informo, inoltre, che nel pomeriggio di oggi abbiamo programmato una riunione con le Organizzazioni sindacali per illustrare le bozze dei documenti sia per quanto riguarda questi lavoratori sia per quelli del settore agricolo. Credo quindi che si vada nella direzione auspicata di fare il più in fretta possibile.»
Il Consigliere Gerandin (GM) si è detto rassicurato dal chiarimento dell’equivoco: «Ben venga l’incontro di questo pomeriggio: per noi è importante che si ponga la massima attenzione nei confronti di questi lavoratori, per i quali riteniamo che il percorso di stabilizzazione sia la via prioritaria.»
Il Consigliere Fabrizio Roscio (ALPE) ha aggiunto: «La risposta del Presidente fuga i dubbi e le legittime preoccupazioni di questi 177 lavoratori, che hanno situazioni non chiarite e non concluse. Tutti i lavoratori meritano analoghe attenzioni. Aspettiamo di conoscere le risultanze dell’incontro di questo pomeriggio.»

Pubblicato / aggiornato il 23/02/2017 alle 12:00
Categoria: Salute