Cosa può succedere, mercoledì 8 marzo, in Consiglio Valle?
La conferenza stampa di Union valdôtaine, Pd Sinistra VdA e Stella alpina popolare autonomista non ha fornito indicazioni rispetto al comportamento che questi gruppi adotteranno. Il videpresidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Aurelio Marguerettaz si è limitato a rispondere, a specifica domanda, che “il loro comportamento dipenderà da quello del presidente del Consiglio Valle“.
Infatti, alle ore 8.30, è convocata la Conferenza dei capigruppo per decidere come organizzare i lavori. Nel caso in cui i decreti non fossero stati notificati, è possibile che si opti per un rinvio dell’adunanza sino al loro arrivo. Se invece saranno stati notificati, vi sono più ipotesi operative: iniziare i lavori consiliari per prendere atto delle sospensioni e poi rinviare ogni altro punto sino al giuramento dei consiglieri supplenti; iniziare i lavori consiliari e proseguirli con anche la trattazione della mozione di sfiducia qualora i numeri lo consentano. Con la sospensione, i potenziali votanti della mozione scenderebbero infatti da 19 a 17 ma scenderebbe anche il numero complessivo dei consiglieri e, conseguentemente, il numero legale da raggiungere per la validità della seduta e del voto. Essendo sospesi quattro consiglieri, la composizione passerebbe da 35 a 31 consiglieri, con maggioranza a sedici.
Torniamo all’ipotesi di rinvio della discussione: essa dovrà avvenire, per regolamento consiliare, entro 15 giorni dalla presentazione della mozione (avvenuta il 4 marzo). In caso contrario, la mozione decadrebbe.
Altra ipotesi è quella che UV, Pd Sinistra VdA e Sapa decidano di non entrare nell’aula consiliare: in tal caso il numero legale per la validità della seduta dovrebbe essere di 18 consiglieri e, togliendo i sospesi La Torre e Viérin, ve ne sarebbero solamente 17. Seduta non valida, presa d’atto delle sospensioni rinviata e conseguente rinvio a data da destinarsi anche delle sostituzioni. A meno che Stefano Ferrero, consigliere del Movimento 5 Stelle attualmente in malattia, non decida di presentarsi in aula per sostenere l’iniziativa firmata dal suo collega Cognetta. A quel punto, 18 consiglieri legittimati a sedere e votare in aula ci sarebbero.
In tutto questo quadro, oggettivamente confuso e difficile da presentare, una certezza c’è: se non sarà creato un nuovo governo regionale entro il termine di 60 giorni dalla presa d’atto delle dimissioni di sette assessori (avvenuta il 1° marzo), la norma prevede lo scioglimento funzionale del Consiglio per incapacità di governare ed elezioni anticipate.
Pubblicato / aggiornato
il 07/03/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute
