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Nuova maggioranza: da Rollandin sgarbo istituzionale e denigrazione dei dirigenti del Consiglio Valle

Nuova maggioranza: da Rollandin sgarbo istituzionale e denigrazione dei dirigenti del Consiglio Valle

Il presidente del Consiglio Valle e i gruppi consiliari Union valdôtaine progressiste, Alpe, Stella alpina, Pour notre Vallée e Mouv’ stigmatizzano il comportamento che Augusto Rollandin ha tenuto martedì 7 marzo.

Scrive Andrea Rosset, presidente del Consiglio Valle: «Il Presidente-Prefetto notifica ai giornalisti ma non al Consiglio regionale come previsto dalla legge Severino ed è gravissimo. Uno sgarbo istituzionale che dimostra ancora una volta la totale mancanza di rispetto nei confronti dell’organo legislativo. Ritengo altresì gravissime le parole di delegittimazione nei confronti dei dirigenti dell’Assemblea, per i quali nutro totale fiducia e che, con grande onestà intellettuale e senza condizionamenti, lavorano a servizio di tutto il Consiglio, che per la sua natura stessa è espressione di pluralismo e non di una maggioranza.»
Rosset conclude la propria nota affermando:
«Ho già provveduto a richiedere al Presidente della Regione la notifica immediata dei Decreti al fine di provvedere agli adempimenti dovuti per legge.»
Uvp, Alpe, Stella alpina, Pour notre Vallée e Mouv’
ritengono che l’arrivo tempestivo dei decreti di sospensione dei Consiglieri regionali condannati in via non definitiva (dopo 21 giorni dalla sentenza della Corte d’Appello di Torino) agevoli e chiarisca il cammino da loro intrapreso. «Dobbiamo tuttavia rilevare – dicono i consiglieri dei gruppi – la grave mancanza di rispetto istituzionale per non averne dato immediata comunicazione al Presidente del Consiglio e ai diretti interessati, preferendo rendere pubblica la notizia attraverso una conferenza stampa convocata dai gruppi politici a lui vicini.» Il riferimento è al presidente Rollandin, nella sua veste prefettizia. «Questo suo comportamento –  proseguono – non degno della carica che ricopre, non fa che rafforzare la nostra volontà di proseguire nel nostro percorso, ossia fare approvare al più presto la mozione di sfiducia nei suoi confronti. Percorso che è soltanto rinviato di poco. Per noi, infatti, al di là degli aspetti giuridici, la vicenda ha un valore politico: il Presidente, con soli 13 voti, non ha più i numeri per governare e non vuole prenderne atto. Sottolineiamo, infine, con estremo dispiacere e profondo sdegno la campagna denigratoria – dal tenore vagamente intimidatorio – messa in atto nei confronti dei dirigenti del Consiglio. Colpire i funzionari per nuocere all’avversario politico è segno di grande debolezza

Pubblicato / aggiornato il 07/03/2017 alle 12:00
Categoria: Salute