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Casino: forse prepensionamenti e riduzioni di stipendio al posto dei licenziamenti

Casino: forse prepensionamenti e riduzioni di stipendio al posto dei licenziamenti

Nel pomeriggio di martedì 14 marzo, le organizzazioni sindacali e la Casa da gioco di Saint-Vincent si sono incontrati per proseguire la trattativa sulla procedura di licenziamento collettivo.

I sindacati avevano richiesto di ottenere documentazione che è stata loro fornita ma si è trattato di un incontro interlocutorio, al termine del quale le organizzazioni sindacali hanno convenuto di incontrarsi (senza l’azienda e forse per valutare l’eventualità di nominare una delegazione ristretta per proseguire le trattative) nella giornata di venerdì 17 marzo.

Sul tema, mercoledì 15 marzo, è intervenuto con una propria nota il nuovo assessore alle finanze, bilancio, patrimonio e società partecipate della Regione autonoma Valle d’Aosta, Albert Chatrian, il quale precisa che “la Regione persegue soluzioni concrete che permettano di superare l’attuale momento di difficoltà. La società Casino spa ha già elaborato e ha messo alcune proposte a disposizione delle parti coinvolte, in particolare delle organizzazioni dei lavoratori. È una fase che può trovare soluzione con il contributo di tutti ma occorre una partecipazione fatta di proposte concrete, di trasparenza e di chiarezza. Dobbiamo affrontare i problemi di equilibrio aziendale ricordando che abbiamo anche un dovere di rispetto nei confronti di tutti i valdostani e delle loro famiglie,  che già da tempo vivono problemi economici e occupazionali”.

Secondo l’Assessore, il mandato che la Società ha ricevuto è chiaro: raggiungere l’equilibrio di bilancio e riportare la società a una fase di ripresa per mezzo di un percorso efficace e sostenibile sotto il profilo occupazionale, che consenta di ritrovare a termine nel Casino un fattore di sviluppo e di rilancio del territorio.
Ciò non significa necessariamente licenziamenti. Il percorso al quale Chatrian si riferisce potrebbe essere articolato in due diverse procedure: il prepensionamento dei dipendenti nei confronti dei quali tale procedura sia possibile e una riduzione degli stipendi agli altri, secondo la logica di “lavorare tutti percependo meno”. Una dinamica già precedentemente attuata, con malcontento da parte sia della struttura di produzione sia di quella amministrativa. Del resto, se il mandato è ottenere una riduzione annua del costo del lavoro che oscilli fra i 12 e i 15 milioni di euro, le strade percorribili non sono molte.

Pubblicato / aggiornato il 15/03/2017 alle 12:00
Categoria: Salute