Mosul e ritorno
Una serata per raccontare, con parole e immagini, la guerra contro il Daesh e la battaglia, tutt’ora in corso, per la liberazione della città di Mosul, cuore dello Stato Islamico e sede del Califfato, in cui centinaia di migliaia di civili tentano di sopravvivere ai feroci combattimenti, alle rappresaglie e alla fame. Il popolo curdo, il popolo delle montagne, conduce da anni una strenua lotta per l’ottenimento della propria autonomia.
Il Kurdistan si estende oggi in Iraq, Turchia, Siria, Iran. La popolazione curda, soggetta da decenni a una repressione brutale, è stata l’unica in grado di fermare l’avanzata dello Stato Islamico. Le donne e gli uomini curdi hanno combattuto e combattono sui tanti fronti, ogni giorno, nel tentativo di liberare il proprio popolo e costruire una società laica che preveda una effettiva uguaglianza di genere, il superamento del concetto di Stato-Nazione, un’autonomia in grado di contrastare quel processo di disintegrazione dei particolarismi, disgregazione dei popoli e distruzione dell’ambiente conosciuto con il termine di globalizzazione.
Nel corso della serata, si parlerà di terrorismi ed estremismi: quelli di natura religiosa, etnica, ma anche di natura finanziaria, che costituiscono il presupposto per la genesi e la cronicizzazione del conflitto globale in corso.
Una serata arricchita dalle testimonianze dirette, maturate dall’esperienza sul campo, del giornalista Ugo Lucio Borga e degli attivisti Firat Ak ed Ezel Alcu che, dopo aver coperto la guerra in corso in Iraq, a Mosul, Kirkuk, Mahakmura e sulle montagne di Qandil, saranno, nel mese di aprile, in Siria, sui fronti di Raqqa e Aleppo.
Pubblicato / aggiornato
il 16/03/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute
