Aosta ha un regolamento per i referendum e uno per il testamento biologico
L’istituto referendario era già presente nello statuto comunale (artt. 29, 30, 31 e 32), ma non era mai disciplinato e quindi era di fatto inattuabile.
Il Comune di Aosta, con questi strumenti, ha dunque regolamentato le forme di partecipazione democratica e diretta dei cittadini, consentendo loro un espressione che va oltre quella più conosciuta e prevista dalla legislazione nazionale del referendum abrogativo.
Con i referendum propositivo e consultivo si infatti consente l’espressione della volontà in maniera anticipata, non solo quindi l’abrogazione di una norma ritenuta inadeguata.
Il secondo provvedimento votato mercoledì 19 aprile, quello sul cosiddetto testamento biologico, anticipa, come già fatto dal Comune di Quart e molti altri Comuni italiani, l’approvazione da parte del Parlamento di una legge in materia, in discussione in questa stessa giornata alla Camera dei Deputati.
Con questa dichiarazione anticipata di volontà (DAV), un paziente, se lo desidera, può lasciare depositate le proprie volontà circa il rifiuto di cure e trattamenti sanitari, che egli ritenga insopportabili e lesivi della propria dignità: tali insomma da configurarsi quale inutile accanimento terapeutico.
Ricordiamo che all’art. 32 della Costituzione si sancisce che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana“.
Pubblicato / aggiornato
il 19/04/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute
