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Premio donna dell’Anno 2017, scelte le tre finaliste

Premio donna dell’Anno 2017, scelte le tre finaliste

Monika Hauser che si batte contro gli stupri di guerra, Alessandra Farris che inventa una start up per i non udenti e Karina Atkinson, impegnata per la salvaguardia della biodiversità e lo sviluppo sostenibile, sono le tre finaliste del Premio internazionale “La Donna dell’anno” 2017. 

Il Premio quest’anno è dedicato al tema del “dovere” così come inteso da Gandhi «La vera fonte dei diritti è il dovere». “Dovere” inteso dunque come valore etico e capacità di dare forma a progetti di convivenza civile, economici e sociali, a sostegno dei diritti umani fondamentali, concetti di grande attualità sulla scena nazionale e mondiale, strettamente legati ai temi dell’accoglienza, dalla solidarietà, della crescita sociale, della convivenza civile.
Tra queste tre donne straordinarie impegnate in progetti umanitari e di sviluppo in diversi Paesi del mondo,  che“incarnano perfettamente il tema” come evidenziato dal Presidente del Consiglio Valle, Andrea Rosserti, il 31 maggio a Saint-Vincent sarà proclamata la vincitrice del 19° Premio Internazionale promosso dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta, con il patrocinio della Camera dei Deputati e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in collaborazione con il Comune di Saint-Vincent e il Soroptimist International Club Valle d’Aosta, e con il magazine femminile Donna Moderna in qualità di media partner.

Il medico Monika Hauser dedica tutta la sua vita a curare e sostenere le donne vittime di violenza sessuale nei conflitti di tutto il mondo e si batte affinché le politiche europee contrastino questa pratica bellica e includano lo stupro in guerra nelle motivazioni che danno diritto all’asilo. Alessandra Farris nasce da genitori sordi e crea la start up IntendiMe, un innovativo sistema rivelatore di suoni che consente ai non udenti di superare la loro “disabilità invisibile”. La biologa Karina Atkinson sottrae all’agricoltura industriale intensiva un’area del Paraguay ricca di biodiversità in via di estinzione, creando la riserva naturale protetta di Laguna Blanca, meta di studiosi da tutto il mondo e fonte di reddito e sviluppo per la popolazione locale.

Le tre finaliste sono state selezionate dalla giuria del Premio tra 23 nomi proposti da ONG, enti e associazioni di tutto il mondo. Mercoledì 31 maggio, al Centro Congressi del Gran Hôtel Billia di Saint-Vincent, riceveranno ciascuna uno dei tre premi previsti dagli organizzatori: il primo premio “La Donna dell’Anno” del valore di 20mila euro, il Premio Popolarità di 15mila euro, e un terzo premio da 10mila euro, somme che dovranno essere spese interamente per la realizzazione o il completamento dei progetti umanitari e di sviluppo per i quali le vincitrici sono state selezionate.

Il Soroptimist International Club Valle d’Aosta ha inoltre attribuito il proprio riconoscimento di 2mila 500 euro a Elisabetta Rossi, cardiologa che da oltre dieci anni nel Corno d’Africa, particolarmente in Eritrea, dirige progetti di cooperazione ospedaliera, soprattutto finalizzati alla prevenzione e alla cura della cardiopatia reumatica, al trattamento della malnutrizione e, più in generale, al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione.
Mentre i nomi della prima e della terza classificata saranno indicati dalla giuria nel corso della cerimonia, il Premio Popolarità sarà scelto dal pubblico del web di tutto il mondo attraverso una consultazione on line che prenderà il via mercoledì 3 maggio sul sito del Consiglio regionale della Valle d’Aosta (per votare: www.consiglio.vda.it/app/donnadellanno).

Pubblicato / aggiornato il 28/04/2017 alle 12:00
Categoria: Salute