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Grandi manovre o piccole vendette

Grandi manovre o piccole vendette

Pare che s’incrocino i dialoghi attorno all’attuale assetto della Giunta comunale di Aosta.

La stessa Giunta che, nel febbraio scorso, era stata invitata al rimpasto dal consigliere unionista Caminiti e, per bocca del sindaco Fulvio Centoz, aveva ribadito la propria coesione, ora sarebbe invece in discussione.
Con la differenza che se, allora, il bersaglio esplicito era l’assessore Marco Sorbara (per la vicenda del bando per i servizi agli anziani) e quello implicito era Valerio Lancerotto (per la gestione dello sgombero neve e poi per l’ipotetica inutilità di un assessorato ai lavori pubblici senza opere da realizzare) ora il soggetto da colpire sarebbe Carlo Marzi.
Cos’è cambiato? È innanzitutto cambiato il governo regionale e la maggioranza di Piazza Deffeyes non è quella di Piazza Chanoux. Ed è cambiato che Stella alpina, lì come là, si è spaccata in due e, in Comune, è minoritaria rispetto a Epav.
Sarebbero queste le ragioni per cui i dialoghi di rimpasto non si fanno nei Palazzi ma in altre sedi, quelle che aspettano la pronuncia del Tribunale amministrativo regionale sulla legittimità della seduta nel corso della quale è stata votata la sfiducia al Governo Rollandin e che hanno la necessità di dimostrare che sono comunque determinanti nella politica regionale.
In tutto questo andirivieni di voci e sussurri c’è un gran silenzio: quello dei diretti interessati.
E non solo Marzi (che del resto, agli incontri, non partecipa) oppure Sorbara e Lancerotto (perché non è detto che se il cambiamento si concretizzasse sarebbe uninominale) ma neppure il sindaco, Fulvio Centoz. Lui, se non tace, si limita a dire che non ha nessuna richiesta ufficiale in tal senso e neppure ufficiosa. Dal che si potrebbe forse escludere che sia lui il regista del cambiamento.
Allora chi sarebbe?
Certamente Edelweiss popolare autonomista valdostano (con i suoi esponenti in Consiglio comunale ma soprattutto con il suo personaggio di spicco in Consiglio Valle) nutre un sentimento révanchiste nei confronti di Marzi non tanto in quanto assessore al bilancio ma certamente quale segretario politico di Stella alpina: il partito dal quale proviene e che accusa di aver rotto la storica alleanza con Union valdôtaine.
Ma, dovendo arrivare a un’espressione consiliare tre voti non bastano. Ne servono (essendo i componenti del Consiglio comunale di Aosta 29) almeno quindici.
Escludendo che Stella alpina voglia votare contro il proprio segretario e assessore, determinanti sono quindi quelli non solo di Union valdôtaine, ma anche del gruppo Pd-PSI.
Del gruppo di Centoz fanno parte il presidente del Consiglio Monteleone, il capogruppo Malacrinò, i consiglieri Verducci e Crea i quali, nei confronti del sindaco e della Giunta, non hanno – da inizio consiliatura – un atteggiamento univoco.
Nel gruppo dell’Union valdôtaine ci sono Antonella Marcoz, Marco Sorbara, Valerio Lancerotto, Andrea Edoardo Paron, Luca Zuccolotto, Sara Favre, Cristina Galassi, Josette Borre, Vincenzo Caminiti, Nicola Prettico.
Marcoz non è tanto esponente dell’Union valdôtaine quanto candidata suggerita da Bruno Milanesio. Milanesio è amico di Leonardo La Torre, uscito dal gruppo consiliare unionista in Regione prima della sospensione da consigliere e ora coordinatore di Pour notre Vallée. Dunque? Lei dove si colloca? E dove la colloca Uv?
Sorbara è possibile bersaglio e quindi potrebbe nutrire dei dubbi nel giocare questa partita. Lancerotto, oltre che possibile bersaglio, è anche politicamente vicino a PnV (in particolare ad Antonio Fosson) e anch’egli potrebbe volersi tenere lontano da un’azione dall’esito incerto.
Paron è entrato da poco in Union e la sua disciplina di partito è presumibilmente ancora in rodaggio.
Zuccolotto e Caminiti sono “dissidenti” praticamente da inizio legislatura.
Galassi è vicepresidente dell’Union, quindi indiscutibilmente allineata con le decisioni di avenue des Maquisards, come potrebbero esserlo Prettico, Borre e Favre.
Insomma, quindici voti certi paiono non esserci.
Chi vorrebbe dunque lanciarsi in un’avventura dall’esito imprecisato, in un momento delicato dal punto di vista politico, economico e amministrativo?
Probabilmente chi ha un intento ancora più révanchiste di quello di Epav, poiché ritiene che “punire” un colpevole del cambiamento di assetto in Regione equivalga a mandare un segnale a tutti gli altri ma soprattutto all’elettorato. Chi guarda ai prossimi appuntamenti elettorali, in primis quello per il rinnovo del Parlamento, dove il collegio uninominale valdostano impone alleanze che sarebbero difficilmente modificabili (qualora perdenti) in vista del successivo appuntamento per il rinnovo del Consiglio Valle.
In tutto questo pare non entrare un elemento: la gestione di un Comune in seria difficoltà economica, costretto a tagli importanti per far quadrare un bilancio che lascia poco spazio agli investimenti e alla pianificazione, con un’opposizione che (pur nelle sue profonde differenze) ha dimostrato una capacità di coesione superiore a quella della maggioranza e una conoscenza delle problematiche amministrative almeno equivalente.

Pubblicato / aggiornato il 30/04/2017 alle 12:00
Categoria: Salute