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Marzi resta al suo posto: sette UV su dieci sono con lui

Marzi resta al suo posto: sette UV su dieci sono con lui

È stata una riunione particolarmente intensa quella che, dalle 18 di martedì 2 maggio, si è svolta nella sede di Union valdôtaine.

All’ordine del giorno vi era la proposta di rimpasto della Giunta comunale di Aosta, ristretto alla sola sostituzione dell’assessore Carlo Marzi.
Oltre a nove consiglieri comunali su dieci (assente il solo Vincenzo Caminiti), erano presenti il presidente del mouvement Ennio Pastoret e i consiglieri regionali Ego Perron e Augusto Rollandin.
Sono stati loro a sostenere la tesi che vi era un accordo politico con Epav e con il Pd Sinistra VdA in tal senso.
La discussione è stata particolarmente animata e contro l’ipotesi di sono schierati il vicesindaco Antonella Marcoz, gli assessori Marco Sorbara e Valerio Lancerotto, il capogruppo Josette Borre, il vicepresidente del Consiglio Sara Favre e il consigliere Luca Zuccolotto. Se presente, sarebbe stato contrario anche Vincenzo Caminiti. A favore, dunque, l’assessore Andrea Edoardo Paron e i consiglieri Cristina Galassi e Nicola Prettico.
I contrari hanno argomentato la propria posizione ritenendo la richiesta politica priva di ogni presupposto e fondamento (se non quello di essere una “vendetta“) e sostenendo che, in questo momento, smuovere gli equilibri politici all’interno del Consiglio comunale di Aosta equivarrebbe a mettere a rischio la prosecuzione della consiliatura. Particolarmente attive, nella discussione, le donne del mouvement: in primis il vicesindaco, validamente sostenuta da Borre e Favre.
I vertici di Union valdôtaine, forse, non se lo aspettavano (e ciò denoterebbe una miopia nella lettura della situazione) oppure pensavano di riuscire a imporre la propria linea (e ciò denoterebbe una sopravalutazione del proprio potere) ma l’esito della riunione è inequivocabile.
A prescindere da come sia andata, c’è un altro elemento: secondo le regole di funzionamento del Comune di Aosta, il solo che può assegnare e revocare deleghe è il sindaco. Fulvio Centoz commenta così l’esito dell’incontro unionista: “Tutti i ragionamenti su variazioni di equilibri interni alla Giunta e alla maggioranza sono subordinati alla stabilità e alla tenuta stessa della maggioranza. Sono consapevole che, dopo il ribaltone, si è creato un problema politico ma io ho intenzione di arrivare alla fine del mio mandato con la maggioranza che ci ha votato alle elezioni del 2015“. Non precisa, dunque, se accordo con il PD in relazione alla rimozione di Marzi vi fosse o meno, ma la sua posizione, quanto meno, è chiara.

Pubblicato / aggiornato il 03/05/2017 alle 12:00
Categoria: Salute