Alpe: sulle scelte strategiche i cittadini devono potersi esprimere

“Alpe – scrive Vallet in una nota – è fin dalla sua nascita favorevole e promotrice di forme di democrazia diretta come quelle dei referendum. Perché avvicinano le persone alle scelte determinanti per il loro futuro. Perché permettono ai cittadini di informarsi e di indirizzare su temi specifici (e non come per elezioni solo in termini generali) e di indirizzare la politica“.
La contrarietà d Alpe alla realizzazione di questo nuovo polo è nota sin dagli esordi di questa scelta: “Eravamo contrari persino al fatto che servisse una nuova scuola polmone e siamo stati ancora più contrari al fatto che questa scuola sia diventata definitiva. Ora noi crediamo che il referendum sul polo scolastico possa portare la politica a riprendere in considerazione una scelta che noi riteniamo tragicamente sbagliata per ragioni sociali, urbanistiche ed economiche. Ragioni che avremo il piacere di discutere e ripetere durante la campagna referendaria e che speriamo verranno messe a confronto con le ragioni di chi al polo scolastico ci crede“.
A chi dunque contesta il modello referendario, Vallet dice che è una conquista di civiltà, non uno spreco di soldi. A chi invece accusa Alpe di voler delegare una scelta ai cittadini nonostante sia parte della maggioranza regionale, Vallet risponde che hanno ragione. “Noi vogliamo che siano proprio i cittadini di Aosta, e non i partiti e i loro eletti, a dire cosa ne pensano di un progetto che rivoluzionerà la loro città. Certe scelte sono per loro natura al di fuori dei confini partitici o delle dinamiche di maggioranza o minoranza, certe scelte devono appartenere ai cittadini. Dovere della politica sarà dare una completa informazione sulle opzioni e sui vantaggi di una scelta piuttosto che un’altra. Per poi dare ascolto alla volontà dei propri cittadini“.
Pubblicato / aggiornato
il 04/05/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute