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La minoranza commenta il cambio di maggioranza nel Comune di Aosta

La minoranza commenta il cambio di maggioranza nel Comune di Aosta

Mentre si attende che Union valdôtaine, Partito democratico ed Epav trovino un accordo per proseguire la consiliatura del Comune di Aosta senza Stella alpina, la minoranza assiste e commenta.

Abbiamo chiesto ai cinque gruppi di opposizione di esprimere il proprio parere in relazione alle trattative in corso.
Loris Sartore, capogruppo di Alpe, commenta: “È ormai del tutto evidente che la spaccatura della Stella alpina, conseguente al ribaltone avvenuto in Regione, avrà ripercussioni anche al Comune di Aosta. La posizione dell’Assessore Carlo Marzi è infatti molto delicata essendo egli il segretario politico di quella parte della Stella che ha determinato la caduta della precedente maggioranza. È altresì evidente che chi ha patito maggiormente questa scelta, cioè l’ex Presidente Rollandin, abbia, non qualche sassolino, ma dei macigni da togliersi dalle scarpe e la vendetta nei confronti di Marzi parrebbe proprio sia partita da lui. Con ciò cogliendo due piccioni con una fava; ossia la rivincita su Marzi, che potrebbe essere estromesso dalla maggioranza, ma anche sul Sindaco che ha osato tener testa a Monsieur le President in occasione dell”Affaire Bando anziani’ e che vedrebbe così indebolita la sua coalizione comunale. Una volta di più, e nonostante non abbia più i numeri in Regione per esprimere una maggioranza, Rollandin allunga la sua ombra su Piazza Chanoux“.
Étienne Andrione, del Gruppo misto di minoranza, propone un ragionamento esteso: “Agglutinatasi attorno a meri interessi clientelari in un periodo di risorse sovrabbondanti ed esperta nel sprecarle a procacciarsi preferenze, ma incapace di qualsivoglia visione o politica di sviluppo, l’attuale maggioranza comunale continua a occuparsi sguaiatamente della sola cosa in cui sia davvero competente:  il mercato delle vacche.
O dei buoi,  ove si ponga mente alla difficile posizione dell’assessore Marzi.
Privo dell’opzione 4K, Rollandin deve ricordare a tutti e a tutti i costi che rimane comunque ‘super’ (a pena di diventare vittima delle iene ieri adoranti) e prova alacremente – finora senza successo – a destabilizzare la sua stessa maggioranza in Comune, altro evidentemente non essendogli possibile.
La Stella Alpina si abbarbica al suo Assessorato, fingendosi stupita che l’inventore dei ‘niveaux différents’ contesti ad altri l’uso di questa geniale ridefinizione del più vieto opportunismo.
L’Epav vive di edilizia pubblica e, tenutane lontana, comincia a mostrare preoccupanti sintomi di asfissia, il che rende le sue mosse convulse e imprevedibili.
Il PD e in particolare il Sindaco Centoz galleggiano storditi sui rottami del patto della Perenni, paghi di essere trascinati dalla corrente e felici non già di aver evitato il naufragio, di cui nemmeno mostrano di essersi accorti, ma di poter rinviare a un giorno successivo l’inizio della nuotata, esercizio per il quale appaiono invero poco dotati.
Naturalmente, impegnata in questo triste spettacolo, la maggioranza non ha tempo per occuparsi di aiuole ridotte a giungle, di una programmazione turistica e culturale ancora primitiva, di lavori pubblici che iniziano con anni di ritardo e mai finiscono, di strade dissestate, di piste ciclabili esistenti solo sulla carta, di barriere architettoniche risalenti agli anni ’50, di acquedotti-colabrodo, di una raccolta rifiuti particolarmente esosa, di tuguri e rovine che deturpano la città, di attività commerciali in sofferenza, di mobilità e sicurezza stradale, di tutto quello insomma che costituisce altrove la missione e il senso di un’Amministrazione comunale.
No, scannarsi per le briciole dell’abbuffata, che li ha visti – tutti – bulimici commensali intenti a spazzolare il nostro futuro quando ancora sarebbe stato possibile pensare a investimenti proficui e ragionati, è la sola cosa che paia loro degna di interesse.
Vaccinati contro il buon senso e il pudore, questi non smetteranno finché i cittadini non imporranno loro di farlo.
La migliore possibilità che rimane a un’Aosta che soffre è allora che, accecati dalla furia spartitoria, finiscano per rivolgere i coltelli gli uni contro gli altri e che si arrivi quanto prima a elezioni anticipate.
Per poter finalmente ricominciare a sperare“.
Carola Carpinello, de L’Altra Vda – Sinistra per la città, si esprime in questi termini: “Per chi viene dalla politica ‘di strada’, fatta di studio, incontro e ascolto con le persone, banchetti, volantinaggi, essere catapultati in un mondo di manuale Cencelli, sgambetti e sgarbi istituzionali, vendette e personalismi, è prima di tutto straniante.
Poi fa decisamente inviperire.
Il Comune di Aosta, come la Regione a 27, sono la dimostrazione che governabilità è una parola del tutto priva di senso e fine a se stessa con la classe politica attuale (non solo valdostana, purtroppo).
Assessori capaci solo di coltivare il proprio orticello di preferenze (esercizio piuttosto difficile con risorse finanziarie drammaticamente calanti), altri che si barcamenano essendo (o considerandosi) gli unici a poter guidare il loro Assessorato, il tutto coordinato, si fa per dire, da un sindaco ossessionato dai social e con l’assertività di una pecora bagnata.
Sdraiati ai piedi della precedente maggioranza regionale, vacillano adesso per i capricci di una delle nuove sfumature di autonomisti, che reclamano il loro posto al (gira)sole.
E la città, i cittadini e le cittadine di Aosta? Sfondo.
Le aiuole, i cantieri, le strade, gli arredi scolastici, i giardini pubblici, l’acquedotto, il patrimonio immobiliare, la cultura, i valori dell’antifascismo, dell’accoglienza, il welfare cittadino?
Tutto sfondo sbiadito, in attesa dell’illuminazione a LED, annunciata per l’ennesima volta con gran rullar di tamburi, ma che sperabilmente arriverà quando si saranno spente le luci di questo squallido teatrino.
Perché staccare la spina a questo inverecondo spettacolo non è eutanasia, è evitare l’accanimento terapeutico su una creatura degna del dottor Frankenstein che in realtà mai avrebbe dovuto nascere“.   
Andrea Manfrin, consigliere della Lega Nord, dice: “vediamo che la discussione non verte sui programmi ma esclusivamente sulle vedette trasversali e sulla redistribuzione delle poltrone. Ai cittadini non interessa chi, di questa sgangherata maggioranza, ricoprirà un certo incarico, interessa solo che i problemi vengano risolti. C’è però da dire che sentir parlare di redistribuzione delle deleghe di Lacerotto e Sorbara certifica e sancisce che quei due Assessorati, come abbiamo denunciato più volte, sono fermi o in crisi. Vederlo quindi affermare dalla stessa maggioranza non è che la conferma, nero su bianco, della cattiva gestione dei vari dossier, dal Bando Anziani ai cantieri di piazza Roncas, dalla mancata assegnazione delle case popolari a chi è in lista dal 2011 all’abbattimento delle barriere architettoniche. L’unica soluzione che intravediamo sono le dimissioni in blocco di questa maggioranza fallimentare e la restituzione della parola ai cittadini“.
Infine (perché abbiamo scelto di presentare i vari commenti nell’ordine alfabetico dei gruppi di appartenenza), ecco il parere di Luca Lotto, capogruppo del Movimento 5 Stelle: “Arriva la resa dei conti tra le ‘tribù’ che compongono la coalizione che due anni fa ha vinto le elezioni comunali. Il M5S aveva già previsto che quella coalizione non avrebbe retto. Una accozzaglia di partiti e movimenti troppo diversi tra loro con un finto progetto comune che mascherava un solo intento mantenere il potere sulla città di Aosta.
Oggi vediamo i risultati, maggioranza traballante, vendette personali, richieste di teste da far ricadere… vere dinamiche da tribù.
La Nostra città merita di meglio“.

Pubblicato / aggiornato il 06/05/2017 alle 12:00
Categoria: Salute