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Centoz: 18 firme per revocare le deleghe a Marzi

Centoz: 18 firme per revocare le deleghe a Marzi

Si stringono i tempi della trattativa fra Union valdôtaine, Partito democratico ed Epav per un nuovo assetto di maggioranza nel Consiglio comunale di Aosta.

Nei giorni scorsi, era stato presentato un documento di accordo, che il Partito democratico aveva chiesto tempo per valutare. All’unanimità, la direzione Pa aveva convenuto di aderire all’ipotesi di prosecuzione a tre della consiliatura (quindi senza Stella alpina, che recentemente ha vissuto lo spin off di Edelweiss popolare autonomista valdostano) a condizione che fosse garantita la stabilità di governo della città. Si era parlato di un nuovo testo, che Fulvio Centoz avrebbe dovuto scrivere entro le ore 18 di domenica 7 maggio per poi presentarlo alla segreteria Pd in vista del nuovo incontro con gli allieati previsto per lunedì 8 maggio.
Nessun documento – ci dice invece il sindaco Centoz. Non sono io che devo trovare i 18 consiglieri“. Infatti, all’interno del Partito democratico, l’istanza alla stabilità è stata declinata in un’indicazione numerica: la scelta di estromissione di Stella alpina e di revoca delle deleghe all’assessore Carlo Marzi (che di Stella alpina è il segretario politico) deve essere presa e confermata per iscritto da 18 consiglieri.
Sono necessarie alcune spiegazioni: la firma di un documento è giudicata necessaria poiché la revoca delle deleghe e la conseguente uscita di Stella alpina dalla maggioranza non sarebbe attuata per mezzo di un voto consiliare bensì con una decisione del sindaco. E Centoz, per proseguire con la seconda metà della consiliatura, non ritiene sufficiente il supporto di 15 consilieri (ovvero la maggioranza, poiché in Consiglio comunale siedono 29 consiglieri) ma ne vuole 18, ovvero non meno di due di meno di quanti ne compongono la maggioranza eletta nel 2015.
Centoz si è spiegato in questi termini, su Facebook: “capisco molto bene le richieste di chiarimento politico ma ancor più chiaramente sono garante della maggioranza e della stabilità. Se dunque ci saranno le condizioni si potranno valutare insieme nuovi percorsi altrimenti credo che sarebbe da irresponsabili destabilizzare il Comune.
Sono convinto che le tre forze politiche debbano comunque iniziare un percorso di condivisione e di rafforzamento reciproco in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. E lo devono fare indipendentemente da ciò che succede in Comune di Aosta“.

Anche perché, salvo cambiamenti d’idea, i 18 potenziali firmatari “Non ci sono“, dice Centoz. Non ci sono perché sette consiglieri unionisti si sono espressi contro tale ipotesi (quanto meno se attuata in questo preciso momento). Non sarebbero forse altrettanto radicali se l’uscita di Marzi dalla Giunta avvenisse a ridosso di un appuntamento elettorale (le politiche o le regionali, per esempio).
Ma allora, Centoz, cosa vuole? Tenersi gli alleati e tenersi l’assessore? “Da parte mia, ogni scelta o valutazione non potrà che avvenire nell’esclusivo interesse dei cittadini aostani“. Sì, ma: qual è?

Pubblicato / aggiornato il 07/05/2017 alle 12:00
Categoria: Salute