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I lavori consiliari nella mattinata del 9 maggio

I lavori consiliari nella mattinata del 9 maggio

Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta si è riunito, nella mattinata di martedì 9 maggio.

Al di là dei punti ai quali abbiamo dedicato articoli specifici, questi gli argomenti trattati.

Con un’interrogazione a risposta immediata, il Movimento 5 Stelle ha voluto fare il punto sulla situazione del Vice Comandante del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco, Salvatore Coriale, che aveva sollevato una questione di legittimità costituzionale della legge regionale sul comparto unico (n. 22/2010), nell’ambito di una causa di lavoro avanzata a seguito del suo declassamento da Comandante a Vice Comandante da parte della Giunta regionale nel settembre 2015.
«La sentenza della Consulta – ha precisato il Consigliere Roberto Cognetta -, favorevole a Coriale, ha stabilito che le norme regionali sulla “figura del Comandante regionale dei Vigili del fuoco” restituiscono “con chiarezza la natura non apicale e tecnica dell’incarico”, che quindi non può essere considerato fiduciario. Coriale si è rivolto quindi al Giudice del lavoro che ha avanzato una proposta transattiva, ci chiediamo quali azioni siano state previste per riparare all’abuso commesso nei suo confronti e chi pagherà i danni
Il Presidente della Regione, Pierluigi Marquis, ha precisato: «La Giunta precedente, che ha nominato Coriale a Vice Comandante, non ha commesso nessun abuso: gli incarichi di Comandante e Vice dei Vigili del fuoco erano stati attributi in modo legittimo sulla base di quanto disposto dalla legge regionale n. 22/2010. Sono poi intervenute la sentenza della Corte costituzionale e, nell’ambito della procedura promossa in Tribunale, la valutazione del Giudice. Gli uffici acquisiranno il parere del legale che assiste la Regione in merito alla proposta transattiva formulata dal Giudice del lavoro e valutarne la convenienza, sempre che la proposta sia accettata anche dalla controparte, in vista dell’udienza fissata per il 15 giugno 2017
Cognetta ha replicato: «I giudici hanno dato ragione a Coriale: se vinci un concorso da Comandante e poi vieni nominato Vice significa che hai subìto un abuso. Il Presidente non ha risposto sulle responsabilità e, come al solito, i danni li pagherà la collettività



Il gruppo Union Valdôtaine, con un’interrogazione a risposta immediata, ha chiesto informazioni sul portale di gestione dei fondi europei SISPREG 2014.
«
Visto che il portale SISPREG ha presentato rilevanti problematiche di funzionamento, già denunciate anche dagli enti di formazione – ha osservato il Consigliere dell’UV Augusto Rollandin -, e sentite le dichiarazioni dell’Assessore Roscio sul rischio di un disimpegno delle risorse del Fondo sociale europeo, chiediamo alla Giunta se non sia il caso di mantenere il precedente sistema informativo, al fine di evitare inutili e onerose spese
Il Presidente della Regione, Pierluigi
Marquis, ha innanzitutto voluto chiarire: «Le dichiarazioni dell’Assessore Roscio si riferivano in generale alla situazione del Fondo sociale europeo ed esprimevano le difficoltà in cui si trovava a operare. Difficoltà, queste, che vanno distinte su due livelli: quello della progettazione delle iniziative e quello della gestione del sistema
Entrando poi nel dettaglio del sistema SISPREG e della piattaforma di gestione, il Presidente Marquis ha riferito: «
I precedenti sistemi SISPOR e SISPREG impiegati nella programmazione 2007-2013 sono impossibili da usare ora, perché incompatibili con i requisiti richiesti dalla nuova programmazione 2014-2020 e con i regolamenti correlati. Sarebbero stati necessari importanti interventi di adeguamento, con conseguenti ingenti spese per la Regione. La definizione della nuova piattaforma SISPREG ha purtroppo evidenziato difficoltà applicative non preventivate al momento della progettazione. Il suo completamento è previsto per il prossimo settembre e si potrà quindi procedere con la certificazione, necessaria per non perdere le risorse europee
Rollandin
 ha replicato: «Non ci sono mai state problematiche nell’attivare le programmazioni nelle tempistiche giuste, mentre le criticità hanno riguardato il sistema SISPREG, che avrebbe potuto essere adeguato, non sarebbe stata la prima volta. Le certificazioni sarebbero avvenute in tempi rapidi, così come i pagamenti e l’utilizzo dei fondi che, se slitteranno a settembre, rischiano di essere persi. È questa la preoccupazione maggiore, ma auspichiamo un’accelerazione per garantire una soluzione alla problematica


 


Il Consigliere Andrea Padovani del Gruppo Misto, con un’interpellanza, ha voluto chiedere delucidazioni sull’esclusione dalle celebrazioni per il 25 aprile di “Collettivamente memoria”, il progetto di lettura collettiva dei Principi fondamentali della Costituzione che dal 2010 ha visto sul palco delle autorità la partecipazione di studenti.
Il Presidente della Regione, Pierluigi
Marquis, ha riferito: «L’organizzazione della cerimonia di celebrazione del 25 aprile non è effettuata dalla Regione. In ogni caso, il 15 marzo scorso, gli uffici della Presidenza della Regione hanno partecipato a una riunione convocata dal Comune di Aosta nel corso della quale è stato presentato e approvato il programma della cerimonia. A tale data, a quanto ci risulta, non vi era stata nessuna comunicazione da parte dell’Associazione Collettivamente Memoria per l’inserimento nella cerimonia della lettura dei principi fondamentali della Costituzione, comunicazione che è invece pervenuta solo il 18 aprile. Considerato che la lettura della Costituzione è stata invece prevista nel programma della cerimonia del 25 aprile a Verrès e a Montjovet, credo che si sia trattato di un equivoco dovuto al ritardo nella comunicazione dell’Associazione al Comune di Aosta
Padovani ha replicato: «Conoscendo questo meritevole progetto, ripetuto da circa sette anni, ho giudicato grave la sua assenza nelle celebrazioni del 25 aprile. Dalla risposta è emerso che la responsabilità maggiore non ricade sull’Amministrazione regionale ma su quella del Comune di Aosta, per cui ringrazio il Presidente per questo chiarimento


 


Con un’interrogazione,  il Movimento 5 Stelle ha chiesto delucidazioni in merito ai ruoli di poker boy e changeur presso la Casa da gioco di Saint-Vincent.Il Consigliere Roberto Cognetta ha voluto approfondire l’aspetto della formazione e portare l’attenzione sulla rotazione delle chiamate dei Poker Boys.
L’Assessore al bilancio, Albert
Chatrian, ha ricordato che «i corsi di formazione ai Poker Boys sono stati svolti a partire dal 2010 dalla GI Group – società interinale che collaborava con il Casinò de la Vallée -, con l’utilizzo, in qualità di istruttori, di personale interno alla Casa da gioco. Il 15 settembre 2016 è stato sottoscritto un nuovo accordo sindacale per l’attivazione del lavoro intermittente: i contratti conseguenti all’accordo sono stati sottoscritti da 40 persone. I lavoratori intermittenti sono stati sottoposti ad esami – effettuati a seconda dei corsi ai quali i singoli avevano partecipato – con l’obbiettivo di valutarne il grado di formazione e quindi l’idoneità a svolgere la mansione di croupier. L’azienda precisa anche che, in base all’accordo sindacale, il compenso orario pagato ai Poker Boys è pari a 9,29 euro lordi, cui si aggiungono i ratei della 13a e della 14a mensilità e delle ferie
L’Assessore Chatrian ha quindi aggiunto: «
Allo stato attuale non sono previsti corsi di formazione di altri Poker Boys nel ruolo di “changeur”. Inoltre, la società l’azienda dichiara di chiamare gli intermittenti in base all’idoneità del lavoratore allo svolgimento del gioco, alla disponibilità del medesimo, al numero di chiamate ricevute in precedenza, in modo tale da garantire la presenza operativa necessaria e una uniformità nel monte chiamate. È l’Ufficio Servizi, nella persona del signor Avati, che si occupa di effettuare le varie chiamate in base alle esigenze e nel rispetto di questi criteri. Sappiamo che ci sono delle criticità, ma la verifica delle rotazioni non è chiara né al sottoscritto né al Consiglio, dovremo quindi creare le condizioni di pari opportunità affinché chi ha avuto la formazione e la qualifica possa lavorare.»
Nella replica, il Consigliere
Cognetta ha osservato che «le criticità sono moltissime e il difetto sta nel manico. L’Assessore dice che la società effettua le chiamate a rotazione: se è vero che ci sono delle regole, peccato che non vengano rispettate. Infatti, non è mai stata pubblicata una classifica dei più bravi, così come la rotazione sembra arbitraria: se si viene chiamati due ore prima di andare a lavorare, come si fa ad organizzare il proprio tempo? Mi sembra assurdo dover discutere in Consiglio della gestione tecnica dei dipendenti, ma visto che non si capisce come il responsabile dell’Ufficio Servizi preposto applichi le regole, dobbiamo farlo. Spero che con il Piano industriale si possa affrontare anche questo problema: sia quello dei poker boy, sia di chi gestisce questo l’Ufficio Servizi.».


 


Il gruppo Union Valdôtaine ha voluto fare il punto sul parere pro veritate sulla procedura di finanziamento della Casinò de la Vallée spa. «La Giunta regionale precedente aveva dato mandato alla Finaosta di chiedere un parere pro veritate ad un esperto sulla procedura di finanziamento della Casinò spa, che era stata oggetto di una grande discussione in Consiglio – ha spiegato il Consigliere Augusto Rollandin -: nel caso in cui questo parere sia stato effettivamente depositato, ci chiediamo perché non venga reso noto alla Commissione competente. Inoltre, vogliamo sapere se siano state fatte richieste di approfondimento. Per noi questo finanziamento è necessario, anche perché riteniamo che la Regione dovrebbe restituire i soldi alla Casinò per i lavori svolti
L’Assessore al bilancio, Albert
Chatrian, ha premesso che «l’incarico a Finaosta è stato conferito dalla Giunta il 24 febbraio scorso e precedentemente è stata approvata all’unanimità la legge 2/2017 che contiene disposizioni urgenti per il finanziamento alla Casinò de la Vallée spa.» Ha quindi risposto che «il parere pro veritate, richiesto tramite Finaosta, è stato trasmesso alla Regione ieri, lunedì 8 maggio. Finaosta infatti, in accordo con la Regione, ha inoltrato una richiesta di integrazione ai professionisti incaricati di redigere il parere in data 30 marzo. I professionisti hanno puntualmente integrato il parere, che è stato trasmesso a Finaosta il 4 maggio scorso. Dopo averlo ricevuto, sempre nel pomeriggio di ieri, ho firmato tutte le lettere in risposta alle richieste di accesso da parte dei Consiglieri regionali
Il Capogruppo dell’UV Ego
Perron si è detto insoddisfatto della risposta: «L’Assessore è bravo a riepilogare i passaggi e a non dirci le cose. Quando era Consigliere di opposizione decantava la centralità del Consiglio, ora che è Assessore la disattende puntualmente. A una domanda formulata in Commissione ieri mattina, con una puntualità sorprendente arriva il parere nel pomeriggio. Aggiungo che ieri abbiamo anche chiesto se c’era la possibilità di sapere qualcosa in più sul piano, anche in un’ottica collaborativa: ci è stato risposto che la Giunta ci sta lavorando, ma oggi leggiamo sulla stampa che tutto sembra ormai fatto. Questo metodo non ci piace: abbiamo l’impressione che l’Assessore non voglia condividere gli atti. Ci torneremo ampiamente, ma da quello che leggiamo oggi sulla Stampa apprendiamo che il finanziamento che avevamo immaginato come Giunta precedente non era poi così sbagliato
Il Consigliere
Rollandin ha aggiunto: «La morale è che su questa tematica così delicata, sul quale si era fatto un gran battage contro la Giunta precedente, ci si sta muovendo in maniera poco corretta. Prendiamo atto, inoltre, da quanto ci dice l’Assessore e da quanto apprendiamo dagli organi di informazione, che il finanziamento alla Casinò de la Vallée ci sarà


 


I gruppi EPAV e UV, con un’interpellanza congiunta , hanno voluto fare il punto sull’accordo di programma per l’affidamento all’ARER della gestione del patrimonio di edilizia residenziale del Comune di Aosta. Il Capogruppo di Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano, Mauro Baccega, ha spiegato: «Il 17 maggio 2015 è stato sottoscritto un accordo di programma tra l’Amministrazione regionale, l’Azienda regionale per l’edilizia residenziale e il Comune di Aosta per l’affidamento all’ARER della gestione di questo patrimonio, composto, tra l’altro, da 811 alloggi, 86 box auto, 288 posti auto interrati, 160 posti auto cortilizi, 2 negozi.»
«
Tenuto anche conto del fatto che l’ARER trasferirà la propria sede ed è previsto un passaggio del personale – ha proseguito il Capogruppo Baccega –  vogliamo sapere se saranno rispettate le tempistiche dell’accordo e gli intendimenti della Regione riguardo ai dipendenti coinvolti nei trasferimenti
L’Assessore alle opere pubbliche e edilizia residenziale pubblica, Stefano
Borrello, ha riferito: «Nel mese di marzo abbiamo effettuato due riunioni per prendere coscienza delle problematiche. Si è deciso di dare mandato di sottoscrivere un cronoprogramma dettagliato per individuare tempistiche certe per la concretizzazione dei dettami dell’accordo. Questo protocollo operativo, sottoscritto dal Sindaco di Aosta e dal Presidente dell’ARER il 13 aprile, sarà la linea guida per tutti i passaggi successivi in merito all’applicazione dell’accordo. Confermo poi che sarà rispettata la data del 31 dicembre 2017, mentre per quanto riguarda il personale, è previsto l’utilizzo a regime dal 1° gennaio 2018 del personale dell’APS da parte dell’ARER, prevedendo l’affiancamento nella sede dell’ARER già a partire dal prossimo luglio. Non abbiamo ancora avuto risposta da due pareri che sono stati posti al Dipartimento della funzione pubblica e alla Corte dei conti sulla questione di modifiche contrattuali per i dipendenti APS che dovrebbero essere assorbiti nell’organico dell’ARER
Baccega
 si è detto parzialmente soddisfatto della risposta: «Sono lieto che entro il 31 luglio gli operatori tecnici e amministrativi e i 7 impiegati saranno trasferiti all’ARER, ma l’accordo di programma è in ritardo, c’è preoccupazione sul rispetto delle sue tempistiche. È una questione che riporteremo in quest’Aula, perché non stiamo dando risposte alle esigenze di edilizia residenziale pubblica. L’Amministrazione regionale deve mantenere il suo ruolo di controllore e pungolare gli Enti che hanno firmato l’accordo di programma.»


 


Il gruppo PD-SVdA è tornato ad affrontare il tema della sanità con un’interpellanza . Il Capogruppo Jean-Pierre Guichardaz si è focalizzato sulle liste di attesa per le prestazioni chirurgiche, «che in alcuni casi superano i dodici mesi. Chiedo quindi di fare il punto della situazione: utilizzo e organizzazione delle sale operatorie, organico e carico di attività della Chirurgia generale, con la specifica degli interventi effettuati e dei criteri di priorità. Vorrei inoltre sapere dall’Assessore se vi sia l’intenzione di riorganizzare l’attività chirurgica in modo tale da produrre una riduzione delle liste d’attesa e soprattutto un uso ottimale delle strutture.»
L’Assessore alla sanità, Luigi
Bertschy, ha risposto che «siamo in un momento di giusto approfondimento e di messa in trasparenza del nostro modello sanitario. Usciamo da una fase in cui, a causa della crisi, abbiamo subito forti tagli; fase che ha messo in discussione un modello che si reggeva su qualità e risorse. La Sanità rappresenta un quarto del bilancio regionale per finanziare i servizi primari ai nostri cittadini. Oggi, c’è bisogno di una riorganizzazione: vorrei rendere il più trasparente possibile questa importante assegnazione di risorse e il modello che si intende adottare. I dati 2016 permettono di iniziare un lavoro di approfondimento, anche con la Commissione consiliare competente: la politica ha il compito di aiutare e supportare l’azienda USL. Questa riorganizzazione è dovuta sia ai cittadini che aspettano e a chi, all’interno dell’azienda, vuole risolvere i problemi
L’Assessore ha poi comunicato che «
le sale operatorie del Presidio ospedaliero Parini e di Beauregard vengono utilizzate da tutte le strutture chirurgiche. La loro distribuzione viene gestita dal Direttore dell’Anestesia in accordo con il Direttore del Dipartimento delle Chirurgie e Cardiovascolare. A partire dal 2 settembre 2016 è stata utilizzata una programmazione elastica, in quanto una quota delle sedute mensili viene assegnata in maniera fissa alle varie Strutture, una seconda quota viene assegnata in funzione delle liste di attesa delle singole specialità, al fine di permettere una riduzione delle stesse. Le sale operatorie sono utilizzate a pieno regime, nei limiti della disponibilità di personale medico ed infermieristico di sala. In particolare è nota la carenza di anestesisti, se verrà mantenuto l’attuale modello organizzativo (35 dirigenti medici anestesisti rianimatori attualmente in servizio a fronte di un fabbisogno di 45 di cui 6 dedicati alla postazione territoriale di Donnas). L’utilizzo delle sale, compatibilmente con le risorse umane (medici anestesisti) disponibili, è già stato migliorato e riorganizzato
Riguardo all’organico, l’Assessore Bertschy ha riferito che «
in Chirurgia generale ci sono 20 dirigenti sanitari medici, in Urologia 7, in Otorinolaringoiatria 8, in Chirurgia toracica 5, in Oculistica 9, in Ortopedia e traumatologia (11), in Chirurgia vascolare, endovascolare e angiologia 9, in Ostretricia e Ginecologia 12, in Anestesia e rianimazione 35, Terapia del dolore 2, in Neurochirugia 3. Attualmente, risultano 51 posti vacanti di dirigente sanitario medico. Sul carico di lavoro, l’azienda USL sarà in grado dal 2017 di fornire i dati di attività dettagliati per ogni singolo chirurgo operatore. Per ora sono disponibili e relativi al 2016. L’attività delle sale operatorie è aumentata tra il terzo e il quarto quadrimestre
Il Capogruppo Jean-Pierre
Guichardaz ha condiviso «la necessità di un processo di messa in trasparenza delle liste d’attesa. Siamo sempre stati sensibili su questo tema, ma non sono così sicuro che i problemi della sanità si risolvano solo ed esclusivamente mettendo più soldi: la sanità ha problemi altri, legati alle organizzazioni, alle persone, a situazioni interne incancrenite. C’è un paradosso: spesso accedono alla possibilità della libera professione, con la possibilità quindi di aumentale la propria retribuzione, non quelli che si comportano in modo virtuoso e che riducono le liste d’attesa, ma coloro che le dilatano. Va quindi fatta un’analisi attenta delle dinamiche interne, analizzando i dati in maniera assolutamente oggettiva


La modifica dei requisiti per l’accesso alle misure di inclusione attiva e sostegno al reddito è stata al centro dell’interpellanza presentata dal Movimento 5 Stelle. «Un cambiamento dei requisiti per l’accesso a questa misura disciplinata dalla legge regionale n. 18/2015 –  ha affermato il Consigliere Roberto Cognetta – aumenterebbe la quantità di cittadini in grado di accedervi. Vorrei sapere se la Giunta abbia intenzione di modificare i criteri, anche in modo da passare ad una gestione a sportello continuativo e non più tramite bando
L’Assessore alle politiche del lavoro, Fabrizio
Roscio, ha riferito: «Al fine di dare risposte alle persone in difficoltà, faremo di tutto per anticipare i tempi ed essere operativi già nel mese di giugno. La legge regionale prevede un comitato di coordinamento, che ha lavorato, evidenziando le criticità e proponendo modifiche, in particolare rivedere la durata della misura, estendendone i tempi, e ampliare il numero dei beneficiari. Questo però presuppone un nuovo intervento legislativo ad hoc, che deve armonizzarsi alla norma nazionale. Se nell’immediato i bandi possono essere riaperti con cambiamenti che vanno nell’ottica di semplificare e dare risposte puntuali alle necessità dei cittadini in difficoltà, invece la modifica normativa difficilmente potrà essere realizzata prima della fine dell’estate
Nella replica,
Cognetta ha osservato: «Le modifiche normative e il coordinamento con lo Stato non sono effettivamente semplici, ma possiamo dare risposte immediate riaprendo i bandi; è sufficiente una delibera di Giunta perché abbiamo tutti gli strumenti, in primis le risorse economiche. L’attuale legge regionale non risponde alle esigenze del territorio: noi non l’avevamo votata perché eravamo consci delle problematiche. È la tempesta perfetta: abbiamo i soldi ma non le capacità di gestirli. E intanto i disoccupati non riescono a mangiare. L’invito è sempre quello di darvi da fare.»


 


I gruppi PD-SVdA e Union Valdôtaine hanno voluto fare il punto sulle soluzioni per la salvaguardia dei posti di lavoro presso la GPS Standard di Arnad.
«
Avendo appreso dagli organi di stampa della situazione di crisi in cui versa l’azienda – ha evidenziato il Consigliere del PD-SVdA Paolo Cretier – vorremmo sapere dalla Giunta regionale quale sia la reale situazione della GPS Standard, in termini di occupazione e di mercato e di eventuali trattative finalizzate ad evitare la drastica riduzione degli organici. Vogliamo anche conoscere le motivazioni che hanno portato l’azienda a percorrere la strada della riduzione di personale, oltre che le eventuali soluzioni e gli interventi che intende adottare l’Amministrazione regionale per salvaguardare i posti di lavoro e preservare i livelli occupazionali
L’Assessore alle attività produttive, Fabrizio
Roscio, ha spiegato: «La situazione della bassa Valle è preoccupante e la GPS è solo una delle diverse aziende che manifestano, a diverso titolo, delle difficoltà. In questo momento c’è una fase contrattuale molto delicata tra azienda e parti sociali. L’azienda era un fiore all’occhiello per la nostra regione, ma i primi problemi cominciano nel 2013 quando era stata concessa una cassa integrazione in deroga. L’8 marzo è emerso, da notizie di stampa, un esubero di 15 dipendenti. Subito dopo il mio insediamento, ho incontrato i Sindacati e i lavoratori e abbiamo contattato i vertici aziendali, i quali hanno confermato le sofferenze a causa di alcune commesse non andate a buon fine. Ad oggi, l’Assessorato non ha comunicazioni ufficiali di apertura di procedure di licenziamenti collettivi. Assicuro che tutto quanto potrà essere fatto dall’Assessorato sarà fatto.»
Cretier ha replicato: «L’Assessore ha preso un impegno e speriamo che l’azienda riesca ad ottenere gli ordini congelati in passato. Non vorrei che fossero imputate a me, o a chi ha firmato l’interpellanza, le conseguenze future sull’azienda. I Consiglieri sono qui per evidenziare i problemi.»






 


 





 


 

Pubblicato / aggiornato il 09/05/2017 alle 12:00
Categoria: Salute