Nomina di Marra in SAV verificata e compatibile
Gli uffici regionali hanno verificato, in capo a tutti i candidati, le condizioni previste dalla legge per la designazione dei componenti dei Consigli di Amministrazione delle società a partecipazione pubblica.
Per i gruppi PD-SVdA e EPAV la nomina di Fabio Marra nel CdA di SAV necessita di chiarimenti viste le condizioni di inconferibilità o incompatibilità della nomina poiché lo stesso è dipendente della stessa Società Autostrade Valdostane. “Per quanto riguarda i requisiti previsti dallo statuto della società SAV, le valutazioni sono fatte dagli azionisti a seguito del conferimento dell’incarico ed il confronto istruttorio su questi aspetti è in corso” ha risposto all’interpellanza presentata in Consiglio regionale il Presidente della Regione, Pierluigi Maquis, precisando poi che gli uffici regionali competenti hanno “previamente verificato il rispetto, in capo a tutti i candidati, delle condizioni previste dalla legge per la designazione dei componenti dei Consigli di amministrazione delle società a partecipazione pubblica”.
La presenza di Fabio Marra, che attualmente è anche vice-presidente di Union Valdôtaine Progressiste, può avere per il Presidente della Regione un valore aggiunto, così come lo è il fatto che “nel Consiglio di amministrazione della SAV ci sono delle peculiarità rispetto ad altre società partecipate, in quanto nel suo Consiglio è presente un dirigente della società”. Marquis ha comunque ribadito che la volontà del Governo regionale “è comunque quella di procedere attenendosi al rispetto delle normative vigenti e così sarà anche nel caso in questione”.
Immediata la replica del consigliere Guichardaz che non si dice scandalizzato certo “per i diversi casi di persone nominate non per le loro competenze e la loro esperienza, ma perché sono ben inserite in partiti politici” ma ritenendo grave invece il fatto che Marra sia stato nominato pur essendo dipendente della SAV e sindacalista “una commistione a mio avviso pericolosa – ha commentato il capogruppo Pd – Non penso infatti che questa scelta garantisca il necessario distacco che dovrebbe connotare la figura dell’amministratore; non dimentichiamo che in un Consiglio di amministrazione si trattano casi individuali e disciplinari, si decidono le politiche premiali. Ribadisco il mio suggerimento di rivedere questa nomina, che presenta una evidente sommatoria di incompatibilità”.
Pubblicato / aggiornato
il 09/05/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute
