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I sindaci del Grand Combin a Bertschy: concretizzi le promesse

I sindaci del Grand Combin a Bertschy: concretizzi le promesse

La Giunta dei Sindaci dell’Unité Grand Combin, nella seduta di lunedì 8 maggio, ha nuovamente affrontato il tema del settore socio-assistenziale in relazione alle prese di posizione del consigliere regionale Roberto Cognetta, relative alla mancata assunzione di personale adibito ai servizi assistenziali.

Dopo aver lungamente discusso, incontrato le organizzazioni sindacali in data 26 aprile illustrando la situazione critica sui servizi alla persona nel proprio ambito, aver inoltrato una lettera all’assessore competente in data 3 maggio (nella quale si evidenziavano le preoccupazioni dei sindaci), l’Unité ha incontrato, mercoledì 10 maggio, tutti gli operatori del settore impegnati nelle tre strutture e sul territorio, al fine di fornire le informazioni corrette circa la situazione in essere ed ricevere da questi suggestioni e suggerimenti.
Un incontro estremamente costruttivo e sereno – lo definiscono i sindaci della Grand Combin in una nota stampa – che ha dimostrato ancora una volta come il mondo reale sia veramente molto lontano da una certa ‘politica dei proclami’“.
I sindaci dell Grand Combin si dicono sopresi per “l’inesattezza di alcune analisi e dichiarazioni espresse da alcuni consiglieri regionali” nonché preoccupato “per un’azione politica che vive solo di dichiarazioni eclatanti, di promesse facili non mantenute”.
Il grido di allarme lanciato e formalizzato con la lettera inviata al Governo regionale e alle associazioni di categoria – spiegano –  risulta chiaro e definito, e a questo punto ci si domanda dove sta la politica del quotidiano e del reale e se ci darà delle risposte concrete sull’annosa vicenda“.
I dicono di aspettare ancora dei fatti, essendo fermi “alle promesse di chi, qualche mese fa, ha garantito pubblicamente all’Assemblea del CPEL che tutti gli operatori del settore sarebbero stati regolarizzati e assunti e che il nuovo modello sarebbe partito sotto la regia regionale. Ad oggi ci rimane solo la cosiddetta ‘mappatura del Welfare’, un lavoro che ci è stato venduto come un risultato eclatante e che in realtà riporta solo dati e numeri, di fatto già a disposizione degli Enti gestori e della Regione e che non ha definito però nessun modello“.
I sindaci ricordano anche il documento sottoscritto tra l’assessore regionale alla Sanità e i Sindacati, nel novembre 2016, che definiscono “un cassetto vuoto e che ad oggi non è stato riempito“.
“La prova della confusione che caratterizza le scelte politiche è data dalla previsione, nella legge finanziaria regionale n. 24 del 21 dicembre 2016, di un limite all’assunzione pari al 50% dei posti vacanti al 1° gennaio 2017 oltre a quelli che si renderanno vacanti nel corso dell’anno, dopo aver bandito un concorso per le assunzioni delle OSS sulla base dei fabbisogni rilevati al mese di novembre 2016”, dicono i sindaci dei comuni della Combe Froide. E ciò perchéla conseguenza è stata che “L’Unité, avendo già provveduto ad assumere il personale che da anni lavorava come precario dalle graduatorie prorogate dalla legge regionale n. 21, del 25 novembre 2016, si è trovata nell’impossibilità di procedere, in questo momento, a nuove assunzioni pur avendo dovuto rimpiangere nel frattempo due sue dipendenti mancate dopo grave malattia“.
I sindaci si lamentano di dover “affrontare i problemi senza risposte e certezze“.
Chiedono dunque una forte presa di posizione del Governo regionale, poiché “non è immaginabile prevedere fondi ingenti su progetti marginali e cosidetti strategici, e poi dimenticare la persona, con le sue fragilità e le sue difficoltà, nonché gli Enti locali
gestori, che da sempre garantiscono l’attuazione di tanti servizi sul territorio regionale“.
E chiedono “i garantire l’erogazione dei servizi di assistenza sociosanitaria concludendo: “È ora di darsi delle priorità e di concretizzare le promesse“.

Pubblicato / aggiornato il 10/05/2017 alle 12:00
Categoria: Salute