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PD: da Roscio arroganza e insulti verso Donzel

PD: da Roscio arroganza e insulti verso Donzel

Il Partito Democratico della Valle d’Aosta ritiene offensive le affermazioni che l’assessore alle Attività produttive della Regione autonoma Valle d’Aosta ha rivolto, martedì 9 maggio, al proprio precedessore nel corso dell’adunanza del Consiglio Valle.

Parole che denotano una evidente mancanza di conoscenza del linguaggio istituzionale e che sono offensive nei confronti non solo di Raimondo Donzel, ma anche del Partito Democratico tutto che rivendica con orgoglio il lavoro svolto dall’assesore Donzel che, durante il suo mandato, ha brillantemente operato per far ripartire il sistema Valle d’Aosta.

Sarebbe stato più opportuno che l’assessore Roscio, invece di passare il tempo a criticare il suo predecessore ‘stendendo veli pietosi’, avesse fornito risposte in Consiglio regionale in merito a quanto intende fare per far ripartire il tessuto industriale della bassa Valle. 
La correttezza istituzionale avrebbe voluto inoltre che l’assessore si fosse messo in contatto con chi lo ha preceduto, cercando un dialogo nel primario interesse della nostra regione e per non disperdere il lavoro avviato precedentemente“, scrive il Pd in una nota stampa.
Il Partito Democratico della Valle d’Aosta si dichiara lontano “da una politica che non guarda al lavoro svolto nell’interesse dei cittadini, ma che porta avanti una perenne campagna elettorale fatta di arroganza e di insulti personali dimenticando, forse anche per incapacità amministrativa, di tentare di risolvere i problemi della società“.
Ma cos’aveva detto Roscio, rispondendo all’interpellanza di Jean-Pierre Guichardaz sull’adozione di strategie per conferire nuove prospettive alle attività imprenditoriali in crisi? Si era espresso in questi termini: “La Tecdis, se non si trova un nuovo insediamento, è lì ferma e la Lavazza, ahimè, sarebbe una cosa dove sarebbe opportuno fare degli approfondimenti. Ma tant’è: lei evita di parlare del passato e farò anch’io la stessa cosa, stendendo un velo pietoso su questo”.
E poi ha aggiunto, in chiusura d’intervento: “concludo, dicendo anche un po’ provocatoriamente, che non si può pensare di assegno ere responsabilità dei due anni precedenti a chi è qui solo da due mesi. Noi stiamo cercando di lavorare ma le assicuro che l’eredità che abbiamo trovato non è stata per niente semplice da prendere e da ereditare e per niente semplice da portare avanti, stante le mille difficoltà degli assessorati che oggi io presidio”.

Pubblicato / aggiornato il 10/05/2017 alle 12:00
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Categoria: Salute