Adava alla 67esima assemblea nazionale di Federalberghi
La “shadow economy”, ovvero lo scenario di mercato aperto da internet e dai grandi portali di offerta di locazioni brevi, resta al centro delle attenzioni degli albergatori italiani. Un fenomeno che cresce a dismisura, che rappresenta una concorrenza scorretta e che anche in questa edizione dell’assemble ha destato riflessioni importanti.Anche la Valle d’Aosta era presente con una delegazione dell’Adava all’evento ligure: hanno partecipato il presidente Filippo Gérard, il vicepresidente Camillo Rosset, il presidente giovani Giulia Mona, il direttore Emilio Conte, oltre al delegato nazionale di Giunta, Alessandro Cavaliere, e al membro del Collegio nazionale dei Sindaci, Corrado Neyroz. Insieme alla delegazione anche l’Assessore regionale al Turismo, Claudio Restano.
Sul tema fil rouge di quest’anno il presidente nazionale di Federalberghi, Bernabò Bocca, ha evidenziato i grandi numeri legati alla “shadow economy”e quindi ha denunciato il sommerso che emerge: in Italia, a fronte delle 33.000 strutture alberghiere regolarmente registrate, durante il mese di aprile 2017 su Airbnb erano presenti 214.000 offerte. “Una situazione non più tollerabile – ha sottolineato Bocca – il sommerso nel turismo ha superato il livello di guardia, determinando gravi conseguenze per i consumatori, per la collettività e per il mercato. Il fenomeno danneggia tanto le imprese turistiche tradizionali, quanto coloro che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza: entrambe le categorie sono esasperate dal dilagare della concorrenza sleale che inquina il mercato”.
Pubblicato / aggiornato
il 16/05/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute
