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Sì della Commissione del piano e al finanziamento per il Casino

Sì della Commissione del piano e al finanziamento per il Casino

La quarta Commissione del Consiglio Valle ha espresso, venerdì 19 maggio, parere favorevole a maggioranza, con il voto di astensione del gruppo UV, sulla proposta di Piano di ristrutturazione aziendale della Casino de la Vallée spa e su di un nuovo testo del disegno di legge che contiene disposizioni urgenti per il finanziamento del piano. In seconda Commissione, voto contrario del Movimento 5 Stelle.

Nel corso della riunione, sono stati auditi i delegati sindacali RSU Servizi alberghieri e Casa da gioco, i componenti il Collegio sindacale della Casino spa, i rappresentanti delle Organizzazioni sindacali CGIL, CISL, SAVT, SNALC, UGL e UIL, il sindaco del Comune di Saint-Vincent e gli esperti del settore gioco Paolo Giovannini e Francesco Marino nonché l’assessore al bilancio e società partecipate, Albert Chatrian, accompagnato dall’avvocato Vittorio Provera in qualità di legale giuslavorista.
«Il confronto con le Organizzazioni sindacali è stato positivo – riferisce la presidente della Commissione, Patrizia Morelli (ALPE) -: se da una parte hanno evidenziato gli aspetti critici del Piano, pur con posizioni differenziate, dall’altra ne hanno fatto emergere anche le potenzialità. Abbiamo chiesto fiducia ai Sindacati, pur comprendendo le loro preoccupazioni: il nostro intento è infatti quello di onorare gli impegni assunti nei confronti dei lavoratori – a differenza di altri che ci hanno preceduto -, con l’obiettivo di non lasciare a casa nessuno. Presentiamo un Piano sostenibile, redatto da persone qualificate, che cerca di dare prospettive alla Casa da gioco, in un’ottica di rilancio. A differenza da quanto proposto dal precedente Governo, l’intervento finanziario della Regione è commisurato alle reali necessità e sarà erogato in più tranches in base al raggiungimento dei risultati, che saranno verificati trimestralmente.»
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Auspichiamo – aggiungono Morelli e i commissari Alessandro Nogara (UVP), Carlo Norbiato e Andrea Padovani (GM) – che su questo importante tema si possa trovare un punto di incontro. Per il bene della Casa da gioco, del comprensorio di Saint-Vincent e dell’intera Valle d’Aosta.»
I Consiglieri del gruppo UV, Marilena Péaquin, Luca Bianchi e Aurelio Marguerettaz esprimono la loro delusione in merito al Piano e al disegno di legge collegato: «
In questa fase il nostro voto in Commissione è stato di astensione in modo da effettuare ulteriori valutazioni in Aula. I tempi per analizzare i documenti, considerata l’importanza del dossier, sono stati inadeguati. Le audizioni hanno messo in evidenza la debolezza e le criticità del Piano. Risorse insufficienti alle reali necessità, interventi drastici sul personale senza un progetto e un percorso credibile e condiviso, ipotesi di sviluppo spesso banali, ovvie e a volte confuse e indefinite. Considerato il numero dei professionisti intervenuti e i costi che verranno sostenuti, le aspettative erano ben altre. Il giudizio emerso nelle audizioni è nel complesso molto negativo.»
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Il Casino – concludono i consiglieri dell’UV – è comunque una risorsa per la Valle d’Aosta e merita un approccio molto più serio, responsabile e concreto. Alla luce dei pareri acquisiti dalla Finaosta auspichiamo che in Aula si possa recuperare parte dei contenuti dei precedenti disegni di legge che avrebbero permesso una corretta riorganizzazione di un’azienda che occupa oltre 600 persone e genera ricavi per circa 60 milioni di euro annui.»
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Io, da solo, ho votato contro – dice il consigliere del M5S Roberto Cognetta, componente della seconda Commissione -. La cosa peggiore è che, mentre questo Piano brucia altri 20 milioni di euro dei valdostani, in azienda non si cerca minimamente di cambiare rotta. Un esempio? Nel Piano si dice chiaramente che bisogna acquisire un Food & Beverage manager, ma anziché fare una selezione per trovare una risorsa adeguata al ruolo, si preferisce spostare chi in passato ha già ricoperto quella funzione e che, peraltro, ne è stato allontanato. Non mi pare questo un metodo nuovo, la cosiddetta nuova visione che dovrebbe far avanzare i migliori e fermare i peggiori.»
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Ci si aspettava qualcosa di diverso da un Assessore che per anni, da Consigliere, ha declamato tanti bei principi; ci si aspettava un po’ di voglia di fare pulizia, ci si aspettava meritocrazia e, soprattutto, coraggio nel rompere legami parentali o politici – prosegue il Consigliere Cognetta -. Invece, assistiamo alla solita sceneggiata, con l’aggravante delle frasi generiche di chi preferisce, a chiacchiere, fare di ogni erba un fascio. Perché, ed è bene ricordarlo, tra tanti dipendenti “fancazzisti”, ce ne sono altrettanti che hanno lavorato e lavorano senza premi particolari e senza i riconoscimenti adeguati. Dipendenti che, da un lato, sono accomunati agli assenteisti contro cui si scaglia senza distinguo l’Assessore Chatrian e, dall’altro, sono diretti, nella maggior parte dei casi, da persone che hanno raggiunto o mantengono posizioni di vertice perché protetti dalla politica.»
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Se cambiamento deve essere che lo sia realmente: per essere davvero “des flambeaux” e non soltanto “des allumettes”!», conclude Cognetta.


 


 

Pubblicato / aggiornato il 19/05/2017 alle 12:00
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Categoria: Salute