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Piano di rilancio del Casino in Consiglio Valle

Piano di rilancio del Casino in Consiglio Valle

Nella seduta pomeridiana del Consiglio regionale del 23 maggio, il Consiglio valle ha trattato in un’unica discussione l’approvazione del Piano di ristrutturazione aziendale del Casino de la Vallée e il disegno di legge con le Disposizioni urgenti per il finanziamento del piano di ristrutturazione aziendale dello stesso Casino.

In apertura dei lavori, il gruppo PD-SVdA ha voluto fare il punto sulla gestione dell’anagrafe regionale del bestiame. «Abbiamo ricevuto segnalazioni da parte di alcune aziende che lamentano di essere state sottoposte ad ulteriori controlli, anche con riduzioni dei contributi a causa delle modalità gestionali dell’anagrafe – ha evidenziato il Consigliere del PD-SVdA Paolo Cretier -, e riteniamo necessario approfondire e chiarire gli aspetti legati alle scadenze per il trasferimento degli animali introdotti da altre regioni o negli spostamenti tra aziende locali, evitando applicazioni troppo stringenti legate al conteggio degli effettivi giorni per il passaggio sanitario dei capi.» Il Consigliere ha quindi chiesto se vi sia l’intenzione dell’Assessore chiarire definitivamente agli uffici preposti tali questioni, oltre che integrare eventuali informative agli allevatori per le diverse scadenze (in particolare la segnalazione di trasferimento capi nei sette giorni); infine, ha chiesto se si intenda provvedere in favore delle aziende incappate in procedure sanzionatorie.
L’Assessore all’agricoltura e risorse naturali, Laurent
Viérin, ha spiegato: «Anche a seguito della riorganizzazione dello sportello unico dell’agricoltura, invitiamo l’utenza a riferirsi agli uffici per segnalare eventuali problematiche, al fine di non incorrere in sanzioni. Al manuale per la gestione dell’anagrafe del bestiame abbiamo lavorato in sinergia con l’Assessorato alla sanità, l’azienda USL e l’AREV: è quindi un documento concertato con le categorie, elaborato per diventare uno strumento consultabile da tutti gli operatori interessati. Teniamo a precisare che il provvedimento dirigenziale con cui è stato approvato il manuale fa seguito a una legge in vigore dal 1993, in cui già si specificava la scadenza dei sette giorni per la comunicazione del trasferimento di bestiame. In merito alla questione specifica dei sette giorni, gli uffici confermano che si intendono sette giorni continuativi lavorativi; sono quindi esclusi i giorni festivi.»
L’Assessore Viérin ha quindi specificato: «
Il contravventore è soggetto a sanzione amministrativa, ad esclusione del caso del primo accertamento. Nell’ultimo anno e mezzo sono state comminate alle aziende 13 sanzioni, per cui attendiamo comunque l’esito dei ricorsi presentati. Tenuto poi conto del fatto che dal mese di settembre 2017 ci sarà l’obbligo di compilazione informatizzata del modello relativo al trasporto animali, crediamo che sarebbe interessante emanare un’informativa per spiegare le nuove modalità
Il Consigliere
Cretier ha replicato: «Era importante chiarire questi aspetti e continuerò a dare la mia disponibilità a rappresentare in quest’Aula le problematiche degli utenti, in un’ottica di miglioramento dei procedimenti


Il Consigliere del Gruppo Misto Andrea Padovani, relatore dell’iniziativa legislativa relativa al Casino de la Vallée, ha evidenziato che «la situazione di gravissima crisi finanziaria operativa e strutturale in cui versa la società Casinò de la Vallée impone un deciso di cambio di rotta, volto a riqualificare una casa da gioco ad oggi interamente pubblica che conserva potenzialità che devono essere necessariamente sfruttate, anche per garantire alla Regione le importanti entrate economiche, dirette e indirette, che da tale settore possono ancora derivare. La crisi, lo sappiamo, trae origini da scelte non sufficientemente ponderate, aggravate da un momento storico di generale difficoltà del settore del gioco d’azzardo legale. L’avvio, nel mese di febbraio, della procedura di licenziamento collettivo per 264 dei suoi 468 dipendenti ci ha restituito la fotografia di un fallimento che obbliga il socio Regione a un atto di responsabilità per evitare gravi ripercussioni sociali.»
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Il primo passo per cercare di affrontare questa situazione – ha proseguito Padovani – è stata la legge regionale votata all’unanimità a febbraio scorso, con la quale si è voluto dare un chiaro segnale di discontinuità rispetto al passato, subordinando il sostegno finanziario alla Casinò spa alla predisposizione di un piano di ristrutturazione aziendale finalizzato alla valorizzazione degli investimenti e alla riduzione dei costi per assicurare il raggiungimento dell’equilibrio finanziario, la cui attuazione deve essere soggetta ad un monitoraggio periodico da parte del Consiglio regionale. Così è stato fatto: il disegno di legge oggi in discussione dispone un finanziamento pubblico di 20 milioni, la cui erogazione resta strettamente subordinata alla verifica dello stato di attuazione delle azioni previste e che è suddivisa in tre tranches: 8 milioni entro il 31 maggio 2017, 6 milioni entro il 30 settembre e 6 milioni entro il 31 luglio 2018. Lo scopo è quello di avviare una riforma del modello di gestione e di controllo che scongiuri interventi slegati sa una seria programmazione aziendale che guardi al futuro.»
L’Assessore al bilancio e società partecipate, Albert
Chatrian, nell’illustrare il Piano di ristrutturazione, ha ripercorso le tappe che hanno portato alla sua presentazione: «Con questo Piano oggi diamo piena attuazione alla legge regionale n. 2/2017, consegnando al Consiglio un buon lavoro elaborato dall’Amministratore unico Giulio Di Matteo con il supporto di un pool di consulenti e professionisti che hanno inserito nel Piano azioni, idee, migliorie volte a creare le condizioni per risollevare un’azienda in difficoltà. Sono qui contenute concrete prospettive di recupero della redditività della società Casinò de la Vallée e concrete possibilità di raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario a partire dal 2019. Il documento prevede, declinate in modo chiaro e ben ponderate, specifiche azioni di rilancio delle attività – sia del settore giochi che del settore alberghiero – e specifiche azioni di riduzione dei costi, tali da permettere e garantire un’adeguata valorizzazione degli investimenti effettuati dalla società. Il Piano prevede anche un’analisi trimestrale che attesti la progressiva realizzazione del Piano, perché noi crediamo che si debba monitorare l’avanzamento del Piano al fine di prevederne il finanziamento. E questa è una novità rispetto al passato.»
L’Assessore ha poi illustrato un emendamento depositato in Aula: «
La credibilità della società, in questo momento, non è appetibile per il sistema bancario: solo con l’approvazione del Piano, le banche si pronunceranno in merito alle azioni di finanziamento. Una banca si è detta disponibile con una fideiussione da parte della Regione per il tramite di Finaosta: ecco il senso dell’emendamento che autorizza, ove occorra, a concedere una garanzia, nel limite di 7,2 milioni di euro, a mezzo di fideiussione con durata massima fino al 31 dicembre 2017.»
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Sono due le parole chiave di questo Piano – ha evidenziato l’Assessore Chatrian -: chiarezza nell’evidenziare la situazione di crisi della Casa da gioco, prudenza nelle valutazioni e nelle stime dei ricavi. È un Piano concreto, che non contiene voli pindarici ma che parte da un’attenta analisi dell’azienda: un’azienda destrutturata dove mancano le figure apicali, un’azienda abbandonata a se stessa. Ci si chiede perché il Collegio sindacale e gli amministratori che si sono susseguiti in questi anni non abbiano affrontato il problema prima. Di fatto, si era instaurata una consuetudine: il Casinò chiedeva i soldi e la Regione pagava. Così è stato per i lavori di ristrutturazione, i cui costi sono poi risultati più alti di quanto preventivato. Come Giunta che si è insediata nel marzo 2017 eravamo consci delle criticità, ma abbiamo trovato una procedura di licenziamento collettivo, un accordo avviato per l’uscita anticipata di 41 dipendenti con il percorso Fornero, la disdetta unilaterale di tutta la contrattazione collettiva, un rapporto dei costi-ricavi che va oltre al 70 per cento, un calo continuo di entrate.»
L’Assessore è poi entrato nel merito delle azioni del Piano definendolo «
di rilancio e di sviluppo, perché vogliamo creare le condizioni, a tranches, per mettere in sicurezza l’azienda». Il Piano si basa su di una serie di azioni relative all’Area Giochi (nuove offerte di gioco tra le quali gioco live tramite collegamento in diretta con il croupier del Casinò, gioco on line con marchio “Casinò de la Vallée, gioco in contesto virtuale, maggiore flessibilità dell’offerta, nuove iniziative di marketing e web marketing) e all’Area Resort-Hotel (individuazione di mercati esteri dove è presente un turismo legato alle Case da gioco, potenziamento del ristorante “1908” e vetrina delle eccellenze, organizzazione di congressi e convention aziendali, miglioramento dei servizi alberghieri e del sistema di gestione) e prevede la ristrutturazione dei costi del personale attraverso la prosecuzione del percorso Fornero, uscite preferibilmente volontarie e incentivate, ridistribuzione del personale in esubero nei settori di maggiore necessità, riduzione stabile del costo del lavoro, semplificazione e razionalizzazione della struttura contrattuale.
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Questi sono quindi due atti veri – ha aggiunto Chatrian -: il Piano è prudenziale, prevedendo una riduzione dei costi della produzione di circa 59 milioni di euro e una crescita annua del 2,9 per cento. Ma, per la prima volta, le previsioni sono frutto di analisi di esperti dei settori giochi e alberghiero.»
L’Assessore ha quindi concluso: «
L’avanzamento del Piano sarà controllato fino al raggiungimento del pareggio di bilancio e sarà sottoposto alla costante attenzione del Consiglio regionale. Non ci interessano le polemiche e mi auguro, con questa proposta, di aver contribuito a dare una speranza ad un’attività importantissima per il sistema Valle d’Aosta. Da domani la società avrà un compito da svolgere: attuare le disposizioni contenute nel Piano, cambiando mentalità e contribuendo tutti nella stessa misura. La politica ha cercato di fare la sua parte, d’ora in poi dovrà rimanere al di fuori dal Casinò ed esercitare unicamente la sua funzione di indirizzo e di controllo.»
Il Capogruppo dell’UV Ego Perron ha osservato: «L’Assessore Chatrian ha bruciato i tempi, soprattutto per quei Consiglieri che, non facendo parte delle Commissioni, hanno avuto solo pochissimi giorni per studiare questo Piano, in cui rileviamo che non c’è stata la tanto annunciata discontinuità rispetto a quanto fatto prima per quanto attiene l’Amministratore unico, né tantomeno la valorizzazione dei professionisti valdostani nella scelta dei numerosi consulenti. Grave il fatto che questo pool non dia assicurazione del raggiungimento dei valori, anche solo parzialmente. La costante di questo documento è ripetere che qualunque risultato non potrà mai prescindere da una ristrutturazione dei costi del personale: questa spada di Damocle è ingiusta. Il cuore delle proposte consiste in ovvietà, come il rilancio dell’area giochi, e mancano ragionamenti sui mercati limitrofi e sul rilancio della clientela. La filosofia del Piano è che viene progressivamente abbandonato uno dei pilastri caratterizzanti la Casa da gioco di Saint-Vincent: l’area dei giochi lavorati. Il tema del finanziamento regionale è stato utilizzato come “clivage politique”; l’Assessore Chatrian ha gridato allo scandalo per anni, inculcando nella comunità un messaggio negativo nei confronti del Casinò e oggi dimostra la sua incoerenza politica. La parte saliente del Piano non fa che riprodurre pedissequamente il ragionamento che abbiamo condotto noi. Non siamo convinti delle modalità con cui è stato messo in piedi un intervento finanziario non risolutivo. Occorreva più coraggio, senza timore del consenso elettorale. È un Piano dall’impostazione debole, non pone sguardi al privato, non dà soluzione ai problemi
Il Presidente della quarta Commissione Patrizia
Morelli (ALPE), dopo aver ringraziato i Commissari e i Sindacati per il lavoro svolto e per l’utile confronto, ha affermato: «Questa maggioranza, insediatasi il 10 marzo, si è fatta carico di un onere impegnativo, da portare a termine in un lasso di tempo estremamente limitato, pur di venire incontro alla comunità valdostana e in particolare ai lavoratori della Casa da gioco. Negli anni il gruppo ALPE ha mosso critiche, ma solo in un’ottica costruttiva. I professionisti hanno avuto tre settimane per redigere il Piano, mentre l’Amministratore unico uscente aveva già avviato una procedura di licenziamento collettivo. Le ristrettezze temporali sono quindi giustificabili. La Giunta ha scelto la via difficile del rispetto della legge regionale n. 2/2017 approvata all’unanimità; e oggi presentiamo un Piano credibile, realistico, improntato alla prudenza. Non è un Piano perfetto, nasce condizionato da elementi antecedenti stringenti. Non offrire una chance all’azienda e ai lavoratori sarebbe uno spreco di denaro per le risorse precedentemente investite, uno spreco di immagine per il marchio. È un Piano praticabile, rappresenta un’operazione di salvataggio necessaria, ma non senza porre condizioni giudiziose. Ogni soldo risparmiato crea nuove opportunità: per questo è stato studiato il reale fabbisogno della struttura. Non è facile cambiare paradigma per una Casa da gioco ostaggio della politica. È necessaria un’opera di risanamento, perché l’obiettivo – che siamo certi sia comune – è riportare il Casinò ad essere polo d’attrazione in un’offerta complessiva con ricadute sull’intera regione
Il Consigliere dell’UV Augusto
Rollandin ha sostenuto che «se si vuole dare una lettura corretta della vicenda, la vera soluzione c’era già e l’avevamo proposta: il finanziamento della Casinò de la Vallée a titolo di rimborso dei crediti contratti dalla società nei confronti della Regione per le opere di ristrutturazione, la cui legittimità è stata confermata dal parere pro veritate richiesto a febbraio 2017 e inviato a maggio. Il Governo oggi fa finta di non riconoscere questi fondi che servirebbero per superare il problema dell’azienda: perché non si vogliono dare? Per una questione di principio? Di sicuro con l’operazione di finanziamento proposta dalla nuova Giunta è sicuro che non facciamo altro che continuare a indebitare la Casa da gioco, mentre potremmo restituire le risorse dovute. Noi chiediamo che si riconosca quanto detto nel parere, proprio per dare tranquillità al Casinò.» Entrando nel merito del Piano, il Consigliere ha osservato che «è difficile immaginare che con questo Piano si risolvano i problemi ben conosciuti del Casinò: le proposte contenute potranno magari aiutare, ma non aggiungono nulla a quanto già scritto in precedenti Piani industriali. Nessuno si aspettava dei miracoli, però la Giunta non può nemmeno venderci come qualcosa di innovativo un prodotto che di nuovo non ha niente. Altrimenti creiamo delle illusioni che saranno disattese e ci ritroveremo a breve a discutere delle stesse problematiche. La questione principale resta quella del personale: bisogna prendere in considerazione di togliere la procedura di licenziamento collettivo e prevedere una riorganizzazione graduale e funzionale della Casa da gioco
Il Consigliere Aurelio
Marguerettaz (UV) ha dichiarato: «Ho avuto modo di constatare che più di un esponente della maggioranza è convinto di essere un superuomo, dati i termini altisonanti utilizzati. I bluff della Giunta Marquis sono numerosi: in primis la trasparenza, come nel caso della negata comunicazione sul compenso dei professionisti. Nella redazione del Piano, ogni consulente esperto ha svolto un compitino per la propria parte di competenza. Abbiamo diversi dubbi in merito, come quando si definisce punto di debolezza la cosiddetta lontananza da Milano e Torino o quando non si tiene in debito conto per la parte alberghiera del dualismo tra la clientela del Casinò e quella ordinaria; per non parlare della minaccia individuata dalla presenza in zona di una struttura termale. Capiamo la prudenza sulle previsioni di crescita, ma non sui costi, in cui i tagli per il personale superano abbondantemente i dieci milioni. Tutti concordiamo che il Casinò sia una risorsa, oggi però date otto milioni al buio, perché il Piano non entra nel merito di nulla. È un documento che ha la stessa funzione della foglia di fico, serve solo a lavarvi la coscienza. Oltre al taglio del personale, gli unici argomenti sono il gioco online e quello virtuale: un business rischioso in cui possiamo entrare come Cenerentola. C’è un futuro per la Casa da gioco, ma non con questi metodi di finanziamento e senza un’adeguata concertazione con i Sindacati
Per il Capogruppo di Pour Notre Vallée, Antonio
Fosson, «l’aspetto patetico e paradossale di questa situazione è che quelli che hanno portato il Casinò a questa situazione non ammettano nessuna responsabilità né nei confronti del personale né rispetto ai conti in perdita. Anzi, ci spiegano cosa dobbiamo fare per risolvere questa situazione che è drammatica, soprattutto per i lavoratori. L’allora Giunta ci voleva far restituire i soldi spesi per la ristrutturazione: peccato che rispetto al preventivo presentato siano stati spesi oltre 20 milioni di euro in più, e noi dovevamo restituire somme che non abbiamo mai autorizzato? Con questo Piano noi vogliamo affrontare con serietà questo “cadeau empoisonné” che la precedente Giunta ci ha consegnato. Noi vogliamo che il Casinò e i suoi dipendenti possano continuare a esistere, perché riteniamo che la Casa da gioco sia una risorsa per la Valle d’Aosta.»
Il Capogruppo del PD-SVdA Jean-Pierre
Guichardaz, ha evidenziato: «Il Casinò è stato usato come un grimaldello politico. Su questo Piano la nuova maggioranza ha investito la propria credibilità e la propria tenuta; un documento di cui ogni pagina è costata tremila euro, mentre il precedente rientrava negli incarichi dell’ex Amministratore unico e conteneva analisi e dati precisi. Questo invece è un brogliaccio che si vanta di inventarsi soluzioni. La Giunta può dirci quanto è stato speso per la pletora di consulenti? Il Piano ha una fattibilità relativa, forse solo per quanto attiene alla riorganizzazione del personale; è un documento che ha unito le tessere di un puzzle di esperti scoordinati e che raggruppa azioni scontate. Invece di orientarsi sulla manfrina dei prestiti bancari, si sarebbe potuto valutare un mutuo con Finaosta; l’emendamento di oggi di sette milioni serve per le fideiussioni. Servono una vera condivisione, l’invocata trasparenza e soprattutto la reale voglia di rilanciare il Casinò. La Giunta deve avere il coraggio di fare un passo indietro ammettendo i propri errori. Deve dire ai valdostani che costa molto di più chiudere un’azienda del genere anziché tenerla in vita
Il Capogruppo dell’UVP Alessandro
Nogara ha sottolineato: «Il Piano del 2013 non ha ottenuto gli obiettivi auspicati, per quanto sia stato scritto bene. Sono i fatti a parlare, mentre in questi anni si è detto tutto e il contrario di tutto. Questa maggioranza si è affidata a professionisti per la redazione di un Piano efficace. Gli esperti sostengono che il gioco lavorato non attiri più la clientela, ben più orientata alle slot: non possiamo che credere a queste affermazioni, perché non abbiamo le competenze per contraddire i professionisti. La mission di tutti i Consiglieri è quella di salvare la Casa da gioco e tutelare i lavoratori. Nessuno ha la sfera di cristallo, aspettiamo i risultati.  Un errore del passato è stato di non attuare i Piani per non risultare impopolari. Nel Piano di cui discutiamo oggi ci sono le possibilità per rilanciare i ricavi pur salvaguardando i dipendenti. Stiamo facendo tutto ciò che ci è possibile per raddrizzare la barca. Non abbiamo fatto un ribaltone, ma abbiamo fatto ciò che si doveva. I pareri pro veritate sono per l’appunto pareri, non sono testi sacri. Ci siamo presi a cuore la questione, ci stiamo anche giocando la nostra credibilità e abbiamo corso contro il tempo per rispettare le scadenze
Il Consigliere del M5S Roberto
Cognetta ha annunciato il voto contrario sul Piano: «Nel 2012 il Casinò ha portato una perdita di 18 milioni di euro, nel 2013 di 21 milioni, nel 2014 di 19 milioni, nel 2015 di 18 milioni, nel 2016 intorno ai 40 milioni. Nel 2012 la Regione dette 10 milioni, nel 2014 fu votata la ricapitalizzazione di 60 milioni, senza però prevedere nessuna riorganizzazione: soldi buttati perché non sono serviti a nulla. Nel 2015 si danno altri 20 milioni e nel 2016 non si concedono i famosi 44 milioni proposti dalla Giunta Rollandin: non preoccupatevi, li diamo ora con questo Piano. Già Frigerio disse che bisognava azzerare i contratti dei lavoratori e non sono stati toccati: cosa farà l’amministratore Di Matteo? Oggi dovrei dare il mio sì al Piano in coerenza con quanto approvato, anche da me, con la legge regionale n. 2, ma questo non è un Piano di ristrutturazione, e su questo siamo tutti d’accordo. Tutti quanti hanno delle colpe – dai lavoratori, ai Sindacati alla politica -, ma nessuno vuole veramente risolvere la situazione. Perché si tratta di un bacino di tremila voti che, purtroppo, è costato dal 2012 ad oggi 170 milioni di euro. Ma non c’è una reale idea su come risolvere il problema: politicamente non c’è nessuno in grado di farlo e questa è una sconfitta di tutta la collettività. Quello che ci ha distrutto è stata l’abbondanza di soldi: nessuna idea ma tante risorse. Oggi, forse, sarebbe il momento di averla un’idea
Il Consigliere Nello
Fabbri (UVP) ha auspicato che il Piano «riesca a risolvere almeno in parte i problemi. Oggi siamo qui per cercare di porre rimedio alla situazione gravissima in cui versa da anni la società del Casinò. Occorre avere rispetto, che deve essere reciproco, deve essere rivolto a tutti gli attori, compresi i cittadini valdostani. Rispetto vuol dire presentare un Piano che dia sostenibilità e sostegno a una situazione che rischia di cadere nel baratro. Questo è un Piano che assicura rispetto ai cittadini, applicando le leggi, sia nazionali sia regionali. L’aspetto innovativo e qualificante è la previsione che venga raggiunto l’equilibrio di bilancio prima di iniettare la liquidità. Il Piano si fonda su basi solide e ragionevoli, che fanno ben sperare per la sua concretizzazione; riconosce le potenzialità dell’azienda e la grande professionalità di chi vi opera. I lavoratori devono essere stimolati a salvare l’azienda. È un compito difficile, ma va assolutamente compiuto. Questa è una società fondamentale per la Valle d’Aosta, sono stati investiti milioni di denaro pubblico: non si può non cercarne il rilancio. Il compito della politica è legiferare e controllare l’applicazione delle norme, ma poi si ferma qui. L’applicazione del Piano spetta invece ai vari soggetti. L’augurio è di trovare un accordo per trovare una soluzione per un rilancio della Casa da gioco
I lavori sono sospesi e riprenderanno, mercoledì 24 maggio, alle ore 9, con la prosecuzione del dibattito sul Piano di ristrutturazione aziendale della Casino spa.


 

 


 




Pubblicato / aggiornato il 23/05/2017 alle 12:00
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Categoria: Salute