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Valle d’Aosta sempre più accessibile

Valle d’Aosta sempre più accessibile

Un turismo che punta su una sempre più ampia accessibilità, anche negli ambienti naturali e nelle aree protette di montagna, non è solo un diritto per chi vuole fruire dello spettacolo fornito dal patrimonio naturalistico ma anche un’opportunità per creare lavoro, indotto, economia, oltre a un nuovo modello di business, più aperto e legato al mondo delle sensazioni da vivere.

Questo lo spunto con il quale si è aperto l’incontro di studi Il turismo accessibile nei parchi e negli ambienti naturali di montagna, organizzato dall’Osservatorio sul Sistema montagna “Laurent Ferretti” della Fondazione Courmayeur Mont Blanc e svoltosi venerdì 26 maggio.
Ad aprire i lavori è stato l’assessore al Turismo della Regione autonoma Valle d’Aosta, Claudio Restano, il quale ha illustrato quanto promosso in tema di turismo accessibile e ha evidenziato gli obiettivi che l’Amministrazione vuole raggiungere: “Le aree protette e naturali offrono un turismo diverso, in costante crescita e che rappresenta un potente attrattore turistico. La Valle d’Aosta ha iniziato ad investire sull’accessibilità sin dagli anni ’80, ora serve implementare idee sempre nuove, come il turismo legato alla pesca, la valorizzazione del lavoro sulla sentieristica e il rafforzamento dei progetti già avviati, quali quello sulla via Francigena. Siamo molto impegnati nel creare un’offerta diversificata per un turismo sociale che tenga conto anche delle potenzialità della ‘media montagna‘”.
Uno sviluppo che, come spiegato invece dal giornalista del Corriere della Sera Simone Fanti, non può prescindere dalla comunicazione: “Questa regione è ricca di possibilità per le persone con disabilità, ci sono enormi potenzialità e capacità che sono però ancora poco comunicate. La prima sfida di questo nuovo modo di valorizzare il territorio è proprio la comunicazione. Spesso le iniziative legate alla disabilità sono frutto del volontariato, manca la mentalità di fare impresa, il turismo accessibile rappresenta anche un’importante opportunità economica. I disabili sono persone che vogliono vivere emozioni, la Valle d’Aosta le può senz’altro offrire grazie al suo meraviglioso territorio”.
La prima sessione dei lavori ha puntato sui percorsi di sviluppo in Valle d’Aosta riguardo al turismo accessibile in montagna, oltre ad esperienze innovative in altre realtà alpine. Il primo intervento, illustrato dai dirigenti regionali Gabriella Furfaro e Paolo Oreiller, ha evidenziato i “Cammini e percorsi” dell’accoglienza accessibile in montagna, partendo dalla realizzazione di un percorso accessibile a Champdepraz e di un’area attrezzata – che porta a 34 il numero di quelle presenti sul territorio regionale – a Verrayes. In entrambi i casi sono stati installati pannelli informativi utilizzabili da tutti, anche per chi ha difficoltà motorie o visive, mentre nell’area di Verrayes sono presenti un percorso ad anello per usufruire di tutto lo spazio, pannelli sulla fauna presente e punti di sosta con panche, tavoli e barbecue pensati specificamente per essere fruiti da persone con disabilità motoria.
Graziella Anesi, presidente della Cooperativa Handicrea di Trento, ha spiegato il funzionamento dell’App gratuita per smartphone Trentino Accessibile che permette, grazie a un sistema Gps, di conoscere il grado di accessibilità di oltre 1350 strutture pubbliche e private della Provincia di Trento, interessando 12 diverse tipologie di disabilità.
In chiusura della prima parte, il titolare dell’Agenzia di viaggio Sicuramente Vacanze, Walter Jacquemet, e la coordinatrice della Cooperativa Sociale C’era l’Acca, Maria Cosentino, hanno illustrato il progetto “Valle per Te”, una rete per il turismo accessibile in Valle d’Aosta che, attraverso il miglioramento dell’accessibilità, intende attrarre una ulteriore fetta del mercato turistico.
La seconda sessione dell’incontro di studi si è concentrata sulle testimonianze dirette e i progetti legati al turismo accessibile nei parchi e nelle aree protette. Accessibilità sviluppata nel concetto di “Montagne partagée”, spiegato da Cécile Borghini, guida naturalistica francese che ha portato la sua esperienza in merito a trekking per persone con disabilità, e nei progetti avviati dal Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Alle esperienze extra-valdostane hanno fatto seguito le esperienze locali maturate nell’ambito dei due parchi presenti in Valle d’Aosta. Barbara Rosai del Parco Nazionale del Gran Paradiso ha illustrato, tra gli altri, il progetto Un paradiso accessibile che approfondisce lo stato dell’arte ed il grado di fruibilità del sito web e degli otto centri visitatori. Massimo Bocca, direttore del Parco naturale del Mont Avic ha illustrato il Parcours découvertes che permettono a famiglie con bambini e a scolaresche di vivere la montagna in sentieri attrezzati, anche di notte.

Pubblicato / aggiornato il 27/05/2017 alle 12:00
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Categoria: Salute