Corsi di formazione in presenza per gli insegnanti e tanto francese e inglese
Le priorità del Piano di formazione per gli insegnanti spiegate in conferenza stampa dall’Assessore all’Istruzione Certan che aggiunge “in due mesi abbiamo fatto un piano generale impostato sullle normative europee e statali e sulla legge 18 del 2016, che sarà modificata entro l’autunno”.
La legge 18 del 2016 di adattamento della “Buona Scuola” al sistema valdostano a firma Emily Rini sarà dunque modificata nel corso dell’estate-autunno. Chantal Certan, assessore regionale all’Istruzione, nel corso della conferenza stampa per presentare nel dettaglio il Piano regionale per la formazione dei docenti 2017-2019 approvato il 5 giugno l’ha nuovamente evidenziato. “Tra aprile e maggio ho voluto fare una ricognizione tra i referenti degli insegnanti che si sono occupati delle adaptations nella scuola. Tra le maggiori richieste quella della formazione – ha evidenziato Certan – In due mesi non abbiamo potuto fare la rivoluzione, abbiamo adottato le leggi di riferimento e la legge 18 del 2016, che è mia intenzione modificare entro l’autunno. Non l’abbiamo fatto fino ad ora perché aspettavamo appunto la fine della ricognizione e le risultanze e inoltre abbiamo voluto tenere il buono del percorso già avviato che ha visto un importante impegno delle istituzioni scolastiche”.Per l’Assessore si è fatto “un piano che non fosse di rottura, senza buttare via quanto di buono e di qualità è stato fatto e per non fare in modo che siano gli studenti a pagare i cambiamenti”.Le priorità della formazione si concentrano sul plurilinguismo, con un percorso impostato su gradi di competenza, e una formazione metodologica su varie tematiche, impostata invece per gradi di scuole.
“Il piano convoglia tutte le esperienza di due anni di sperimentazione – ha aggiunto l’ispettore Gariella Vernetto – Sollevare gli insegnanti dai corsi di scuola per concentrarsi sulla formazione renderà questa esperienza maggiormente significativa e utile. Ci si è ispirati al piano nazionale della formazione, ponendo l’accento sulle lingue, alla luce di esperienze significative fatte. Altri filoni principali saranno le scienze sperimentali e matematiche, le competenze digitali e scuola/lavoro. Si esce dalla logica della formazione tradizionale. Si spinge molto sulla sperimentazione e restituzione di quanto appreso”.
La novità principale è il principio dei corsi in presenza “Ci sono riflessioni importanti emerse che abbiamo cercato di mettere in questo piano che ha ancora contorni generali. L’impegno economico è di 425mila euro, un investimento per soddisfare l’aggiornamento in presenza – ha spiegato Certan – abbiamo previsto 4 settimane di formazione nei mesi di settembre, novembre, febbraio e aprile. Una formazione di 5 giorni a settimana per 7 ore al giorno non più quindi formazioni nei week end o la sera. Le insegnanti che seguiranno la formazione saranno sostituite”.
La sostituzione degli insegnanti sarà un’operazione complessa visti i numeri, l’anno scorso furono circa 1000 gli insegnati coinvolti complessivamente nella formazione. “Il punto di criticità è che non essendo la formazione obbligatoria – ha aggiunto l’Assessore – non possiamo obbligare nessuno, ma conto sulla professionalità e serietà degli insegnanti affinché la comincino e la finiscano. A fine percorso sarà rilasciata una certificazione con crediti”.
Il Piano di formazione ha di conseguenza determinato, per questioni logistiche, il posticipo di una settimana dell’inizio della scuola, per permettere le riunioni di filone nelle scuole. I giorni dal 4 all’8 settembre saranno destinati invece alla prima settimana di formazione. Si è anticipato così di 4 gg anche il termine degli esami di recupero dei debiti nelle scuole superiori.
Anche i temi dell’integrazione e dell’inclusione saranno fondamentali, competenze importanti testimoniate anche dal fatto che il prossimo anno scolastico porterà 47 casi di sostegno in più tra tutti i gradi di scuola “ questo fa riflettere, anche se siamo in linea con le altre Regioni – ha aggiunto Certan – e che si traduce in un fabbisogno di 70 unità”. Il corso di specializzazione per il sostegno dell’UniVdA, per il quale sono in corso le prove di ammissione, ha raccolto 57 domande.
Infine, sul tema dell’alternanza Scuola- Lavoro, tanto di attualità per le scuole in questo momento, la macchina organizzativa sta cercando di correre e recuperare. Sono in fase di avvio la formazione dei tutor e l’Assessorato chiederà un aiuto anche al Celva affinché i ragazzi possano fare esperienze lavorative, oltre che nelle imprese e aziende del territorio, anche negli enti locali.
Pubblicato / aggiornato
il 06/06/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute
