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Cessione centraline e quotazione Cva: decade l’obbligo

Cessione centraline e quotazione Cva: decade l’obbligo

Il Consiglio dei ministri, venerdì 9 giugno, su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di attuazione della legge di riforma della pubblica amministrazione che integra e modifica il Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica

Tra le principali novità introdotte si prevede che sono ammesse le partecipazioni nelle società aventi per oggetto sociale la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Si tratta di una decisione rilevante per la Valle d’Aosta, poiché decade l’obbligo per i Comuni di cedere le proprie partecipazioni nelle piccole società di produzione idroelettrica e decade l’obbligo per la Regione autonoma Valle d’Aosta di quotare in borsa CVA.
La decadenza dell’obbligo ingenera quale conseguenza che, se si procederà in tal senso, sarà per una scelta politica.
La questione era già stata evocata, in Consiglio Valle, durante l’ultima adunanza ed è presumibile che torni sotto i riflettori. Il proponente delle iniziative consiliari, Elso Gerandin, al proposito annuncia che ritirerà la mozione presentata congiuntamente con i colleghi Andrea Padovani e Alberto Bertin, per mezzo della quale si chiedeva conto del ritardo nell’adozione del decreto visto che era stata raggiunta l’intesa in sede di Conferenza Unificata ed erano stati acquisiti i pareri del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari. “Presenterò, come annunciato in aula, una richiesta di moratoria – dice Gérandin – per capire se ci sono e quali sono gli aspetti convenienti di questa operazione, visto l’utile di 60 milioni annui che genera Cva e in considerazione del momento di difficoltà che sta vivendo, in consegeunza delle indagini in corso da parte della Guardia di Finanza e della Corte dei Conti. Probabilmente è il momento meno opportuno per procedere con una quotazione“.
Prende atto favorevolmente del cambio di contesto anche il Comitato Giù le mani dalle Acque e da CVA: “Chiediamo che, alla luce di queste correzioni, la Giunta regionale sospenda momentaneamente il processo di quotazione della Società Valdostana Acque e che si proceda ad un nuovo confronto, che coinvolga tutti i cittadini Valdostani in questa importante decisione“.

Pubblicato / aggiornato il 13/06/2017 alle 12:00
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Categoria: Salute