Arci VdA contro la chiusura dei giardini pubblici di Aosta
“La chiusura di uno spazio pubblico è una perdita per tutti“, scrive in una nota. E continua: “Ingabbiare il parco comunale, impedirne la fruizione notturna è sbagliato: perché si comunica alla cittadinanza una sensazione di paura e di emergenza – mentre Aosta resta comunque una città tranquilla – e perché si sposta l’eventuale problema in altre parti della città. Il migliore controllo del territorio è quello sociale. Seguendo la via già intrapresa da altre città europee, l’amministrazione comunale dovrebbe organizzare dei servizi di presidio, tipo ‘steward’. Due o tre persone, con una pettorina riconoscibile, che con la loro semplice presenza dissuadono gli altri da compiere comportamenti contrari alla civile convivenza e che, in caso di necessità, possono chiamare le forze dell’ordine. Una soluzione più efficace ed economica che la costruzione dell’ennesimo muro“.
Glarey, rivolgendosi al sindaco di Aosta, afferma che “la nostra ‘Veulla’ non è Londra e che il nostro parco non è ‘Hyde Park’ (e lui, in effetti, non è Sadiq Khan): basterebbe una maggiore cura del verde, un po’ più di pulizia e una persona in centro al parco, per controllarlo interamente!“.
Ironia a parte, invitiamo il Comune di Aosta a valutare una gestione della sicurezza cittadina più congrua e coerente con il progetto di una città aperta e ospitale.
Pubblicato / aggiornato
il 05/07/2017 alle 12:00
Categoria:
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