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Soldi nella scrivania del presidente RaVdA: niente seduta segreta del Consiglio Valle

Soldi nella scrivania del presidente RaVdA: niente seduta segreta del Consiglio Valle

L’indagine sul denaro e i documenti ritrovati celati nella scrivania del presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta è stata oggetto di dibattito in apertura della seduta del Consiglio Valle di giovedì 13 luglio.

Il presidente Pierluigi Marquis ha ritenuto doveroso dare informazione del ritrovamento, limitandosi però a dire di averne dato comunicazione alla Polizia di Stato e di non avere nulla a che vedere con la diffusione della notizia. “Si tratta di un fatto politicamente grave, di un’offesa alle istituzioni e della comunità valdostana, sul quale sono però tenuto a osservare il più stretto riserbo“, ha detto.
Capisco il riserbo – ha commentato il consigliere del Movimento 5 Stelle Roberto Cognettama ritengo doveroso ottenere una spiegazione chiara ed esauriente su come si sono svolti i fatti. In seduta segreta, se sarà ritenuto necessario. Ma noi siamo pubblici ufficiali e c’è anche in ballo la sicurezza della nostra onorabilità“.
Il capogruppo unionista Ego Perron ha invece detto: “Noi su questa vicenda avremmo preferito il silenzio. Ci uniamo però alla richiesta di Cognetta per avere chiarezza sui dettagli di ciò che è stato, andando al di là della telenovela mediatica di questi giorni“.
Augusto Rollandin ha ricordato che il ritrovamento è stato effettuato dopo oltre tre mesi che aveva lasciato quell’ufficio. ha detto di non aver sinora rilasciato commenti per la riservatezza richiestagli dalla Polizia giudiziaria. Ha poi aggiunto: “Non ho nulla a che fare e nulla so. Attendo l’esito delle indagini per avere chiarimenti definitivi rispetto a ciò che è successo e perché è successo“.
Jean-Pierre Guichardaz, capogruppo del PD-Sinistra VdA ha chiesto al presidente della Regione di parlare: “Marquis, lei sa più cose di noi e si è permesso di anticipare una sentenza, facendo una ricostruzione sommaria se non incosciente. Ora noi vogliamo sapere con chi siamo alleati e chi ci siede a fianco in quest’aula“.
Il presidente Marquis ha ribadito l’obbligo del silenzo impostogli dagli inquirenti. Allora Cognetta ha chiesto che si riunisse la Conferenza dei capogruppo, per decidere come affrontare la questione. Richiesta ribadita da Aurelio Marguerettaz, che ha accusato Marquis di essere inadeguato per la carica che ricopre non solo per l’esiguità delle preferenze ottenute alle elezioni (come già aveva avuto modo di segnalare) ma anche per “la sostanza“. “Se il sistema di sicurezza ha dei bachi – ha detto il consigliere unionista – ha dei bachi la Prefettura e questo sarebbe gravissimo. L’ufficio del presidente della Regione dovrebbe essere il luogo più sicuro della Valle d’Aosta. Chiedo chiarezza“.
Il presidente del Consiglio Valle ha dunque convocato la Conferenza dei capigruppo e i lavori sono stati sospesi.
Alla ripresa, Marquis ha ribadito la propria posizione.
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Stefano Ferrero, si è detto insoddisfatto delle risposte ottenute nel corso della riunione riservata. “Dall’esterno, l’intera questione appare come una brutta vicenda – ha detto -. Raccomandiamo  maggiore riservatezza e discrezione rispetto alla diffusione di notizie che danneggiano la Valle d’Aosta e generano una caccia alle streghe. Non fare chiarezza, lascia spazio a ulteriori speculazioni“. Ha infine chiesto che sia effettuata un’accurata verifica sui sistemi di sicurezza della Prefettura.
Mauro Baccega, capogruppo di Epav, ha espresso la propria preoccupazione per quello che è un brutto momento per l’intera classe politica e si è rammaricato per la mancata indicazione di informazioni puntuali.
Ego Perron ha detto che sarebbe stata gradita una puntuale ricostruzione di ciò che è avvenuto. “Prendiamo atto che tutto è rimandato alle indagini. Palpiamo un disagio che ci sembra evidente. Ci permettiamo di farci interprete di un ragionamento sulla sicurezza degli uffici: quelli della Prefettura ma anche quelli dove i Consiglieri svolgono il loro mandato“.
Jean-Pierre Guichardaz ha detto che nessun chiarimento è avvenuto, mentre si sarebbe aspettato che chi continua a parlare di cambiamento di metodo e di trasparenza lo facesse. “Ci stiamo facendo dettare l’agenda da entità diverse dalla politica e dalla magistratura. Da chi parte questa regia comunicativa?“, si è chiesto, ipotizzando un disegno di delegittimazione della politica senza averne previsto un’alternativa.
Aurelio Marguerettaz è intervenuto per mozione d’ordine: “I colleghi Ferrero e Cognetta hanno chiesto di proseguire in seduta segreta ma la Conferenza dei capigruppo non ha deliberato alcunché. E non abbiamo neppure avuto le scuse del presidente Marquis per aver indicato un responsabile della vicenda e averlo messo alla gogna mediatica“.
Il presidente Rosset gli ha ribadito che la questione della riunione segreta non è stata discussa in Conferenza poiché si è ritenuto sufficiente quanto comunicato. Perron lo ha smentito, affermando che l’argomento non era stato proprio affrontato ed era dunque rimasto aperto. “Noi non abbiamo detto che andava bene così“, ha precisato. “Cognetta aveva posto l’alternativa fra seduta segreta e sospensione per la riunione dei capigruppo e si è scelta la seconda opzione. In riunione si è deciso cosa dire in aula e ci siamo attenuti a tale decisione“, gli ha risposto Rosset. Cognetta ha precisato: “In Capigruppo io non ci sono e non ho ottenuto risposta alle mie istanze“. Il presidente Rosset ha replicato, chiudendo l’argomento: “Il presidente Marquis ha esplicitato che non poteva rendere dichiarazioni e quindi anche una riunione segreta sarebbe infruttuosa“.
 

Pubblicato / aggiornato il 13/07/2017 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione