I lavori del Consiglio Valle nel pomeriggio del 13 luglio
Nel corso della seduta consiliare del 13 luglio, il Capogruppo del Movimento 5 Stelle, Stefano Ferrero, è tornato ad approfondire la questione dei finanziamenti a favore della Casinò de la Vallée.
«Vorrei sapere – ha detto Ferrero – se sia intenzione del Governo regionale provvedere ad una rapida revoca dei finanziamenti, preso atto della recente inchiesta contabile promossa dalla Corte dei Conti nei confronti di diversi Consiglieri e Assessori regionali in ordine al presunto danno erariale causato proprio dall’erogazione di fondi a favore della società che gestisce la Casa da gioco. L’azienda è decotta, nessun privato ci metterebbe dei soldi ma la Regione continua a investirvi risorse, senza però prendere in conto una diversa gestione non solo del personale ma anche delle forniture e degli acquisti.»
L’Assessore alle società partecipate, Albert Chatrian, premettendo che «sicuramente per quanto riguarda le forniture, in questi pochi mesi, l’azienda ha messo in campo tutta una serie di rinegoziazioni e di nuovi bandi», ha riferito: «Non intendo entrare nel merito delle contestazioni della magistratura contabile, ma ricordo che i finanziamenti che abbiamo erogato in questo ultimo periodo sono stati disposti sulla base della legge regionale 7/2017 e le somme saranno destinate alla realizzazione delle iniziative finalizzate a sostenere la realizzazione del Piano di ristrutturazione. Un primo risultato è stato raggiunto con la sottoscrizione dell’accordo con il personale: un risultato importante che responsabilizza sia la società sia la Regione, e che consente di superare la procedura di licenziamento collettivo nonché di evitare il sostegno della garanzia fideiussoria nei confronti delle banche. I successivi trasferimenti saranno effettuati dopo un attento monitoraggio a riprova della credibilità degli interventi finalizzati al raggiungimento dell’equilibrio finanziario. La seconda e terza tranche non saranno erogate dall’ente pubblico se a quella data non saranno raggiunti gli obiettivi inseriti nel Piano: un Piano che è congruo, ponderato e realistico. Tra le priorità di questa nuova maggioranza vi è la volontà di ristrutturare questa azienda mediante interventi compatibili. La strada tracciata è molto stretta sia per quanto riguarda il controllo di gestione dei costi – si deve entrare nel dettaglio di ogni singolo acquisto e servizio all’interno della Casa da gioco – sia per quanto concerne la radiografia sugli andamenti dell’azienda. Il raggiungimento dell’accordo con il personale è un punto di partenza ma il punto di arrivo è quello di raggiungere entro il 2019 l’equilibrio di bilancio. Ieri abbiamo incontrato gli istituti bancari, che si sono detti preoccupati delle notizie sul falso in bilancio: in questa occasione, abbiamo confermato la nostra intenzione di sviluppare gli obiettivi del Piano con il fine di dare nuove prospettive a questa azienda.»
Nella replica, il Capogruppo Ferrero ha commentato: «L’Assessore ha molta fiducia, ma il M5S è critico nei confronti dei finanziamenti al Casinò: per noi è come dare dello zuccherino ad un malato in fin di vita. Suggerisco maggiore prudenza e mi appello al percorso fatto con ALPE quando era in minoranza: non trasformate la questione Casinò come una questione di voto di scambio per la prossima campagna elettorale. Io gradirei che, per senso del pudore, al momento delle votazioni su questo tema, ci fosse l’astensione da parte dei Consiglieri che sono dipendenti del Casinò o che hanno familiari che vi lavorano.»
I gruppi Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano e Union Valdôtaine, sono tornati a parlare della tematica dell’emergenza abitativa nel comune di Aosta illustrando un’interpellanza.
Il Capogruppo dell’EPAV, Mauro Baccega, ha infatti rappresentato la situazione di «circa 76 famiglie della città di Aosta, cui l’Amministrazione comunale ha comunicato l’intenzione di riprendere in esame le assegnazioni di emergenza abitativa a suo tempo effettuate sulla base delle leggi regionali in vigore antecedentemente al 2015. Adottando l’attuale norma, si potrebbero generare complicazioni di carattere sociale. Vorremmo quindi sapere dall’Assessore se abbia individuato una soluzione tampone o provvisoria a questa problematica già più volte sollevata e se intenda portare la tematica dell’emergenza abitativa in terza Commissione per un confronto aperto e approfondito, coinvolgendo anche il servizio famiglia e politiche giovanili dell’Assessorato alla sanità, salute e politiche sociali.»
L’Assessore all’edilizia residenziale, Stefano Borrello, ha risposto: «La tematica richiede serietà per trovare una soluzione ad un problema totalmente incardinata in capo al Comune di Aosta, ma che l’Amministrazione regionale non può sottovalutare. Al momento del passaggio della competenza da comunale a regionale, i contratti relativi a queste 76 famiglie non sono stati traferiti alla Regione perché presentavano anomalie. Per il prossimo 18 luglio il Comune di Aosta ha convocato una Commissione, invitando anche i rappresentanti regionali.»
L’Assessore Borrello si è poi detto «d’accordo col voler evitare uno scempio sociale: bisogna cercare di trovare delle sintesi nel rispetto della normativa vigente, capendo insieme col Comune di Aosta i margini di manovra, tenuto conto del fatto che nessuna sanatoria di nessun tipo sarebbe legittima. La principale criticità che sembrerebbe riguardare questi nuclei è la pluriennale mancanza di verifiche circa il permanere dei requisiti che danno titolo ad occupare l’alloggio in emergenza abitativa.»
In conclusione, l’Assessore alle opere pubbliche ha confermato «la massima disponibilità mia e del collega Bertschy per un confronto a 360 gradi in terza Commissione, anche di concerto con il Presidente Nogara. Il nostro intento è di affrontare davvero seriamente la problematica.»
Il Capogruppo di EPAV Mauro Baccega, nella replica, ha chiesto «uno sforzo ulteriore. Conosco perfettamente le difficoltà per avere la documentazione da parte del Comune di Aosta. Tra l’altro, dei 76 contratti solo due erano scaduti, mentre gli altri avrebbero potuto già essere trasmessi. Quindi, le responsabilità ricadono sul Comune di Aosta. In un’ottica di trovare una soluzione tampone, a suo tempo avevamo suggerito una proroga pluriennale per consentire a questi nuclei di rientrare nella possibilità di presentare domanda per il bando. Ringrazio per l’opportunità di approfondire in Commissione questo importante argomento.»
Con un’interpellanza, il gruppo Union Valdôtaine ha portato all’esame dell’Aula la calendarizzazione degli eventi enogastronomici estivi.
«Da diversi anni – ha spiegato il Consigliere Paolo Contoz (UV) -, sagre e feste spesso si accavallano, svolgendosi nella stessa data. Sarebbe invece importante renderne più omogeneo l’organizzazione, sia dal punto di vista temporale che dal punto di vista della dislocazione sul territorio, in modo da garantire ai valdostani ed ai turisti un’ampia varietà di eventi distribuiti nel corso dell’intera estate. Mi chiedo quindi se l’Amministrazione regionale intenda promuovere una calendarizzazione di tutti gli eventi enogastronomici estivi proposti sul nostro territorio, da attuarsi nei mesi di settembre/ottobre dell’anno precedente attraverso un accordo tra i Sindaci dei Comuni e i Presidenti delle Pro loco, da pubblicizzare successivamente anche attraverso la distribuzione agli alberghi presenti nella nostra regione.»
L’Assessore all’agricoltura e risorse naturali, Laurent Viérin, nella risposta, si è detto concorde con il collega Contoz «sulla necessità di realizzare un coordinamento tra i diversi eventi, tant’è che due mesi fa abbiamo convocato tutti gli Enti che avevano fatto domanda per accedere agli aiuti per l’organizzazione di iniziative enogastronomiche: abbiamo chiesto loro che si arrivasse ad un calendario unico degli eventi da trasmettere poi anche all’Assessorato al turismo. Infatti, le manifestazioni sono tante così come sono numerosi gli enti che le organizzano: ecco perché all’interno dell’Assessorato è nata una struttura per valorizzare la filiera alimentare e con funzioni di raccordo con il territorio. Avere una griglia unica, in primis tra Assessorati regionali, e poi con il territorio, includendo anche gli enti funzionali (Fondation Grand Paradis, Parco Mont-Avic…) è fondamentale per promuovere al meglio la Valle d’Aosta.»
Nella replica, il Consigliere Contoz ha osservato: «Un calendario unico per tutta la Valle serve a tutti ed è una forma di pubblicità per la nostra regione.»
Con un’interpellanza, il Movimento 5 Stelle ha chiesto delucidazioni in merito ai costi relativi ai lavori di ristrutturazione della Casa da gioco e del Grand Hôtel Billia. Il Consigliere Roberto Cognetta ha chiesto di approfondire «le operazioni di verifica dei requisiti svolte dal responsabile del procedimento o dalla direzione generale della Saint-Vincent Resort & Casinò in ordine ai partecipanti alle gare d’appalto per i lavori di ristrutturazione, visto che tre aziende sono finite nelle carte del processo per l’operazione Minotauro contro l’infiltrazione della ‘ndrangheta in Piemonte. Vorrei anche capire se sia intenzione del Governo regionale avviare, avvalendosi anche di esperti del settore, una verifica sui costi degli interventi in questione, anche richiedendo eventuali danni alle ditte coinvolte nei lavori o alla direzione lavori o effettuare, se del caso, le opportune segnalazioni alla magistratura contabile o ordinaria.»
L’Assessore alle società partecipate, Albert Chatrian, riferendo quanto comunicato dalla Casinò de la Vallée, ha dettagliato gli incarichi assegnati nella ristrutturazione tra il 2011 e 2013 a solo due delle aziende in argomento («mentre la restante non risulta aver mai operato per la Casino de la Vallée») e i relativi importi, così come ha specificato le procedure di verifica e i controlli, «da cui è emerso che l’interdittiva antimafia a carico di una delle due imprese è stata emessa il 13 maggio 2014, quindi l’anno successivo alla cessazione del rapporto contrattuale con la Casinò spa. Va precisato che per questa ditta prima dell’affidamento è stato chiesto il nulla osta dell’allora vigente normativa antimafia e sono state compilate le schede informative da consegnare all’Osservatorio dei lavori pubblici; prima degli affidamenti e in concomitanza con ogni pagamento sono stati acquisiti i certificati di regolarità contributiva, retributiva e fiscale da parte delle autorità competenti. Pare invece non risulti che la seconda ditta sia stata colpita da interdittiva: in ogni caso il Responsabile del procedimento dichiara che sono state compilate le schede informative da consegnare all’Osservatorio dei lavori pubblici.»
In relazione a segnalazioni di potenziali vizi relativi ai lavori di ristrutturazione, l’Assessore Chatrian ha comunicato: «La nuova governance aziendale ha convocato il Responsabile unico del procedimento, per richiedere formali deduzioni a lui e al tecnico collaudatore. Al termine di queste attività verrà valutata, se necessario, la percorribilità di un’azione civile di accertamento tecnico preventivo, per garantire la genuinità dell’accertamento tecnico in modo da evitare costi e tempi di una eventuale e potenziale causa in merito.»
Nella replica, il Consigliere Cognetta ha osservato: «Non tutto è stato eseguito a regola d’arte, anche perché mi risulta che ci sia un’altra ditta che non abbia lavorato correttamente. Per un controllo sulle imprese mi è stata sufficiente una ricerca su internet. I dubbi restano sulla sostanza, anche se la forma pare perfetta. Non saremmo a discutere di quanto accaduto se non si fossero sprecati tanti soldi, come nel caso della dismissione degli arredi.»
Il gruppo PD-SVdA ha illustrato un’interpellanza per rappresentare l’opportunità di procedere alla sostituzione di un rappresentante della Regione all’interno del Consiglio di amministrazione della Società Autostrade Valdostane. «Abbiamo già avuto modo in quest’Aula di sollevare perplessità in merito alle condizioni di inconferibilità o incompatibilità relative alla nomina di Fabio Marra, attualmente dipendente della SAV e rappresentante sindacale – ha specificato il Capogruppo del PD-SVdA, Jean-Pierre Guichardaz -. Pur essendo legittima, questa nomina ha creato imbarazzo anche da parte del socio di maggioranza dell’azienda, perché questa commistione di ruoli sta creando un cortocircuito ed è un elemento di destabilizzazione. Vorrei quindi avere la conferma se vi è l’intenzione di procedere per motivi di opportunità all’estromissione e alla sostituzione di Marra.»
Il Presidente della Regione, Pierluigi Marquis, ha risposto che «gli uffici regionali hanno verificato la rispondenza dei requisiti del signor Marra al dettato normativo e allo statuto della società. Riguardo all’opportunità della sua nomina, noi riteniamo che la SAV sia una società strategica, dove servono competenze per contribuire alla definizione delle politiche tariffarie e degli interventi manutentivi che sono centrali nella gestione aziendale, e vi è quindi la necessità di avere rappresentanti con le giuste professionalità per analizzare tutte le problematiche specifiche che sono affrontate nel Consiglio di amministrazione.»
Il Capogruppo Jean-Pierre Guichardaz ha ribadito che «non parliamo di questioni di legittimità e la maggioranza è libera di nominare chi vuole, ma credo che in questo caso si stia creando una situazione di imbarazzo non indifferente sia per la proprietà, sia per la dirigenza sia per i colleghi di Marra. Visto che c’è un problema di opportunità, perché insistere? Non si può trovare qualcun altro che sollevi l’azienda da questa situazione?»
Sul tema è intervenuto anche il capogruppo di Union valdôtaine progressiste, Alessandro Nogara, per far presente a Guichardaz che la scelta di Marra è stata fatta sulla base della competenza mentre il PD, in precedenti circostanze, ha inserito nei Consigli di amministrazione soggetti scelti esclusivamente sulla base della loro appartenenza politica.
I gruppi Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano e Union Valdôtaine sono tornati a parlare della tematica dell’emergenza abitativa nel Comune di Aosta illustrando un’interpellanza. Il Capogruppo dell’EPAV, Mauro Baccega, ricordando «il programma di recupero di alloggi del patrimonio di edilizia residenziale pubblica approvato nel 2015 dal Ministero delle infrastrutture e trasporti, nel quale è compreso un finanziamento di 938.299 euro per interventi di manutenzione straordinaria sul “grattacielo basso” del quartiere Cogne, ma anche interventi di miglioramento sismico, efficientamento energetico, posa del cappotto e cambio dei serramenti sui 24 alloggi esistenti», ha specificato: «I lavori avrebbero dovuto iniziare il 21 aprile 2017, ma prima del cambio di maggioranza si era definito di richiedere una proroga e la rimodulazione dell’intervento per realizzare 26 alloggi anziché 30. Oggi mi chiedo se questa richiesta sia stata effettivamente inviata al Ministero e, in caso contrario, quali siano stati i motivi ostativi, tenendo conto che si va incontro alla revoca del finanziamento.»
L’Assessore all’edilizia residenziale, Stefano Borrello, premesso che ad oggi «nulla è cambiato rispetto alle decisioni assunte sull’intervento, come proposte dallo stesso interpellante», ha risposto: «I monitoraggi degli interventi previsti dal decreto ministeriale competono alla struttura regionale edilizia residenziale, individuata quale responsabile dell’attuazione del programma ed hanno cadenza trimestrale. L’ARER, già dalla fine del 2016, aveva verbalmente richiesto di concedere una proroga della data di inizio lavori prevista per il 21 aprile 2017, informando di non poter procedere alla realizzazione dei 30 alloggi inizialmente previsti, dovendo limitare l’intervento ai 24 esistenti, per problemi di tipo urbanistico. Del problema sono stato informato il 27 marzo scorso e, su indicazione degli uffici, ho richiesto di aggiornare tutti i monitoraggi degli interventi in corso con il Ministero per poter supportare al meglio la richiesta di proroga di inizio lavori e di rimodulazione dell’intervento. Gli uffici, non avendo ricevuto nei quindici giorni successivi alla scadenza del termine della data di inizio lavori né i monitoraggi richiesti né le rimodulazioni da proporre, permanendo dubbi non chiariti sugli aspetti urbanistici, hanno verbalmente concordato con il Ministero che sarà con il monitoraggio che stiamo attuando in questo momento che si motiverà il mancato avvio dei lavori e si richiederà la rimodulazione dell’intervento come poi formalizzato dall’ARER con una nota del 30 maggio scorso, trasmessa per conoscenza allo stesso Ministero.»
«Siamo pertanto giunti alla conclusione, prima di formalizzare ulteriori comunicazioni al Ministero, di invitare l’ARER a fornire rassicurazioni circa il superamento delle difficoltà urbanistiche emerse, a garanzia del corretto utilizzo del finanziamento concesso – ha aggiunto l’Assessore Borrello -. Le nostre intenzioni sono quelle di assecondare la richiesta, tra l’altro già trasmessa dall’ARER al Ministero, non appena avremo garanzia circa il superamento delle responsabilità di competenza urbanistica e delle potenziali criticità emerse.»
Il Capogruppo di EPAV Mauro Baccega, nella replica, ha affermato: «Non era necessaria una risposta in burocratese. Sui 24 alloggi esistenti si sarebbe potuto già intervenire. Non capisco se ci sia la volontà di allocare altrove le risorse, sempre che sia possibile, o se davvero si intenda portare a termine questa procedura. L’ARER ha sospeso la valutazione del progetto, ma a seguito del deposito di questa interpellanza ci si è di nuovo messi in moto. Alla base della ristrutturazione del grattacielo basso c’è una motivazione molto forte: la predisposizione di un numero di alloggi che potessero accogliere famiglie con disabili. È questa la strada che deve percorrere la buona amministrazione.»
Il gruppo Union Valdôtaine ha chiesto di fare il punto della situazione sull’acquisizione di nuovi tre treni bimodali a favore della Valle d’Aosta che si aggiungeranno ai cinque già contrattualizzati. Ripercorrendo la scelta fatta a suo tempo di acquistare cinque treni bimodali diesel/elettrico destinati alla tratta ferroviaria Aosta-Torino al fine di consentire l’intero percorso senza cambiare treno a Ivrea, ovviando così alla cosiddetta rottura di carico imposta dal divieto di accesso alla stazione di Torino Porta Susa per i treni diesel, il Vicecapogruppo dell’UV Aurelio Marguerettaz ha ricordato che nel mese di dicembre 2016 il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) ha approvato «un finanziamento per l’acquisto di ulteriori tre treni bimodali a favore della nostra regione e sul quale i dirigenti regionali competenti hanno già elaborato e inviato un piano generale. Vorremmo conoscere le intenzioni del Governo e i tempi previsti e capire se l’acquisto di questi ulteriori treni, ad oggi non previsto ma che ci consentirebbe di avere una flotta completa di treni, inciderà nel processo di gara per l’aggiudicazione del servizio ferroviario che si svolgerà nei prossimi mesi.»
L’Assessore ai trasporti, Claudio Restano, ha risposto che «a seguito della pubblicazione ad aprile 2017 della Delibera CIPE del 1° dicembre 2016, gli uffici regionali hanno fornito al Ministero un Piano di investimento e successivamente hanno contattato i referenti ministeriali che si occupano della relativa attuazione. Attualmente l’istruttoria ministeriale risulta ferma in attesa di circolari attuative e gli uffici seguono l’evoluzione dell’iter. Data l’incertezza delle tempistiche per la conclusione dell’iter di istruttoria ministeriale, ad oggi non è possibile definire i tempi per l’attuazione dell’intervento.»
In merito al processo di gara per l’aggiudicazione del servizio di trasporto pubblico ferroviario regionale, l’Assessore ha sottolineato che «i documenti di gara per l’affido sono prossimi all’approvazione. Non potendo contare, alla data ipotizzata per l’approvazione di tali documenti, su informazioni certe in merito all’acquisto di ulteriore materiale bimodale, i documenti di gara individuano soluzioni flessibili e uno scenario compatibile con una dotazione iniziale di cinque treni e, eventualmente, una sua successiva implementazione, con la possibilità di rianalizzare l’equilibrio economico finanziario a base di contratto.»
L’Assessore Restano ha quindi concluso: «L’approvazione della legge regionale 22 del 2016 ha segnato un profondo cambiamento rispetto alla politica regionale in materia di ferrovia, perché ha posto al centro del sistema ferroviario l’elettrificazione della tratta Aosta-Torino: siamo prossimi alla firma dell’accordo quadro e avvieremo un confronto con il Ministero per capire se la somma stanziata per gli ulteriori tre bimodali sarà possibile utilizzarla per interventi di altro tipo.»
Il Consigliere Marguerettaz, nella replica, ha parlato di «sdoppiamento di personalità dell’Assessore: prima dice che gli uffici hanno fatto tutte le pratiche necessarie, poi in chiusura annuncia che si opterà per l’elettrificazione. Ricordo che in Commissione consiliare il dirigente dell’Assessorato ha comunicato che i consulenti hanno riferito che la soluzione sull’elettrificazione non migliorerebbe i tempi di percorrenza rispetto alla soluzione dei treni bimodali. Se rinunciamo a 30 milioni di euro significa che siamo all’assurdo: mi sembra di essere su scherzi a parte.»
Con un’interpellanza, il gruppo M5S è tornato sulla tematica delle assunzioni di personale da parte della Compagnia Valdostana delle Acque spa. Richiamando la legge regionale 20/2016 sulla trasparenza delle società partecipate, che ha dettato, tra gli altri, le regole per l’assunzione del personale a tempo indeterminato e determinato (selezione pubblica, accertamento della lingua francese), il Consigliere Roberto Cognetta ha osservato: «Le sette assunzioni a tempo determinato effettuate dalla CVA nel 2017 sono avvenute attraverso l’utilizzo di agenzie di lavoro interinale con contratti che vanno da 4 a 12 mesi, senza che fossero effettuate delle prove di lingua francese. Chiedo quindi al Governo regionale se abbia l’intenzione di dare indicazioni al Consiglio di amministrazione della CVA affinché annulli i contratti di lavori e predisponga un bando pubblico di selezione e assunzione a tempo determinato in rispetto delle norme in vigore.»
Il Presidente della Regione, Pierluigi Marquis, ha risposto: «CVA ha precisato che nel corso del 2017 non ha fatto assunzioni. E questo, da un lato nell’attesa dell’adozione del regolamento per l’accesso al mercato del lavoro delle società controllate – previsto dalla legge regionale n. 20/2016 e che deve essere approvato entro il 21 luglio 2017 – e, dall’altro lato, in attesa della deliberazione relativa alle modalità di accertamento della conoscenza della lingua francese o italiana, sempre in base alla legge regionale n. 20/2016.»
«Per far fonte alle proprie esigenze – ha precisato il Presidente Marquis -, CVA si è così avvalsa di personale a tempo determinato, per il tramite di agenzie di somministrazione di lavoro interinale. Ai sensi dell’articolo 30 del decreto legislativo 81/2015, il lavoratore somministrato è un dipendente dell’agenzia di somministrazione che ricopre il ruolo di datore di lavoro, mentre l’azienda (in questo caso, CVA) è l’utilizzatore che si avvale della prestazione del lavoratore somministrato, a fronte della stipula di un contratto commerciale. Per tutte queste ragioni, non trattandosi di assunzioni dirette, non c’è violazione della norma e non ci sono le condizioni per intervenire sul Consiglio di Amministrazione come auspicato nell’interpellanza.»
Il Presidente della Regione ha infine detto di condividere «le considerazioni del Consigliere Cognetta, ma stiamo parlando di una società di proprietà pubblica, pur dovendo muoversi nel pubblico mercato. Per ampliare oggi l’organico bisogna capire le esigenze di personale in un arco temporale di prospettiva. È corretto andare nella direzione della legge n. 20/2016 ma occorre fare delle valutazioni.»
Il Consigliere Cognetta ha quindi replicato: «Si è subito evidenziata una pecca della legge in questione: la mancata previsione di potersi avvalere delle agenzie interinali. Fatta la legge, trovato l’inganno, come in questo caso. Vorrei capire se CVA ha intenzione di adeguarsi alle regole o continuerà ad assumere a suo piacimento. Restiamo in un ambito di civiltà politico, CVA deve seguire la norma.»
Il gruppo PD-SVdA è tornato ad affrontare il tema dell’assistenza alle persone anziane con un’interpellanza. Il Capogruppo Jean-Pierre Guichardaz ha posto l’accento sul fatto che in Valle d’Aosta «esistono contributi, ma che riguardano il sostegno per la cosiddetta badante o sconti per i malati, a favore delle famiglie che mantengono nel proprio contesto ambientale e sociale l’anziano non autosufficiente. In alcune realtà, esiste l’assegno di cura, una forma di riconoscimento, indipendente dal reddito, ai familiari che per scelta decidono di mantenere a casa l’anziano: un sostegno che riconosce quindi l’assistenza come un lavoro e che come tale deve essere retribuito. Anche nella nostra regione in passato era già stato previsto e veniva erogato, ma oggi non è più così. Vorrei quindi sapere se vi sia l’intenzione di ragionare sull’alternativa domestica rispetto all’istituzionalizzazione in servizi residenziali. Favorire gli anziani presso il proprio domicilio sarebbe un segnale politico importante.»
L’Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Luigi Bertschy, nella risposta, ha ricordato che «tematiche come queste coinvolgono più Istituzioni: Regione, USL ed Enti locali. I tempi sono cambiati perché le risorse sono cambiate e, in assenza di risorse, l’assegno di cura, una volta erogato, non è più stato finanziato. Il bilancio che abbiamo approvato dà alcune risposte a questa questione ma va alimentato: attualmente è rimasta la possibilità di ottenere delle disponibilità economiche per non istituzionalizzare gli anziani attraverso le badanti o il servizio domiciliare. Stiamo lavorando per organizzare le politiche degli anziani del futuro attraverso una gestione diversa. Coinvolgeremo anche l’Università in questo progetto di riorganizzazione. Oggi, si potrebbe tornare all’assegno di cura, perché crediamo molto nella possibilità di tenere gli anziani al proprio domicilio. Se per le malattie oncologiche si è riusciti ad organizzare servizi efficaci, molto si può fare per garantire una politica migliore di assistenza per gli anziani, sapendo che si possono anche aprire opportunità di lavoro, ma con una visione diversa da quella totalmente pubblica che abbiamo avuto fino ad ora. Ma non è solo l’assegno di cura che può fare fronte a queste situazioni: per anni abbiamo costruito strutture per anziani per rispondere in maniera più efficace ai bisogni sul territorio, oggi dobbiamo realizzare una politica che sappia mantenere questi presidi sul territorio e affiancarla a maggiori servizi di assistenza domiciliare. Non è solo una questione di risorse ma di educazione e messaggi culturali. C’è bisogno di un’inversione di tendenza rispetto a quanto fatto negli ultimi anni, proponendo un modello di società diverso e ancora più attento alle tante fragilità delle nostre famiglie. Dobbiamo guardare al presente ma con un’attenzione alla sostenibilità futura.»
Il Capogruppo Jean-Pierre Guichardaz ha replicato: «Gli assegni di cura erano significativi perché riconoscevano il valore della cura e dell’assistenza. In una situazione di progressivo invecchiamento della popolazione, non dovremmo nemmeno porci il problema di togliere lavoro alle strutture sul territorio: credo che si potranno far convivere le diverse situazioni. Invito il Governo a ripensare ad una politica di incentivazione dell’assistenza domestica come lavoro: ragioniamo anche noi in questa direzione perché si tratta anche di una pratica socialmente positiva.»
La riclassificazione della linea ferroviaria Aosta/Pré-Saint-Didier è stato l’argomento affrontato con un’interpellanza illustrata dal gruppo Union Valdôtaine. In particolare, il Vicecapogruppo Aurelio Marguerettaz ha evocato le bozze di protocollo d’intesa con RFI spa, la società di gestione della rete ferroviaria nazionale, per l’istituzione di un tavolo tecnico finalizzato anche alla definizione degli interventi da realizzare sulla linea Aosta/Pré-Saint-Didier al fine di consentirne la riclassificazione. «Si tratta di interventi fondamentali – ha detto Marguerettaz – in quanto nel prossimo futuro difficilmente si troveranno treni di peso inferiore alle 18 tonnellate per asse che potranno circolare su questa linea: sarà quindi necessario sostituire totalmente i binari con un costo di circa 15 milioni, da sommarsi ai 15/20 milioni per i lavori di riclassificazione.»
Il Consigliere ha poi osservato: «Le previsioni iniziali del costo di studio per la riclassificazione si attestavano sui 500 mila euro, mentre ora passano a poco meno di 1,5 milioni, con un aumento del 300 per cento. Vorremmo quindi capire le ragioni di questa lievitazione di costi e se non si ritiene necessario fare una valutazione sulla congruità al fine di evitare l’accoglimento a scatola chiusa della sola proposta di RFI. Chiediamo poi, se alla luce delle relazioni tecniche, si ritenga ancora realistico parlare di un collegamento ferroviario fino a Courmayeur.»
L’Assessore ai trasporti, Claudio Restano, ha riferito: «L’importo di circa 500 mila euro era stato ipotizzato da RFI, in una riunione nel mese di febbraio 2017, in assenza di una ricognizione del numero di opere d’arte da verificare presenti sulla tratta e per questo non è mai stato formalizzato. RFI si era quindi impegnata a fare tale verifica e, su questa base, a formulare un calcolo più preciso degli oneri per l’esecuzione delle prove e dello studio strutturale necessario per definire gli eventuali lavori da effettuare sulla linea al fine di eliminare l’attuale vincolo di 16 tonnellate per il carico assiale. La valutazione di RFI è stata trasmessa via mail all’Amministrazione a fine marzo 2017, corredata dal numero di opere d’arte (un centinaio) presenti sulla linea che dovranno essere verificate e sulle quali dovranno essere effettuate le prove non distruttive in loco. L’affidamento del servizio per l’esecuzione delle prove e la redazione dell’analisi strutturale sarà, secondo quanto anticipato da RFI, oggetto di una gara d’appalto: si tratta di analisi su manufatti ferroviari sui quali RFI è il soggetto più competente a valutare interventi, procedure e costi. Nell’ambito dell’iter di affidamento, il mercato definirà l’effettiva congruità del prezzo.»
In merito al collegamento ferroviario fino a Courmayeur, l’Assessore Restano ha osservato: «La soluzione ferroviaria richiede investimenti elevati che necessitano di un’attenta analisi di sostenibilità economico-finanziaria e che nascondono anche insidie tecnico-gestionali. Le necessarie scelte saranno definite con il Programma strategico di interventi predisposto ai sensi della l. r. 22/2016 che contiene disposizioni per una ferrovia moderna ed un efficiente sistema pubblico integrato dei trasporti.»
Il Consigliere Marguerettaz ha quindi replicato: «Solo quando la maggioranza scrive sui social o pubblica comunicati stampa ha certezze granitiche. Invito l’Assessore Restano a meditare sulla sua attività, dato che prima ha annunciato con enfasi la riapertura della tratta, ma poi ha affermato che il servizio sostitutivo di autobus è pienamente soddisfacente e conveniente. In modo pervicace state facendo scelte sciagurate, in danno alla pubblica Amministrazione.»
Pubblicato / aggiornato
il 14/07/2017 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione
