Comitato VdA Riparte: l’elettrificazione della linea ferroviaria dipende dalla volontà politica
Il Comitato VdA riparte ha fatto il punto sullo stato del cantiere ferroviario in Valle d’Aosta, a sette mesi dall’approvazione della legge di iniziativa popolare 22/2016 e alla luce delle ultime notizie uscite dal Consiglio Valle.
La sintesi sta nelle ultime parole di Elio Riccarand, tra i componenti del Comitato “L’elettrificazione della linea ferroviaria dipende dalla volontà politica e dalla capacità di continuare a fare pressione per velocizzare i diversi passaggi”. Di fatto, dal quadro fatto a più voci dal Comitato, l’iter per l’attuazione della legge di iniziativa popolare, votata all’unanimità dal Consiglio regionale, va avanti, seppur con qualche ritardo, considerato non preoccupante.
Riccarand ha ricordato che “In Consiglio deve essere ancora presentato il programma strategico contenente diversi interventi tra cui, al primo punto, l’elettrificazione della linea. Questo programma non è stato ancora presentato ma c’è una bozza pronta in realtà, un buon lavoro tecnico, anche se il programma strategico è di indirizzo”. Il documento dovrebbe passare all’analisi del Consiglio regionale nel mese di settembre.
Cosa è successo per ora?
Dopo l’approvazione della legge di iniziativa popolare 22/2016 è stato creato un tavolo di lavoro tra Regione e Comitato. Il 17 gennaio 2017 si è svolto un incontro con RFI. “Da questo incontro – racconta Riccarand – abbiamo avuto una sorpresa: RFI era disposta a fare i lavori sulla linea senza richiedere finanziamenti regionali a condizione che ci fosse un accordo quadro tra Regione e RFI in cui la Regione si impegnasse a utilizzare la linea e la sua capacità. Accordo che RFI ha fatto in tutte le regioni. Questo nessuno mai ce lo ha detto. Da parte sua RFI si impegna, a coprire gli interventi sulla linea e le manutenzioni con fondi propri”.
Sulla base di questo il Comitato ha lavorato ad un nuovo tavolo con RFI e Regione per mettere in piedi l’accordo. Fino al 25 maggio sono andati avanti gli incontri e nell’ultima riunione sono stati definiti i termini dell’accordo quadro e del protocollo d’intesa che disciplina tempi e modalità. “Ora stiamo aspettando che l’accordo quadro sia approvato dalla Giunta regionale – ha spiegato Riccarand – e dal CDA di RFI. Sembra che non ci siano particolari difficoltà”.
Il protocollo d’intesa istituzionalizza un tavolo tra Regione e RFI che si riunirà ogni 2 mesi, convocato dalla Regione e che avrà tutti i poteri decisionali sulla linea.
Tra i contenuti dell’accordo, sul troncone Ivrea–Aosta, in primis figura l’elettrificazione della linea, con sancito e specificato che, entro 90 giorni dalla firma dell’accordo, debbano partire le procedure per l’elettrificazione. Secondo punto importante poi è la velocizzazione della tratta, con interventi a carico di RFI. Obiettivo del Comitato Si Riparte è che da Aosta a Torino si impieghi non più di un’ora e mezza.
Per l‘Aosta -Pré-Saint-Didier la situazione è più complessa “e crea qualche perplessità anche al Comitato – ha evidenziato Antonio Fuggetta – ma dobbiamo dare continuità a questo progetto e alle sue prospettive, è legge”. Su questo fronte l’accordo quadro indica come obiettivo primario riattivazione della linea entro settembre 2018. “La finalità è dare subito risposta ai pendolari. Al mese di dicembre saranno 2 anni che la linea è chiusa – ha continuato Fuggetta – dobbiamo anche chiederci in che condizioni è oggi. Dobbiamo fare ragionamenti di prospettiva su come potremmo più avanti utilizzarla, con il prolungamento verso Courmayeur”.
E sui bimodali?
Assurdo proseguire su questo indirizzo per il Comitato e con l’acquisto di altri tre bimodali come emerso dal recente nella discussione nel Consiglio regionale. A seguito di una dura presa di posizione dal parte del Comitato è fatto seguito una nota del Governo regionale che evidenzia “come concordato in sede di maggioranza, la Giunta ha stabilito di richiedere al Ministero delle Infrastrutture e trasporti una valutazione della possibilità di impiegare il finanziamento destinato all’acquisto di materiale rotabile, in particolare di tre treni bimodali, di circa 24 milioni di euro, a interventi relativi all’infrastruttura ferroviaria tra Ivrea e Aosta, come indicati dalla l.r. 22/2016”.
Un passaggio dunque da verificare ma che andrebbe nella linea auspicata dal Comitato che evidenzia “i bimodali costano il doppio dei treni elettrici, per acquisto e gestione. È stata fatta dunque una scelta sbagliata in passato. Non è assolutamente accettabile però che se ne acquistino altri 3 ora che l’indirizzo è di altro genere. Quando cominceranno i lavori di elettrificazione – ha sottolineato poi Paolo Meneghini – comporteranno interruzioni a pezzi e i bimodali potranno essere utilizzati solo in parte e quindi è un’assurdità insistere nell’acquisto. I fondi per l’infrastruttura non saranno persi, potranno essere utilizzati per comprare treni elettrici e non bimodali”.
“Scegliere i bimodali significa voler rinviare l’elettrificazione della linea – ha concluso Elio Riccarand – È un problema di volontà politica. I bimodali rispetto all’approvazione della legge vanno non hanno alcun senso. Bisogna partire subito per preparare le procedure per elettrificare, per il progetto definitivo, ma bisogna avere contatti con Ministero e Regione Piemonte. Chi pensa ai bimodali ovviamente cerca di procrastinare il più possibile tale iter. Sappiamo tutti che si tratta di una grande sfida, nessuno lo nasconde”.
Pubblicato / aggiornato
il 25/07/2017 alle 12:00
Categoria:
Economia e Lavoro
