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I lavori del Consiglio Valle nel pomeriggio del 26 luglio

I lavori del Consiglio Valle nel pomeriggio del 26 luglio

Nella seduta del 26 luglio, il Consiglio Valle ha trattato l’argomento del nuovo ospedale con un’interpellanza posta dal gruppo PD-SVdA.

Il Capogruppo del PD Sinistra VdA Jean-Pierre Guichardaz, evidenziando che il tema «è da tempi immemorabili nell’agenda politica regionale e che gli ultimi tre Assessori alla sanità, da Fosson a Viérin a Bertschy, hanno ribadito che serve un unico presidio che permetta al personale di lavorare al meglio e ai cittadini di avere buoni servizi», ha chiesto delucidazioni in merito al cronoprogramma dei lavori, dei costi previsti e di quelli sostenuti fino ad ora per la sua attuazione. «Dalle dichiarazioni dell’Assessore Bertschy sembra inoltre che, terminate la raccolta di informazioni e la fase di ascolto, sarebbe stata avviata una fase di progettazione partecipata e di condivisione degli obiettivi. Ci chiediamo quindi in quale fase ci troviamo ora e se vi sia l’intenzione di interessare nel processo anche il Consiglio regionale attraverso i suoi organismi istituzionali
L’Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Luigi
Bertschy, ha risposto: «Quest’opera deve diventare un patrimonio della comunità e l’attenzione di questo Consiglio deve essere massima, a maggior ragione ravvisato che le numerose azioni messe in campo non hanno condotto ad una conclusione efficace e univoca. Occorre completare il percorso in termini politici, non soltanto tecnico-amministrativi, al fine di rappresentare correttamente la situazione ai cittadini. Non è quindi pensabile prescindere da un confronto in Consiglio, tanto che intendiamo, entro il prossimo mese di settembre, fornire tutte le informazioni alla Commissione. In un’ottica di trasparenza e per sgombrare ogni dubbio, vogliamo anche stimare il valore complessivo economico e la fattibilità tecnica di un eventuale intervento di adeguamento sismico dell’attuale ospedale Parini. Un intervento, questo, che comunque comporterebbe la necessità di avvalersi di una struttura polmone per garantire la continuità delle cure e delle prestazioni sanitarie. Abbiamo chiesto alle strutture dell’USL di approfondire la questione, in modo da poter disporre di tutte le informazioni utili a eliminare il dubbio di poter fare qualcosa di diverso e meno impattante dal punto di vista delle spese.»
L’Assessore alla sanità ha anche sintetizzato le tappe dei lavori di ampliamento dell’ospedale Parini, partendo dal Programma triennale della società Coup 2016/2018, elaborato in base alle conclusioni del Comitato scientifico sulla tutela del rilevante patrimonio archeologico rinvenuto: «
Per rispettare le prescrizioni archeologiche e ottimizzare le tempistiche è prevista la realizzazione di due lotti prioritari (collegamento sanitario interrato di viale Ginevra e avvio del procedimento di revisione progettuale della fase 3 di realizzazione dell’ampliamento ad est). Il cronoprogramma prevedeva l’inizio dei lavori del primo lotto ad aprile 2017, del secondo a settembre 2017 e del terzo lotto fase 3 a gennaio 2019. Sono iniziati a maggio (anziché ad aprile) i primi lavori di spostamento della fognatura propedeutici all’avvio dei lavori del primo lotto della fase 3, consegnati lo scorso 24 luglio. La gara per l’aggiudicazione del secondo lotto verrà avviata a settembre (con un ritardo di almeno 3 mesi). Siamo inoltre in attesa di capire se occorra indire una nuova gara per la progettazione, in quanto le nuove norme nazionali sugli appalti, molto più stringenti rispetto al verificarsi di impatti sostanziali come quelli derivanti dal ritrovamento archeologico, hanno costretto Coup a interrompere i contratti in essere. Entro fine mese dovremmo risolvere questo passaggio cruciale, in quanto l’indizione di una nuova gara allungherebbe i tempi
«
I costi fino ad oggi sostenuti, escluso il costo per l’acquisto del parcheggio di via Roma, ammontano a poco meno di 11 milioni di euro, cui vanno aggiunti la spesa per il primo lotto, variante fase 3 già aggiudicata stimata in circa un milione di euro – ha concluso l’Assessore alla sanità -. La restante spesa preventivata sugli anni 2018/2022 è di circa 124 milioni, oltre alle spese per il funzionamento della società Coup. Il totale complessivo del programma è sempre stimato in circa 136 milioni di euro
Il Capogruppo
Guichardaz, nella replica, ha sottolineato: «Questo tema non vede grandi progressi: si parla sempre di ritardi, di problemi. È un tema divisivo da ormai quarant’anni, perché non si arriva mai ad un risultato concreto, limitandosi a rappezzare, continuando a dilapidare denaro. Ad oggi, abbiamo speso di più rispetto alla variazione di bilancio di quest’anno. Evidentemente, quest’opera ha la capacità di raddoppiare i costi preventivati. Prima di parlare con la cittadinanza, sarebbe opportuno definire le direttive politiche, in modo da poter offrire dati certi e alternative. Sono praticamente certo che nella prossima Legislatura si continuerà a parlare di questo progetto


 


Con un’interpellanza, il Movimento 5 Stelle ha chiesto delucidazioni in merito al trasferimento del personale addetto all’assistenza domiciliare ad attività d’ufficio. Il Consigliere Roberto Cognetta, richiamando il caso di un comando di un dipendente di una Unité des Communes presso l’Assessorato regionale della sanità, ha chiesto di approfondire «le modalità con cui avvengono gli spostamenti dei lavoratori dall’assistenza socio-sanitaria del territorio agli uffici regionali. Mi chiedo inoltre se sia intenzione dell’Assessore cambiare tali regole, tenuto conto che si sono verificati casi di persone che necessitano di lavorare in ambito amministrativo, in quanto il ruolo di operatore socio-sanitario è molto usurante, faticoso, e spesso dà luogo a problemi alla schiena e alle braccia che, quando sono reiterati, minano pesantemente la salute
L’Assessore alla sanità, Luigi
Bertschy, ha riferito che «il caso in questione non riguarda uno spostamento definitivo, bensì una procedura di mobilità temporanea (prevista dalla legge regionale n. 22/2010 sul comparto unico) motivata dalla necessità per l’Assessorato regionale, nell’ambito della riorganizzazione del modello del welfare valdostano con particolare riguardo agli anziani, di avere una figura di supporto che conoscesse in maniera approfondita i servizi territoriali di assistenza agli anziani residenziali e domiciliari. La proroga al comando è stata richiesta in quanto il processo di riorganizzazione è ancora in corso e si dovrà completare entro fine anno con il dipendente che tornerà all’Unité.»
Riguardo alle procedure di mobilità definitiva, l’Assessore ha osservato che «
non ho nessuna intenzione di spostare in via definitiva un dipendente – pensando peraltro ai tanti operatori socio-sanitario presenti sul territorio – senza una preventiva valutazione di merito improntata alla trasparenza, ai requisiti e ai livelli. Riguardo infine alla questione che vi sono sempre più operatori socio-sanitari con limitazioni fisiche dovute ad un lavoro usurante che svolgono da molti anni, è mia intenzione aprire un confronto con la Direzione del personale e con le Unités des Communes per valutare come intervenire e riprogrammare la loro attività lavorativa.»
Nella replica, il Consigliere
Cognetta si è detto soddisfatto, perché «l’Assessore ha dato rassicurazioni sulla chiusura del caso in questione e ha confermato che non si tratta di uno spostamento definitivo, ma al termine, dicembre 2017, non sarà più rinnovato. Sono contento che si apra un dibattito sugli operatori socio-sanitari: alcune Unités hanno fatto terrorismo su questi lavoratori che non riuscivano più a svolgere il proprio ruolo per problemi di salute. L’Amministrazione ha il dovere di dare risposte a queste criticità, soprattutto perché, in particolare in questo momento, il posto di lavoro è sacro


Il Consiglio Valle, con 30 voti a favore e un’astensione (M5S), ha approvato il Rendiconto generale della Regione autonoma Valle d’Aosta per l’esercizio finanziario 2016. L’Assemblea ha altresì preso atto di cinque Relazioni della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti in materia di: processo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie direttamente e indirettamente possedute dalla Regione; bilancio di previsione 2016 della Regione; Rendiconto generale 2015 della Regione; gestione del Servizio sanitario della Regione nell’esercizio 2015; tipologia delle coperture finanziarie adottate nelle leggi regionali approvate nel 2015.
Il Rendiconto è stato illustrato all’Aula dal Consigliere Gerandin e dall’Assessore Chatrian.
«
Al netto del contributo allo Stato di 240 milioni di euro – ha dichiarato il Consigliere relatore Elso Gerandin (GM) -, le previsioni definitive di spesa si assestano a 1 miliardo 131 milioni di euro, in diminuzione di 107 milioni rispetto al 2015, e le somme impegnate a 975 milioni, 102 milioni in meno rispetto al 2015. Un dato che incide pesantemente è proprio l’importo complessivamente accantonato per il risanamento della finanza pubblica, un contributo iniquo rispetto alle altre Autonomie speciali, un’illegittima appropriazione come peraltro sancito dalla Corte costituzionale.»
«
La gestione di competenza del 2016, derivante dalla sola differenza delle entrate accertate e delle spese impegnate, chiude con un avanzo di 87 milioni 263 mila 845 euro – ha aggiunto Gerandin -. Risulta inoltre notevolmente migliorato l’equilibrio di parte corrente rispetto alla previsione 2016. Invece, il risultato di amministrazione alla chiusura dell’esercizio 2016 presenta un disavanzo di 121 milioni di euro e tenendo anche conto dei fondi a destinazione vincolata accertati e non impegnati e dei fondi da accantonare, il disavanzo di 278 milioni 836 mila 628 euro del 2015 (anno in cui è stata applicata per la prima volta la disciplina prevista dal decreto legislativo n. 118/2011 in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici e si è proceduto ad un riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi) si riduce di 76 milioni 845 mila, portando il nuovo disavanzo a 201 milioni 991 mila 527 euro. È forse questa la buona notizia del Rendiconto 2016: non dovremo ammortizzare 9,3 milioni per trent’anni, come prospettato lo scorso anno, ma rientrare molto prima dal disavanzo accertato nel 2015. Un altro aspetto positivo è che sono state risolte le criticità di cassa che si erano manifestate negli ultimi anni e ciò è dovuto al fatto che lo Stato ha iniziato a trasferire il credito relativo alle somme di accise energia elettrica e birra maturato nel periodo 2011-2014.»
L’Assessore al bilancio, Albert
Chatrian, ha affermato che «con l’applicazione del decreto legislativo n. 118, e con la modifica normativa inserita nella legge di bilancio dello Stato per il 2017, a partire dall’anno in corso non c’è più il vincolo di spesa del patto di stabilità, ma diventa obbligatorio il rispetto del pareggio di bilancio: si tratta di una buona norma laddove impone che ci sia uniformità fra documenti contabili degli enti pubblici, a garanzia di una migliore lettura e maggiore trasparenza nella gestione del denaro pubblico. Come si può intuire, l’introduzione dell’armonizzazione non è stata indolore né semplice. Occorre ancora affinare l’approccio al bilancio armonizzato, soprattutto da parte dei dirigenti, per ottimizzare l’utilizzo delle risorse assegnate, con un duplice obiettivo: da una parte evitare la formazione di debiti fuori bilancio, come è successo nel 2016 e dall’altra, in applicazione del principio della competenza “potenziata”, prevedere stanziamenti finalizzati alla copertura delle spese effettivamente impegnabili e liquidabili.»
Sul fronte della spesa, l’Assessore ha riferito che «
a fronte di 867 milioni di euro di spese correnti, le spese di investimento ammontano a 70 milioni di euro (ossia il 7,47% della spesa totale). Nel 2015 le spese correnti ammontavano a 921,41 milioni di euro e le spese di investimento a 108,18 milioni di euro. Quanto al rapporto tra pagamenti e impegni, è abbastanza buono: si attesta infatti all’83,91%, in crescita rispetto al 2015, quando il rapporto era del 63,81%. Nel 2016, rispetto al 2015, c’è stato dunque un miglioramento della capacità di spesa sul quale ha indubbiamente inciso anche l’applicazione dei nuovi principi contabili.»
La spesa che ha assorbito i maggiori impegni è la sanità con 295,1 milioni di euro, per la quale sono stati reiscritti circa 40 milioni relativi alla mobilità passiva; il personale (che comprende il personale regionale, direttivo e docente delle scuole e per gli interventi di settore) per complessivi 245,7 milioni di euro; la finanza locale, pari a 165,2 milioni di euro.
«
L’auspicio che mi sento di fare oggi – ha proseguito l’Assessore Chatrian – è che la capacità di spesa dell’Amministrazione regionale cresca ancora. In questa direzione andrà il mio impegno e quello del Governo regionale. Il pareggio di bilancio permette di spendere tutte, e solo, le risorse che sono a disposizione e quindi occorre lavorare affinché gli stanziamenti siano calibrati per le effettive esigenze e possibilità di spesa. Oltre a questa attenzione, che va posta in sede di previsione di bilancio, ritengo che sarà fondamentale anche il monitoraggio periodico della gestione del bilancio, che permetta di ridurre al minimo le risorse “non utilizzate” nella prospettiva del fine anno. Questo è un lavoro da fare e sarà impegnativo. Per raggiungere questo risultato è però necessario mettere in atto un’attenta programmazione da parte delle strutture organizzative, la cui attenzione sugli impegni di spesa deve essere massima. Per completezza, l’obiettivo non è ovviamente la massimizzazione delle spese, ma appunto il pareggio: per cui a fianco del monitoraggio delle spese sarà sempre più significativo il monitoraggio periodico dell’andamento delle entrate e, per un cambio di passo, soprattutto degli investimenti nel campo produttivo. Il pareggio di bilancio rispetto al patto di stabilità è sicuramente migliore, anche perché garantisce maggiori spazi finanziari e responsabilizza l’amministrazione che dovrà assicurare l’equilibrio tra entrate e spese, anche nella gestione.»
Il Presidente della seconda Commissione, Nello
Fabbri (UVP), ha evidenziato: «Dal punto di vista delle leggi finanziarie contabili, il 2016 è stato un anno molto particolare, avendo dovuto gestire la complessa transizione all’armonizzazione contabile. Un passaggio fondamentale è stato il riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi secondo il principio della presenza di un titolo giuridico certificato della loro esigibilità ed esecutività; un principio che ha comportato un ribaltamento dell’avanzo da un anno all’altro, passando da un avanzo positivo a uno negativo. Al contempo, è stata una forma di pulizia dei bilanci, finalmente possiamo partire da una situazione reale e più facilmente gestibile. Siamo di fronte ad un cambiamento sostanziale nella stesura delle leggi finanziarie. Questa complessità giustifica solo in parte l’essere arrivati sul filo di lana per le leggi di variazione, nonostante l’alacre lavoro degli uffici. Non ci si poteva permettere, in momenti di difficoltà economica, di perdere queste importanti risorse economiche. Questo nuovo approccio al bilancio è più complicato per le strutture coinvolte, comportando una programmazione molto puntuale. Stiamo parlando di un documento di transizione, ma ci auguriamo che sia una transizione con bilanci di previsione più aderenti alla realtà, ad una programmazione più aderente alla realizzazione dei bilanci.»
Per il Capogruppo dell’UV, Ego
Perron, «il Rendiconto 2016 è la fotografia di un sistema che ha i suoi punti di forza, con un’economia che nel complesso ha tenuto e che attesta la capacità, da parte del Governo, di aver razionalizzato e ridotto la spesa. Oggi, si attesta anche il peso che ha avuto il cambio radicale nell’impostazione del bilancio, comportando uno sforzo per gli uffici, e si riconosce come il superamento del patto di stabilità debba essere considerato come un elemento positivo per la nostra regione. Un Rendiconto che certifica come la precedente Giunta da noi composta abbia amministrato il denaro pubblico nel rispetto delle regole, all’insegna della serietà, della trasparenza e dell’oculatezza; a conclusione di un ciclo, non ci sono delle poste negative che gravano pesantemente sui conti. Nel 2016, vi fu un accertamento importante di residui e questo ha comportato l’inizio di una nuova attività di programmazione. È positivo che non vi sia stato un aumento dell’indebitamento a testimonianza di una gestione sana e di buon senso. Da ricordare poi come il rapporto con lo Stato sia ancora assolutamente grave: infatti, il 20 per cento del nostro bilancio va al risanamento della finanza pubblica italiana. Questa partita continua ad essere aperta e la richiesta dello Stato di 144 milioni di euro da accantonare per il prossimo anno ne è la dimostrazione. Il Rendiconto mostra anche come diminuiscano le entrate della Regione: questo nuovo panorama obbligherà la politica tutta a creare le condizioni per avere nuove entrate, ossia per creare una nuova economia che generi gettito fiscale, indotto e occupazione. Questa è la sfida principale che saremo chiamati a raccogliere.»
Il Consigliere dell’UV Augusto
Rollandin ha aggiunto: «Con l’anno 2016, il cambiamento radicale di riaccertamento dei residui ha permesso di mettere in evidenza somme dimenticate per anni. È stata un’operazione verità difficile, perché ha evidenziato la necessità di un cambiamento di programmazione, che deve essere innanzitutto annuale, oltre che pluriennale, andando a modificare continuamente gli impegni. I più grossi avanzi sono negli appalti, sui quali gravano continui ritardi e ricorsi. Il passaggio di uscire dal patto di stabilità a favore del pareggio di bilancio è positivo perché permette di utilizzare le risorse in maniera più snella, ma bisogna farlo altrimenti si rischia di perderle. Riguardo ai rapporti con lo Stato, c’è stato il grosso impegno di arrivare alla ripartizione delle accise dell’energia che altrimenti non avremmo potuto avere e che oggi ritroviamo con soddisfazione nel Rendiconto 2016. Abbiamo anche incentivato la presenza di aziende in Valle d’Aosta. Siamo convinti che con le operazioni che questo Rendiconto attesta abbiamo mantenuto alta la situazione economica malgrado il periodo di crisi economica non indifferente.»
Ha poi ripreso la parola il Consigliere Elso
Gerandin (GM) per esprimere alcune considerazioni: «L’armonizzazione dei bilanci pubblici è una sfida aperta. Questa nuova contabilità impegna sì la politica, ma soprattutto le strutture, perché c’è tanto lavoro da fare. È assolutamente inaccettabile che la Valle d’Aosta contribuisca per circa il 20% del proprio bilancio al risanamento della finanza pubblica, è un’anomalia senza eguali nelle Autonomie speciali. Stiamo pagando una debolezza politica nei rapporti con Roma che non ci ha costruito un futuro. Facciamo autocritica, cogliamo la realtà della situazione di una regione in difficoltà, che regge, ma non cresce. Eravamo abituati a fare un assestamento perché avevamo un avanzo; quest’anno non ce l’abbiamo, e probabilmente neppure per i prossimi cinque anni. Bisogna allora fare una disamina e reagire per salvare il destino della Valle d’Aosta.»
In chiusura di dibattito generale è intervenuto il Presidente della Regione, Pierluigi
Marquis: «Per guardare al futuro e allo sviluppo della Valle d’Aosta bisogna riuscire a definire un nuovo rapporto con lo Stato, prevedendo un contributo compatibile con le nostre capacità e non iniquo come l’attuale (pari al 9% della partecipazione delle Autonomie speciali, mentre se adottassimo regole in base al PIL la nostra quota sarebbe all’incirca del 2%). Dobbiamo risolvere questo problema che da anni ci grava; a breve sarà fissata una riunione del tavolo di lavoro con lo Stato. Altrettanto importante la problematica della manovrabilità fiscale, il saldo sul gettito dovrà essere a saldo invariato e questo ci richiamerà a responsabilità per generare condizioni migliori alla crescita dell’economia. In questo ambito, le manovre dello Stato hanno ridotto il gettito IRAP. Accessibilità, sviluppo, competitività con le altre Regioni: questi sono temi su cui riflettere e cui dare soluzione. Siamo chiamati ad una svolta epocale per la ripartenza del sistema valdostano, bisogna rinforzare il tessuto economico che ha sofferto la crisi degli ultimi anni (dal 2007 al 2016 abbiamo perso l’11% del PIL). Sicuramente abbiamo le potenzialità per uscire dalle difficoltà, ma dobbiamo cambiare passo, creare le condizioni perché le imprese crescano, producano, creino nuovi posti di lavoro (pensiamo che dal 2007 è triplicata l’area della disoccupazione). Guardiamo con attenzione ai nostri giovani. Nel 2016 sono intervenute innovazioni contabili e regole che determinano una gestione differenziata rispetto al passato. Con l’impegno di tutti, determineremo le condizioni per il rilancio.»


Il Consiglio Valle ha approvato all’unanimità il disegno di legge che contiene disposizioni in materia di formazione specialistica di medici, veterinari e odontoiatri e di laureati non medici di area sanitaria, nonché di formazione universitaria per le professioni sanitarie. Il testo, che si compone di sedici articoli, è stato presentato dalla Giunta regionale ed emendato dalla quinta Commissione consiliare e disciplina gli interventi volti a favorire la formazione universitaria e post-universitaria in ambito sanitario, riunendo in un unico testo normativo le disposizioni legislative regionali attualmente vigenti in materia. L’onere complessivo derivante dalla sua applicazione è determinato in 53 mila 397 euro per il 2017, in 558 mila 626 euro per il 2018, in 791 mila 152 euro per il 2019 e in 1 milione 23 mila euro a decorrere dall’anno 2020.
Il provvedimento è stato illustrato in Aula dal Consigliere Carlo
Norbiato (AC-PNV): «Nei prossimi otto/dieci anni andrà in pensione circa il 60 per cento dei 90 medici di medicina generale: questa iniziativa legislativa consente quindi di preparare il turn over formando più medici (si passa da 3 a 8 posti attribuiti alla Valle d’Aosta nei corsi di medicina generale a partire dal prossimo anno accademico). Inoltre, per permettere una copertura più ampia, la borsa di studio per partecipare al corso triennale è stata estesa anche ai non residenti con l’obbligo di esercitare in Valle d’Aosta per i cinque anni successivi alla formazione.»
«
Gli interventi previsti – ha aggiunto Norbiato – mirano a garantire opportunità di accesso ai percorsi formativi in ambito sanitario (che sono a numero chiuso) attraverso la definizione di accordi e protocolli di intesa tra la Regione Valle d’Aosta e le Università, prioritariamente di Torino ma non solo, nell’ambito dei quali vengono finanziati posti aggiuntivi riservati agli studenti valdostani. Per quanto riguarda le professioni mediche, le borse di studio sono destinate alle professioni mediche (specializzazioni e formazione specifica in medicina generale), alle professioni non mediche (veterinari, odontoiatri, biologi, fisici, farmacisti, chimici), alle professioni sanitarie (infermieristica, ostetricia, fisioterapia, logopedia, educazione professionale, assistenti sanitari, tecnici radiologi, tecnici di laboratorio bio-medico, professioni della prevenzione) anche attraverso l’istituzione in Valle d’Aosta di corsi di laurea triennali delle professioni sanitarie di maggiore interesse.»
L’Assessore alla sanità e politiche sociali, Luigi
Bertschy, ha espresso soddisfazione e ringraziato per il lavoro svolto: «Ho proposto questo disegno di legge per sottolineare l’importanza che riveste per tutti noi il percorso formativo dei nostri giovani. Un’attenzione alla formazione che è iniziata con l’Assessore Laurent Viérin e che ha permesso la presentazione di questa legge che propone una visione nuova anche in questo settore, offrendo opportunità ai giovani visto che ci sarà, in futuro, un forte ricambio generazionale. A questo ricambio rispondiamo con una legge che consentirà di avere accesso alla formazione professionale e che dà modo di avere una borsa di studio rafforzata volta a creare un interesse nei confronti del nostro territorio da parte di giovani medici. Un messaggio ai giovani per dir loro che stiamo programmando il loro futuro, offrendo sbocchi occupazionali. Un provvedimento che fa parte di un percorso sul quale stiamo lavorando sia in campo sanitario sia in ambito sociale. Dovremo rendere sempre più efficiente il nostro modello sanitario rendendo complementare il ruolo della sanità, facendo sistema tra settore pubblico e privato, e garantendo, per questo ambito, la libera scelta dei medici e offrendo un servizio il più ampio e più completo possibile sul territorio. Sono molto soddisfatto che questa legge sia stata sostenuta da tutte le forze politiche, è un bel segnale del Consiglio regionale nei confronti dei giovani, dei sacrifici che fanno per formarsi e delle loro famiglie
Il Capogruppo PD-SVdA Jean-Pierre
Guichardaz: «Se un provvedimento diventa patrimonio di tutti, tutti partecipano attivamente. Proprio come nel caso della trattazione di questa legge importante in Commissione, nei cui lavori sono state recepite anche alcune nostre considerazioni. Credo che il settore pubblico sia in grado di corrispondere servizi di altissimo livello, non bisogna per forza delegare al privato. Ma questi servizi devono essere continuamente sostenuti. Stiamo parlando di un investimento per cui vanno create le condizioni per far sì che i ragazzi che hanno fruito della formazione rimangano nella nostra Regione. Il nostro voto alla legge sarà favorevole, pur con qualche riserva: ho ad esempio perplessità sulla capacità da parte dell’USL di individuare immediatamente i posti per i neo laureati e per gli specializzati, perché il previsto vincolo quinquennale rischia di privare le persone di opportunità lavorative e di crescita professionale. Rinnovo l’invito a mettere in campo subito un sistema che permetta il recupero delle professionalità
Il Consigliere dell’UV Emily
Rini ha annunciato il parere favorevole del suo gruppo: «I suggerimenti avanzati in Commissione sono stati raccolti dall’Assessore e il testo che oggi approviamo affronta una tematica importante perché parla di sostegno al percorso formativo dei giovani valdostani. È un esempio di come quando c’è la volontà di trovare una sintesi condivisa si possa individuare il percorso giusto per farlo. Ringrazio infine il dottor Mario Rebagliati, Presidente della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale VdA, per il fondamentale apporto dato


Il Consiglio Valle ha approvato all’unanimità la proposta di legge che modifica la disciplina dell’iniziativa legislativa popolare, del referendum propositivo, abrogativo e consultivo ai sensi dell’articolo 15 dello Statuto speciale (l.r. n. 19/2003). Il testo, che si compone di sei articoli, è stato presentato dal Consigliere Bertin (ALPE) ed è volto ad adeguare gli strumenti di democrazia diretta alle nuove tecnologie, introducendo il formato elettronico per la presentazione dei certificati comprovanti l’iscrizione dei promotori di un’iniziativa legislativa popolare e degli altri sottoscrittori nelle liste elettorali dei Comuni della regione.
Il Consigliere Alberto
Bertin (ALPE), nel relazionare all’Aula l’iniziativa legislativa, ha sottolineato: «La Valle d’Aosta si colloca in una situazione di eccellenza rispetto alle altre regioni italiane per quanto riguarda gli strumenti di democrazia diretta. Con questo atto ci si pone l’obiettivo, senza modificare le modalità di raccolta delle firme e l’iter previsto dalla normativa attuale, di rendere le procedure burocratiche più semplici e veloci adeguandole alle nuove tecnologie. A tal fine si prevede l’utilizzo di strumenti informatici ormai di uso comune quali la posta elettronica certificata e i formati digitali in sostituzione di quelli cartacei. L’introduzione di questi dispositivi consentirà una riduzione dei tempi e dei costi oltre che la possibilità di promuovere pratiche maggiormente responsabili verso l’ambiente
Il Capogruppo del PD-SVdA, Jean-Pierre
Guichardaz, ha segnalato una questione di metodo nella presentazione della proposta di legge: «Anche il collega Bertin non deve cadere nella trappola dell’autoreferenzialità presentando norme in tempi davvero ristretti. Guardiamo con favore alle forme di democrazia diretta che, anche se non raggiungono sempre i risultati sperati, mettono in chiaro le opinioni delle persone. Esprimiamo il nostro voto favorevole perché il provvedimento elimina le zeppe burocratiche che rallentano oltre che il procedimento referendario anche molte attività della Pubblica Amministrazione.»


Impegnare il Governo regionale a produrre entro 90 giorni uno studio di fattibilità economica e gestionale al fine di rilanciare la presenza della Regione autonoma Valle d’Aosta a Parigi: è quanto richiedeva una mozione discussa in chiusura dei lavori dell’adunanza del Consiglio Valle. Il testo, presentato dai Consiglieri Bertin (ALPE) e Padovani (GM), è stato respinto con 6 voti a favore (Consigliere Bertin, GM, PD-SVdA e M5S), 11 voti contrari (UV e EPAV) e 15 astensioni (UVP, ALPE, AC-PNV, SA). Chiedeva inoltre che tale studio riguardasse la gestione in forme, modi e siti diversi della presenza della Regione nella capitale francese con oneri finanziari per l’Ente pubblico ridimensionati, contemplando una collaborazione delle Associazioni des émigrés valdôtains e degli operatori economici valdostani interessati a una promozione nell’area parigina delle proprie attività, oltre che l’eventuale alienazione dell’immobile situato in rue des Boules a Parigi con il relativo recupero di risorse pubbliche.
L’iniziativa è stata illustrata dal Consigliere di ALPE Alberto
Bertin: «La Regione, tramite la finanziaria regionale Finaosta, da diversi anni è proprietaria nel centro di Parigi dell’immobile che ospita il suo ufficio di rappresentanza denominato “Maison du Val d’Aoste”. Dalla sua apertura nel 1998, la gestione della struttura è costata oltre 7 milioni di euro, con una spesa media annua significativa, di oltre 400 mila euro. Viste le sempre minori risorse finanziarie sul bilancio regionale, che hanno causato tagli in molti settori e servizi di primaria importanza, e considerata la scarsità di risultati, crediamo sia giunto il momento di ripensare la gestione della Maison du Val d’Aoste
Il Presidente della Regione, Pierluigi
Marquis, ha osservato: «Questa struttura, oltre che una presenza importante sotto il profilo socio-culturale per il legame con gli émigrés, rappresenta un’opportunità per il nostro sviluppo economico. Riuscire a monitorare i risultati della nostra presenza a Parigi non è facile, ma è più che mai importante sviluppare i ritorni economici, perché la Valle d’Aosta ha bisogno di rafforzare l’export. Va consolidato il rapporto con la Francia, va sfruttata la nostra rappresentanza a Parigi per dare visibilità ai nostri prodotti. Uno studio di fattibilità può essere utile, ma alla base non ci deve essere un preconcetto che ne condizioni l’esito, andando nel senso dell’alienazione dell’immobile
Il Capogruppo del PD-SVdA, Jean-Pierre
Guichardaz, ha auspicato «una verifica sull’efficienza e efficacia di questa sede di rappresentanza. Va tenuto conto che dei 300 mila euro annui, circa 160 mila sono destinati agli stipendi dei due dipendenti che dovrebbero mantenere aperta la struttura, mentre si ha notizia, anche attraverso i social network, di momenti di chiusura fuori dal disciplinare. Bisogna capire se questa sede sia davvero produttiva, se davvero interagisce con le associazioni degli émigrés e con quelle di categoria. Al di là dell’esito della mozione, stiamo parlando di un patrimonio da vigilare, altrimenti i tanto auspicati risultati non arriveranno mai. Occorre ottemperare a quanto richiesto dai vari impegni assunti in questo Consiglio: operare in sinergia con gli émigrés e le associazioni di categoria, con un controllo biunivoco
Le Conseiller de l’UV Augusto
Rollandin a annoncé le vote contraire de son groupe, parce que «la motion va dans la direction contraire par rapport à tout ce qui a été fait au cours de ces années: la valeur de l’immeuble a doublé et il y a la possibilité de travailler avec les opérateurs touristiques et commerciaux sur une place importante comme Paris. Sans compter l’importance d’avoir les rapports avec les émigrés, qui utilisent cet espace comme leur siège, et l’opportunité qui est donnée aux jeunes valdôtains de faire des stages à la Maison du Val d’Aoste. J’ajoute aussi que les employés de la Maison ont toujours travaillé avec compétence et avec amour, en offrant un service de qualité qui a porté des avantages à notre région
Il Consigliere Roberto
Cognetta (M5S) ha evidenziato: «Con questa mozione alcuni componenti della maggioranza esortano la stessa maggioranza a effettuare una scelta. È una tendenza che potrebbe interessare molti altri ambiti. Spero che la vendita sia fatta a prezzo di mercato. Non avrei presentato queste impegnative, ma esprimo ugualmente il voto favorevole
Il Consigliere di ALPE
Bertin ha quindi replicato: «Non è un’apologia alla chiusura della Maison du Val d’Aoste; l’obiettivo è quello di avere un panorama chiaro, attraverso uno studio che consideri tutte le opzioni, che permetta di assumere delle decisioni per dare un senso e valorizzare la presenza della nostra Regione a Parigi. Certo è che così come strutturata attualmente, la nostra presenza non è efficace


 

Pubblicato / aggiornato il 26/07/2017 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione