I lavori del Consiglio Valle nella mattinata del 26 luglio
In particolare, richiamando l’ipotesi di un contratto ponte con Trenitalia nell’attesa di conoscere l’esito del bando che aggiudicherà il servizio ferroviario regionale, i Consiglieri dell’UV hanno voluto sapere se esiste una bozza del contratto o un documento proposto da Trenitalia e se è prevista la retroattività, il costo per la Regione e se è stata richiesta e ottenuta, nelle more del nuovo contratto di servizio, la riapertura delle biglietterie precedentemente chiuse.L’Assessore ai trasporti, Claudio Restano, ha riferito: «Nello scorso mese di febbraio, Trenitalia ha trasmesso una bozza di contratto ponte. Si sono poi susseguiti vari incontri, prima di arrivare al 25 maggio, quando, congiuntamente ai dirigenti e funzionari, ho fornito alla quarta Commissione consiliare i principali contenuti della bozza di contratto ponte in discussione con Trenitalia. Dopo che la Regione ha trasmesso, in data 21 giugno, un’ultima bozza di contratto, ieri, 25 luglio, Trenitalia ha fornito una nuova bozza, che gli uffici stanno esaminando. Devo però evidenziare che Trenitalia, sempre nel corso del mese di luglio, ha rivisto, con un incremento significativo, il prospetto economico preventivo che aveva precedentemente consegnato.»
«Trenitalia aveva chiesto di far decorrere il contratto ponte dal 1° gennaio 2017 – ha specificato l’Assessore Restano -, ma la Regione non ha accettato un contratto retroattivo. Trenitalia ha anche fornito un prospetto economico biennale per il 2017 e il 2018 che prevedeva un corrispettivo unitario (iva esclusa) per treno/chilometro di 10,47 euro per il 2017 e di 10,68 euro per il 2018. Si tratta di un costo maggiore rispetto a quello di 8,30 euro previsto dal precedente contratto di servizio pubblico. Si tenga presente che da un’analisi condotta nel 2016 dalle strutture dell’Assessorato sull’insieme delle Regioni, risultavano valori variabili da 9,60 a 12 euro, con una media di euro 11,70 iva esclusa.»
«Come ho già accennato, l’11 luglio Trenitalia ha trasmesso un nuovo prospetto economico biennale preventivo, prevedendo un corrispettivo unitario per treno/chilometro di 12,57 euro per il 2017 e di 12,64 euro per il 2018. Si tratta quindi di un aumento di circa il 20% rispetto al prospetto economico consegnato a maggio, che porta l’incremento dei costi annui rispetto al contratto vigente ad un valore stimabile in 6.947.600 euro, iva inclusa. A tale proposito, l’Assessorato ha chiesto un parere legale per accertare che vi siano i presupposti per la stipulazione del contratto ponte, che non indebolisca la posizione della Regione nel contenzioso in corso con Trenitalia.»
In merito infine alle biglietterie, l’Assessore ai trasporti, evocando l’ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale lo scorso dicembre, ha comunicato la richiesta «di inserire fin da subito nel contratto ponte la presenza di biglietterie presidiate sul territorio regionale, mantenendo aperte le biglietterie di Aosta, Verrès, Châtillon e Pont-Saint-Martin. Dopo molte interlocuzioni e discussioni, la Regione è riuscita ad inserire nelle ultime bozze di contratto ponte la riapertura della biglietteria di Pont-Saint-Martin ed il mantenimento in servizio di quelle di Aosta e di Verrès. La Regione ha chiesto a Trenitalia che la riapertura della biglietteria di Pont-Saint-Martin non comporti, come l’impresa ferroviaria aveva prefigurato, la riduzione dei turni di servizio attualmente garantiti presso quella di Aosta.»
Il Vicecapogruppo dell’UV, Aurelio Marguerettaz, ha quindi replicato: «Questa interrogazione trae spunto dall’audizione in Commissione del 25 maggio in cui è stata annunciata la prossima chiusura del contratto ponte. Si tratta della solita politica degli annunci: a due mesi siamo ancora in alto mare. In merito all’incremento del 20%, se fossi al posto dell’Assessore al bilancio sarei terrorizzato: per il 2017 mancano 2 milioni. Se chiudessimo ad agosto il contratto ponte, dove si troverebbero i soldi per pagarlo? Non c’è un euro per servizio di trasporto ferroviario nella variazione di bilancio. Se il contratto ponte valesse anche per il 2018, bisogna trovare ancora molti più milioni. Con un rapido calcolo, la tratta Aosta/Pré-Saint-Didier, a parità di chilometri del 2015, costerebbe oltre tre milioni e mezzo di euro. Non c’è il minimo calcolo, siamo in una navigazione totalmente a vista che non ci porterà da nessuna parte. Che cosa fa la nuova maggioranza che non bisticcia con Trenitalia, che pure vuole addebitarci tutti i costi?»
Un’interrogazione posta congiuntamente dai gruppi Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano e Partito Democratico-Sinistra VdA ha riguardato la comunicazione e la pubblicità turistica. I Consiglieri hanno voluto approfondire un recente investimento di circa trentamila euro effettuato dall’Assessorato al turismo, nonché quanto sia stato investito finora e quanto pianificato in comunicazione sui differenti media nel corso del 2017.
L’Assessore al turismo, Claudio Restano, ha risposto: «L’investimento di 30 mila euro si riferisce ad un’ampia iniziativa di promozione dell’offerta Outdoor valdostana, quale fruizione “attiva” della montagna, all’interno della quale si concretizza in un’azione promo-pubblicitaria di elevato contenuto con spazi publiredazionali e pubblicitari (49 pagine interamente dedicate alla Valle d’Aosta) pubblicati sullo Speciale Outdoor Estate della rivista Meridiani Montagne e articolato sui 6 argomenti (Trekking, Alpinismo, Bike, Trail running, Arrampicata, Rafting) che sono stati individuati tra i prodotti connotanti la nostra regione sul piano di marketing dell’Assessorato del turismo, con un costo totale di 15 mila euro.»
L’Assessore Restano ha quindi riferito gli investimenti generali nel campo pubblicitario: «I tagli di bilancio intervenuti negli anni, non hanno più consentito destinare importanti risorse alla comunicazione: si è passati da una spesa di 2 milioni 700 mila euro del 2007 alla cifra di 1 milione 350 mila del 2010 per poi scendere nel 2012 a circa 650 mila euro, ultimo anno di investimenti rilevanti. Per la stagione invernale sciistica 2016-2017 portata avanti congiuntamente alle stazioni di sci, l’impegno di spesa da parte dell’Assessorato è stato di 35 mila euro; la campagna di comunicazione per il nuovo servizio di collegamento mediante autobus tra la Valle d’Aosta e gli aeroporti di Caselle, Malpensa e Ginevra durante la stagione invernale dalla società SAVDA è costata 74 mila 690 euro. Finora sono stati perciò investiti circa 150 mila euro, mentre per il lancio della stagione invernale 2017/2018 è in programma una campagna a sostegno dell’offerta turistica invernale attraverso la comunicazione congiunta con le stazioni di sci, ma anche per la promozione degli altri aspetti caratterizzanti l’offerta invernale, tra i quali il Marché Vert Noël e la Fiera di Sant’Orso, in collaborazione con gli altri Assessorati regionali e il Comune di Aosta.»
Il Capogruppo di EPAV Mauro Baccega, nella replica, ha evidenziato l’importanza di «aprire un confronto su questa tematica perché la vocazione turistica della Valle d’Aosta richiede investimenti in campo pubblicitario. L’orientamento fin qui seguito va nella direzione giusta, ma vi è la necessità di incrementare gli interventi. Noi riteniamo che ci sia bisogno di un’azione organica, attraverso un’attenta valutazione dei target, dei progetti, dei media su cui pianificare la comunicazione, affinché tutti gli Assessorati abbiano una strategia comune, ma per farlo è necessario individuare dei professionisti della pubblicità. Ritengo inoltre che l’investimento sulla testata “Outdoor Montagne” di luglio non sia congruo per mancanza di una reale chiarezza rispetto alla tiratura e all’area di distribuzione.»
Il Gruppo Misto e ALPE hanno illustrato un’interpellanza concernente la realizzazione del bacino di innevamento Alpe Forca nel comune di Ayas in località Frachey. Il Consigliere Elso Gerandin (GM) ha ripercorso la vicenda: «Nello scorso mese di giugno è stata comunicata da parte della Società partecipata Monterosa spa la proposta di aggiudicazione di quest’opera, finanziata tramite risorse regionali per un ammontare di circa 5 milioni di euro. Il TAR Valle d’Aosta ha però sospeso questa aggiudicazione, fissando la trattazione di merito del ricorso nell’udienza pubblica del 12 settembre prossimo. Alla luce di tutto questo, vogliamo sapere chi ha deciso e da chi era composta la Commissione di gara e la Direzione lavori; chi ha deciso e perché i lavori siano continuati; se la stazione di pompaggio di Ciarcerio sia già stata smantellata, quali garanzie ci saranno per l’innevamento del prossimo inverno e chi si accollerà eventuali oneri finanziari; perché non si sia applicato il Codice degli appalti e chi pagherà gli oneri aggiuntivi.»
L’Assessore al turismo, Claudio Restano, nella risposta, ha riferito: «Riportando quanto indicato dalla società partecipata Monterosa spa, il bando di gara ha previsto i criteri di individuazione dei commissari nel rispetto delle disposizioni contenute nel Codice degli appalti pubblici. La Commissione è stata nominata, a seguito di istruttoria e richieste di disponibilità a diversi enti e ordini professionali. Il Presidente della Monterosa spa ha quindi nominato quale direttore lavori un ingegnere dipendente interno alla stazione appaltante.»
«I lavori, a seguito dell’emissione del decreto cautelare del TAR Valle d’Aosta, sono stati immediatamente sospesi e si è proceduto alla messa in sicurezza dei luoghi di intervento. Si tratta di attività che richiedono procedure esecutive di non immediata realizzazione, vista l’entità delle opere. In ogni modo, è stata data piena ottemperanza alle disposizioni giudiziali. La stazione di Ciarcerio, a monte dell’abitato di Champoluc, oggetto di recenti lavori, con l’esclusione di due pompe, non è un’opera prevista in progetto di appalto e la realizzazione è prevista a cura della Monterosa spa.»
«Il bando – ha aggiunto l’Assessore Restano – è stato pubblicato proprio nel rispetto delle disposizioni del Codice degli appalti, nelle forme, nelle varie fasi e nei tempi indicati dalla legge. Ad oggi non si rilevano oneri aggiuntivi, visto che le opere sono da realizzare e che i lavori eseguiti dalla aggiudicataria (qualora esclusa definitivamente) verranno a questa liquidati e scorporati al subentrante.»
Il Consigliere Elso Gerandin ha replicato: «Sarà mia cura chiedere, ai sensi dell’articolo 116 del Regolamento del Consiglio, i verbali di Commissione. Voglio capire se ci si sia resi conto del fatto che il progettista era stato indicato come “responsabile del team di progettazione” da parte del raggruppamento temporaneo di imprese aggiudicatario della gara; voglio capire se questa palese contraddizione sia stata rilevata e ritenuta irrilevante. Il dubbio di mancata imparzialità e poca trasparenza sussiste, è una situazione anomala. Il mio compito sarà quello di controllare se nei bilanci della Monterosa (società che dovrebbe essere gestita nell’assoluta trasparenza) ci saranno spese aggiuntive legate a questa faccenda. Sono certo che a settembre ci sarà una seconda, interessante, puntata.»
Il Programma strategico di interventi finalizzato al potenziamento del trasporto pubblico e all’efficace inserimento della ferrovia valdostana nel contesto nazionale e internazionale dei trasporti è stato al centro di un’interpellanza illustrata dal gruppo UV. «Visto che per la predisposizione di tale Programma – ha detto in Aula il Vicecapogruppo dell’UV, Aurelio Marguerettaz -, lo scorso 24 febbraio era stato affidato un incarico alla Net Engineering spa, vorremo sapere se la società ha già formalizzato dei pareri e dei documenti in merito e se l’Assessore intende condividerli con la quarta Commissione consiliare, promuovendo altresì un incontro con i vertici di Trenitalia, RFI e la Net Engineering. Inoltre, abbiamo assistito ad un festival di affermazioni contraddittorie in merito ai treni bimodali, in particolare sull’acquisto di tre ulteriori quasi completamente finanziati dallo Stato: vorremmo quindi capire se si ritiene ragionevole mettere a rischio un finanziamento statale già deliberato e questo sulla base di valutazioni ideologiche e tecnicamente infondate, che non sono altro che una grande presa in giro da campagna elettorale pro Comitato VdA Riparte.»
L’Assessore ai trasporti, Claudio Restano, ha risposto che «la Net Engineering spa ha già predisposto l’analisi degli studi e dei progetti esistenti e ha fornito le risposte ai quesiti posti dalla Regione, assistito gli uffici nella stesura della bozza di Programma strategico di interventi previsti dalla legge regionale 22/2016: bozza che è tuttora in fase di valutazione, sulla base delle ultime indicazioni pervenute dai consulenti, da altre strutture regionali e dal Comitato VdA Riparte, prima dell’approvazione in Giunta. I professionisti della società hanno poi partecipato ad alcune riunioni con il Comitato e con RFI spa, dove sono stati definiti gli allegati all’Accordo quadro per l’utilizzo di capacità di infrastruttura ferroviaria e il Protocollo di intesa per l’istituzione di un tavolo tecnico finalizzato alla determinazione degli interventi necessari allo sviluppo delle linee ferroviarie valdostane. Si tratta di atti importanti che la Regione intende perfezionare ed approvare nelle prossime settimane.»
In merito alla condivisione della documentazione, l’Assessore ha dato la disponibilità a portarla all’attenzione della Commissione consiliare «in un’ottica di collaborazione e trasparenza, così come la Commissione potrà promuovere, in tutta autonomia, un incontro con i vertici di Trenitalia, RFI e la Net Engineering.»
Sul finanziamento dello Stato per l’acquisto di tre ulteriori treni bimodali, l’Assessore ha commentato: «Evidentemente non è ragionevole mettere a rischio dei finanziamenti già deliberati. È tuttavia altrettanto ragionevole che il Governo regionale esamini tutte le possibili opzioni, sulla base degli obiettivi politici, delle analisi tecniche e anche degli investimenti già in corso. In quest’ottica, anche la scelta in merito al finanziamento statale verrà sicuramente effettuata senza posizioni ideologiche – né da una parte né dall’altra – e nell’esclusivo interesse dei cittadini. È proprio per fare analisi serie e valutazioni consapevoli e il più possibile corrette, che il Governo regionale intende interloquire con il Ministero, per condividere un programma coerente con le attività presenti nella legge regionale 22/2016, che è stata votata all’unanimità da questo Consiglio, valutando le opzioni che ci sono ed i relativi eventuali rischi. Non ci spaventa né pensare alla revisione di scelte già fatte, se questo avviene nell’interesse dei cittadini, né proseguire attività avviate da chi ci ha preceduto.»
Il Vicecapogruppo dell’UV, Aurelio Marguerettaz, in sede di replica, ha osservato: «Il Comitato VdA Riparte, soggetto estraneo a questo Consiglio, ha di fatto commissariato l’Assessorato ai trasporti e sta facendo una battaglia ideologica mettendo in contrasto due temi che, invece, possono tranquillamente coesistere: l’elettrificazione della linea ferroviaria e l’acquisto dei treni bimodali. È facile fare annunci, ma ho dei seri dubbi sul fatto che RFI abbia tutti quei quattrini per soddisfare l’infinita lista dei desideri del Comitato. Andare a Roma e rinunciare a 24 milioni in cambio di promesse sarebbe gravissimo: il Presidente e l’Assessore se ne assumeranno la responsabilità. Chiedo all’Assessore che tutta la documentazione prodotta dalla società Net Engineering sia messa a disposizione della Commissione consiliare, al fine di potersi confrontare seriamente e correttamente negli organi deputati.»
La situazione degli impianti di innevamento programmato è stata al centro di un’interpellanza illustrata dal gruppo ALPE. «In Valle d’Aosta, 230 chilometri di pista sono coperti da innevamento artificiale – ha evidenziato il Consigliere Alberto Bertin -, mi chiedo quanti impianti di innevamento programmato siano alimentati da bacini artificiali e quanti nuovi impianti siano in previsione, nonché l’ammontare dei costi sostenuti nelle ultime due stagioni, in particolare i costi energetici. Voglio conoscere anche le valutazioni del Governo regionale per il futuro, anche in ragione dei cambiamenti climatici in atto.»
L’Assessore al turismo, Claudio Restano, nella risposta, ha riferito: «In Valle d’Aosta sono presenti sette impianti di innevamento artificiale alimentati da diversi bacini (un bacino a Valtournenche, tre a Cervinia, due a Pila, uno a La Thuile, uno al Col di Joux, uno per il comprensorio del Monterosa, uno a Gressoney-Saint-Jean). Per quanto riguarda i costi di realizzazione, sono disponibili i soli costi dei bacini più recenti: Pila – bacino più stazione pompaggio Nouva (circa 2 milioni 670 mila euro nel 2013), La Thuile – bacino più stazione pompaggio (circa 3 milioni 418 mila euro nel 2005), Gressoney-Saint-Jean – solo bacino (circa 550 mila euro nel 2009).»
L’Assessore Restano ha quindi affermato: «I cambiamenti climatici hanno comportato la necessità, per ottenere una certezza di apertura dei comprensori, di garantire l’innevamento dei comprensori a inizio dicembre (per quelli più grandi) e a Natale (per quelli più piccoli). Tutti i comprensori hanno sistemi di innevamento artificiale, più o meno complessi. Quasi tutte le grandi stazioni hanno dei bacini di accumulo sufficienti, alle condizioni climatiche attuali, ad eccezione di Torgnon e Ayas, per le quali sono già state impegnate risorse pubbliche per un intervento. Il bacino artificiale garantisce portate istantanee di innevamento molto elevate, sempre più necessarie con l’aumento della temperatura in novembre, periodo in cui è fondamentale poter usufruire delle poche giornate di freddo per innevare i comprensori. Gli altri comprensori non dotati di bacino artificiale possono comunque contare su sistemi di innevamento con presa in alveo, pozzo o in vasche di accumulo. Viste le attuali condizioni climatiche, si può ritenere, una volta risolte le problematiche delle stazioni di Torgnon e Ayas, che il volume di acqua disponibile possa essere sufficiente all’apertura dei comprensori principali a inizio stagione e per le integrazioni necessarie nel corso dell’inverno.»
Nella replica, il Consigliere Alberto Bertin ha osservato: «Ci troviamo in evidente situazione di cambiamento climatico, che modificherà le nostre esigenze. Occorrerà gestire oculatamente le nostre risorse idriche, anche perché i problemi non riguarderanno soltanto l’innevamento, ma si rischia di riscontrare criticità anche per l’uso agricolo e umano dell’acqua, usi per i quali, in futuro, non si esclude la costruzione di invasi. È obbligatorio, soprattutto in prospettiva, un approccio attento per quanto attiene l’impatto ambientale di questi invasi ad alta quota.»
Il gruppo PD-SVdA ha affrontato con un’interpellanza la questione della chiusura della Cooperativa “Il Riccio” di Lillianes. «Il 12 luglio scorso in Commissione ci è stata sottoposta la drammatica situazione della Cooperativa – ha specificato il Consigliere Paolo Cretier -, che intende chiudere a causa dell’impossibilità di assolvere al pagamento per l’affitto della sede di proprietà regionale. Ribaditi l’importanza della castanicoltura della bassa Valle e il successo dell’attività portata avanti da “Il Riccio”, vorrei conoscere l’ammontare della cifra da rimborsare per l’uso e l’affitto dei locali della sede, chiedendo anche se non vi siano altre soluzioni per contenere i costi dell’affitto o un’altra logistica per dare un futuro alla Cooperativa ed evitare la chiusura delle sue attività. In un momento di crisi complessiva dell’agricoltura valdostana e visti gli interventi significativi che l’Assessorato sta mettendo in campo a favore del comparto, credo sia importante occuparsi anche di settori che possono sembrare di nicchia.»
L’Assessore all’agricoltura e risorse naturali, Laurent Viérin, ha risposto: «Avevo personalmente sollevato la questione in Commissione, perché il sistema di cooperazione valdostano è stato messo in seria difficoltà a causa del problema degli affitti. Solo per fornire un dato, il contratto di affitto del mese di agosto 2013 era stimato in 17 mila euro dalla società Vallée d’Aoste Structure. Abbiamo avuto un incontro con i responsabili della Cooperativa “Il Riccio” e VdA Structure per cercare di trovare una soluzione volta a difendere una realtà che ha un’importanza sia dal punto di vista della commercializzazione dei nostri prodotti sia sotto il profilo della tutela del nostro patrimonio forestale: VdA Sructure si è detta disponibile a rivedere il contratto di locazione. Sul fronte delle risorse, è stato inserito un intervento urgente nella variazione al bilancio 2017-2019 che va rifinanziare la legge n. 17 del 2016 (Disciplina degli aiuti regionali in materia di agricoltura e di sviluppo rurale), prevedendo la copertura del cento per cento dei canoni di locazione. Certo è che questo è una soluzione tampone, per il futuro bisognerà intervenire a monte, ossia nella predisposizione del bilancio, prevedendo soluzioni continuative. Con la cooperativa e con l’Amministrazione comunale si potranno poi fare dei ragionamenti per ottimizzare gli spazi disponibili. Questo è un segnale che vogliamo dare tutti insieme per dare risposte precise alle esigenze dell’intero comparto.»
Il Consigliere Paolo Cretier si è detto «soddisfatto della presa in carico della tematica. I costi di produzione non si possono abbattere, quelli di vendita vengono contenuti, ma è importante intervenire sui costi fissi, come quelli relativi al canone di locazione. Cosa che è stata fata e ringrazio per la sensibilità.»
Pubblicato / aggiornato
il 26/07/2017 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione