Vai al contenuto

Marzi resta assessore allo Sport del Comune di Aosta

Marzi resta assessore allo Sport del Comune di Aosta

Una discussione che la minoranza del Consiglio comunale di Aosta voleva proporre in relazione all’efficacia dell’azione di Carlo Marzi in qualità di assessore allo sport, si è trasformata in una resa dei conti all’interno della maggioranza, giovedì 27 luglio.

L’ordine del giorno è stato illustrato dal consigliere leghista Andrea Manfrin, che ha ricordato le numerose iniziative consiliari volte a evidenziare le criticità nella gestione delle strutture sportive della città. Ha parlato di stadio Puchoz, di Bocciodromo, di Palaghiaccio, di corsi di avviamento allo sport, di tennis e di Aosta Città europea dello Sport. “Visto lo stato comatoso del settore, si cambi l’allenatore“, ha concluso.
Gli ha risposto il sindaco, Fulvio Centoz, affermando che questa iniziativa non poteva che essere ricondotta, nella risposta, agli eventi successivi al cambio di maggioranza in Regione e al documento adottato da Union valdôtaine, PD-PSI ed Epav ma che lui non aveva votato in sede di direzione del suo partito. “Sono cosciente del fatto che ci sia un problema politico – ha detto il sindaco – ma se si vuole cambiare maggioranza bisogna garantire la stabilità. Questa discussione deve essere fatta ma nelle sedi opportune, non in questa“.
Manfrin ha lamentato l’assenza di una risposta rispetto all’addebito specifico. Ma solamente la minoranza è rimasta sul tema, ribadendo che l’azione in ambito sportivo dell’assessore Marzi è stata carente ma sottolineando le sue capacità nella gestione finanziaria che gli è parallelamente assegnata. 
La discussione, a seguire, è stata quindi esclusivamente politica: una resa dei conti in maggioranza alla quale la minoranza ha assistito assestando alcuni colpi ben piazzati. Ma andiamo per ordine.
Il consigliere unionista Nicola Prettico si è detto disponibile a votare l’ordine del giorno se l’impegnativa al sindaco fosse stata: “A ritirare la delega allo sport all’attuale assessore per riassegnarla – o eventualmente trattenerla per sé – secondo criteri di valutazione differenti che tengano realmente conto dei problemi e necessità esposte“.
Gi ha risposto Vincenzo Caminiti, che ha invitato i colleghi di maggioranza a non cadere nella trappola appena tesa e affermando che sono le forze politiche a dover uscire dalla situazione che loro stesse hanno creato.
Delio Donzel, supponendo che siano state sottovalutate le conseguenze che il cambiamento di maggioranza regionale avrebbe avuto sul Comune di Aosta, ha chiesto che si andasse oltre, passando alla stesura del documento programmatico e dimostrando di essere persone responsabili, capaci di superare la crisi in atto.
Cristina Galassi ha affermato di non ritenere più Marzi una parte attiva e propositiva della maggioranza e gli ha detto che avrebbe il dovere di fare chiarezza, senza farsi difendere dal sindaco. Sulla stessa linea Andrea Edoardo Paron, secondo il quale si è scavato un solco profondo nella maggioranza, all’interno della quale le posizioni sono sempre più distanti e rispetto alle quali è necessario fare chiarezza.
Non mi piacciono le ripicche personali“, ha detto Luca Zuccolotto mentre Sara Favre ha espresso la propria indignazione nel vedere “che si lavano i panni fuori dagli spogliatoi“.
Antonella Marcoz ha sottolineato l’indiscutibilità dell’operato di Marzi, che ha ereditato problemi di gestioni precedenti e strutture fatiscenti. Ha chiesto al sindaco di non ritirargli le deleghe. Sulla stessa linea Valerio Lancerotto, che ha dichiarato che non avrebbe mai votato contro un collega, visto che la Giunta è un organo collegiale. Marco Sorbara si è rammaricato che si permettesse alla Lega Nord a dettare le regole alla maggioranza e ha definito Marzi “non attaccabile“.
Antonio Crea si è unito a Donzel nel chiedere la stesura del documento programmatico ma è andato oltre, affermando che nell’eventualità di fallimento nel tentativo di rilanciare l’azione politica l’unica soluzione sarebbe il ritorno alle urne. Étienne Andrione ha colto la palla al balzo e ha ricordato che, per presentare una mozione di sfiducia, servono anche le firme di tre consiglieri di maggioranza. Ha dunque invitato all’immediata sottoscrizione, iscrizione, discussione, votazione.
Luca Girasole ha affermato che Marzi avrebbe potuto evitare quesa situazione anomala con un atto di coerenza e ha asserito che, senza un riequilibrio fra stabilità amministrativa e stabilità politica, le cose non potranno che peggiorare.
Fulvio  Centoz è stato lapidario: “per una maggioranza alternativa servono i numeri e non ci sono“. Si è detto disponibile a ridefinire immediatamente le priorità ma, non essendoci i numeri per una diversa maggioranza, l’unica alternativa è andare tutti a casa.
Per ultima è intervenuta il consigliere Jeannette Migliorin, felice che si fosse tolto il velo da una situazione di tensione che dura da mesi. “Capisco la logica dell’azione e conseguenza – ha detto – ma non è obbligatorio che si debba individuare un colpevole da punire“. Si è infine chiesta perché la questione del trasferimento degli effetti del cambio di maggioranza non si sia posta negli altri 73 Consigli comunali valdostani.
Al voto, l’ordine del giorno è stato respinto con 13 voti favorevoli, quattro contrari e dodici astensioni. A favore si sono espressi Lega Nord, Movimento 5 Stelle, L’Altra Vda, Gruppo misto di minoranza, Epav, Antonio Crea, Cristina Galassi, Andrea Edoardo Paron e Nicola Prettico. Contrari Michele Monteleone, Carlo Marzi, Jeannette Migliori e Luca Zuccolotto. Astenuti Fulvio Centoz, Antonino Malacrino, Pietro Verducci, Josette Borre, Vincenzo Caminiti, Sara Favre, Valerio Lancerotto, Antonella Marcoz, Marco Sorbara e Alpe.


Pubblicato / aggiornato il 27/07/2017 alle 12:00
Visualizzato volte
Categoria: Politica e Amministrazione