Vai al contenuto

Parte la verifica programmatica di Aosta. Dove arriverà? Questo non si sa

Parte la verifica programmatica di Aosta. Dove arriverà? Questo non si sa

È partito il confronto programmatico per il governo del Comune di Aosta. Per il momento non ancora in Comune, ma in sedi esterne.

Infatti, nel pomeriggio di mercoledì 2 agosto, le Commissioni politiche di Epav, Pd-Psi e Union valdôtaine si sono incontrate, nella sede unionista, per discutere l’attuazione del documento programmatico firmato il 5 luglio, per la parte relativa al capoluogo regionale.
Conformemente all’invito emerso durante i lavori consiliari del 27 luglio, si è deciso di stringere i tempi della verifica programmatica.
È stato dunque dato mandato al sindaco, Fulvio Centoz, di “verificare con gli assessori quali sono le loro priorità da qui al 2020”, dice il capogruppo di Edelweiss popolare autonomista valdostano, Luca Girasole. Specifica Irene Deval, segretario Pd: “Bisogna concentrarsi sui punti principali e realizzabili
Ma resta il nodo fondamentale: a elencare le sue priorità sarà chiamato anche l’assessore Carlo Marzi, del quale gli altri alleati hanno chiesto l’uscita dalla maggioranza o quanto meno dalla Giunta in quanto segretario politico di Stella alpina?
Centoz non svela le proprie carte e si trincera dietro il “no comment”. In Consiglio aveva già avuto modo di ribadire la propria posizione: la stabilità di governo viene prima della politica. Ma sicuramente è oggetto di forti pressioni da parte del suo partito e dagli alleati.
Marzi, chiaramente, non ha nulla da dire perché, in questo momento, può solo rivestire il ruolo dell’invitato o dell’ignorato ma non essere parte attiva.
Sembra comunque una situazione senza via d’uscita. Vero è che Delio Donzel, sempre il 27 luglio, aveva definito il documento politico “inclusivo”, ma non ha specificato nei confronti di chi. Vero è anche che i numeri per garantire la stabilità di governo non ci sono con un Consiglio dove ci sono posizioni distinte: la tesi delle Commissione politiche è infatti sostenuta solo da tre unionisti, un Psi, tre Epav. E vero è che proprio il consigliere Psi, Antonio Crea, ha lanciato in aula un monito ai colleghi: “se non si trova una soluzione, andiamo tutti a casa”.
A lato la valutazione che a tutto ciò possono dare i consiglieri comunali: dell’istituzione nella quale loro sono eletti si continua a parlare ma ne parlano le Commissioni politiche, che non li coinvolgono.

Pubblicato / aggiornato il 02/08/2017 alle 12:00
Visualizzato volte

Categoria: Politica e Amministrazione