Si è conclusa, in Consiglio Valle, la discussione sulla variazione al Bilancio RaVdA
Il dibattito sul secondo provvedimento di variazione al bilancio regionale 2017/2019 e sulle disposizioni collegate ha occupato l’intera mattinata di giovedì 3 agosto.
Il Capogruppo di AC-PNV Antonio Fosson ha innanzitutto sottolineato come «non tutto è andato come volevamo, il percorso di cambiamento che abbiamo intrapreso è pieno di difficoltà, e per questo mi unisco alle scuse dei colleghi per l’accelerazione dell’iter della variazione di bilancio, ribadendo che di certo non volevamo mancare di rispetto al Consiglio». Successivamente, ha evidenziato: «L’opposizione vuole distogliere la discussione dalla grande realtà di questo Consiglio straordinario: le risorse in Valle d’Aosta sono molto minori. Come mai ci troviamo in questa situazione? Come possiamo trovare nuove risorse per rilanciare l’occupazione? Tutte queste domande le pongo in particolare al Consigliere Rollandin. Sostengo fortemente che un cambiamento andava fatto, ma l’autocritica la sta facendo solo l’attuale maggioranza, che pure si è trovata di fronte ad una situazione disastrosa. Discutere con il centro, con Roma, è un’esigenza proprio per difendere l’autonomia, cui nessun valdostano vuole rinunciare, è un patrimonio nel cuore di tutti. Per questo, un solo partito non può rivendicare la salvaguardia dell’autonomia. Certamente va fatta una riflessione seria sulla nostra specificità, abbandonando gli slogan. Riunire dei gruppi politici significa volontà di sinergia. È arrivato il tempo per cui, all’interno delle liste, i cittadini possano esprimersi in base al loro percorso e non solo per un’appartenenza partitica, che ci sia accoglienza. Questa variazione di bilancio va nell’ottica di recuperare emergenze, di dare dignità alla Valle d’Aosta rispetto alle altre Regioni. Pur concordando che i metodi vanno cambiati, credo ancora che questo Governo di scopo debba andare avanti, dimostrando che proprio questo cambiamento è possibile e si consoliderà.»
Il Consigliere del PD-SVdA Paolo Cretier ha stigmatizzato «il comportamento del Consigliere Cognetta che ha abbandonato quest’Aula: chi è assente ha sempre torto, mentre il confronto può essere proficuo per proporre soluzioni responsabili e possibilmente condivise con l’obiettivo di dare speranza ai valdostani. I due provvedimenti sono arrivati in “zona cesarini”, ma era opportuno un ulteriore approfondimento e un dibattito: questa è la buona politica.»
Entrando nel merito dei testi, il Consigliere Cretier ha osservato: «Tra le righe ci sono alcune idee interessanti. Ben venga il riconoscimento economico di alcune professionalità (Corpo forestale e Vigili del fuoco) che giornalmente si confrontano con rischi di varia natura: la cifra è simbolica, ma giusta, mentre preoccupa l’assenza di attenzione verso altre figure, come i vigili urbani o gli addetti agli impianti a fune. Per quanto riguarda i cantieri forestali e di manutenzione idraulica, ricordo che questo settore non deve essere trattato con interventi a spot, ma ha bisogno di continuità attraverso una programmazione a monte, perché svolgono un importante ruolo di tutela del territorio. Non ci soddisfa l’abolizione delle graduatorie legate alle misure di inclusione con il fine di velocizzare i tempi di liquidazione: secondo noi sarebbe meglio privilegiare gli aiuti mirati ai richiedenti in difficoltà. Infine, a me sembra che alcuni Assessorati, importanti perché creano indotto e movimentano il mondo del lavoro e dell’economia, abbiano poco da spendere, mentre altri hanno dei potenti mezzi finanziari che sembrano dei chiari spot pre-elettorali.»
Il Consigliere del gruppo Misto Andrea Padovani ha evidenziato come «la discussione dovrebbe concentrarsi su come reperire risorse per far fronte alla crisi della Valle d’Aosta, su come recuperare le somme che lo Stato ci sottrae. La variazione di bilancio fornisce qualche risposta, ma a mio avviso avrebbe potuto essere costruita diversamente. L’omnibus contiene modifiche necessarie, ma non sono sufficienti; in effetti, ho anche presentato un emendamento sul recepimento decreto Minniti sull’immigrazione. In questi mesi del nuovo Governo regionale, qualche errore nel metodo è stato compiuto. La Giunta deve compiere un cambio di passo, affinché non succeda mai più che un provvedimento di legge giunga in quest’Aula con un iter del genere. Le leggi migliori sono quelle discusse, condivise, implementate dalle idee scaturite nei lavori delle Commissioni. Il metodo deve poggiarsi sulla centralità del Consiglio. A settembre, alla ripresa dei lavori, mi aspetto la concretizzazione del cambiamento. In primis, andrà discussa una proposta di legge che combatta il grande nemico dei valdostani, la povertà, così come va approntato un piano sul lavoro per sconfiggere la disoccupazione. Le aspettative da parte dei cittadini su questo nuovo Governo c’erano, ma l’apertura di credito sta finendo. Ci vuole un cambio di marcia sui contenuti e sui metodi.»
Per la Consigliera dell’UV Emily Rini, «il famigerato ribaltone di marzo ha prodotto effettivamente un nuovo metodo di lavoro: avete, con supponenza imbarazzante, posto in votazione un atto così importante in un giorno e mezzo. Il Presidente Marquis, insieme a Chatrian, ha sfoggiato una faccia tosta incredibile in un momento così delicato per la Valle d’Aosta. Noi chiedevano soltanto di avere la possibilità di lavorare, in tutta umiltà, per poter dare un apporto costruttivo. Siamo in una democrazia: rappresentiamo dei cittadini e portiamo le loro istanze. Questo nuovo metodo è un modus operandi osceno, che non porta rispetto per quest’Aula e per i Consiglieri che vogliono lavorare. Ma fa peggio, perché è stato consumato uno sfregio istituzionale nei confronti degli Enti locali, che sono l’elemento di prima rappresentatività territoriale. Oggi, con una seduta straordinaria trattiamo un atto ordinario: qui, l’unica cosa straordinaria è il disarmante ritardo del Presidente Marquis, che sin dal giorno del suo insediamento doveva lavorare su questo atto. E, invece, cosa ha fatto? Tanti tagli di nastro, tanti tweet, tante sfilate, tante foto sui giornali. In questa situazione, bisogna rilevare come ci siano invece Assessori che hanno saputo difendere e valorizzare i loro settori, mentre altri sfoderano un silenzio imbarazzante: non c’è nessun richiamo al turismo, principale industria della Valle d’Aosta, non si parla di attività produttive. Si sta scrivendo una bruttissima pagina per la Valle d’Aosta e spero sia l’ultima che lei, Marquis, ha la possibilità di scrivere: le persone serie, che hanno a cuore il bene della regione, si facciano sentire. Alcuni lo hanno già fatto. I valdostani sono stufi della politica, ma sono particolarmente stufi di questi giochi di poltrone e di potere ed è proprio con la perdita della poltrona che lo “smemorato di Saint-Vincent” ha riacquistato il dono della parola. Ripartiamo dalla serietà, dai valori che hanno sempre caratterizzato la comunità valdostana. Comunità che oggi ci chiede delle risposte e che il Presidente Marquis non è in grado di dare.»
Il Consigliere dell’UV Augusto Rollandin ha affermato che questa riunione consiliare ha messo in evidenza tre aspetti politici: «Il primo è la non comunicazione della formazione di un nuovo gruppo consiliare, che si è preoccupato dell’annuncio della sua esistenza, senza pensare al rispetto e al recupero della nostra autonomia speciale. Questo nuovo gruppo non sarà la balena bianca, ma una trota salmonata; è tutto tranne che autonomista, non ha riferimenti alle esigenze di rafforzamento delle forze autonomiste rispetto al Governo centrale di Roma, non per scimmiottare, ma per essere in grado di sostenere le battaglie condotte sinora, anche portando a casa risultati importanti. Secondo aspetto che può essere foriero di scelte diverse è legato alle dimissioni dalle Commissioni del collega Gerandin, mentre il terzo riguarda le differenti visioni tra il progetto di aggregazione proposto dall’UVP e il prospettato giochino a tre. L’unico risultato della nuova santa alleanza è la nomina di un solo Capogruppo.»
«Sono passaggi politici – ha proseguito il Consigliere Rollandin – che indicano che di tutto quanto ci è stato prospettato è svanito. Hanno un’importanza molto forte nel dibattito politico che si inserisce nelle due leggi di cui stiamo discutendo: una variazione di bilancio minimale e modifiche normative non urgenti. Siamo consci che non si ha libertà di manovra, ma si possono comunque effettuare scelte rilevanti, ad esempio investimenti a salvaguardia del territorio. Con il CPEL non c’è stato uno scontro tra Istituzioni, semplicemente è stata avanzata una giusta richiesta di prendere in considerazione necessità oggettive. Il sistema di gestione degli anziani è problematico, che rischia di scoppiare perché non è accordata la dovuta attenzione. In merito ai rapporti con lo Stato, bisogna seguire le vie di raccordo istituzionali, non parlarci addosso e continuare a pagare cifre ben più pesanti rispetto alle altre Regioni. L’unico sforzo compiuto in questi ultimi tre mesi è stato tenere in considerazione partitica la spartizione dei posti disponibili: in soli tre mesi sono state effettuate centinaia di nomine. Il marchio di questa fabbrica è l’assunzione, mentre lo strumento preferito è l’annuncio. La gente capisce, valuta, medita, e saprà fare le proprie scelte.»
La Consigliera Patrizia Morelli (ALPE) ha replicato: «Forma e urbanità sono talmente desuete che l’aver porto le mie scuse al Presidente del CPEL si è trasformato in notizia che fa clamore. Scuse che non stanno a significare che io non giustifichi quest’accelerazione, invece quanto mai necessaria. Mi sono scusata perché ho capito il disagio creato in un CPEL che non è spaccato, ma ha al suo interno diverse voci. L’accelerazione va nell’interesse della comunità, cui non devo chiedere scusa, perché è solo nostro dovere cercare di dare risposte concrete in tempi brevi. Ai Consiglieri di minoranza dico che occorre avere pudore nel fare certe affermazioni, soprattutto a fronte di responsabilità gravi che sembrano oggi aver dimenticato. Abbiamo voluto condurre un’operazione per riallocare dei fondi sulla base non di scelte improvvisate o di capricci, ma sulla base delle priorità che questa maggioranza si è data cercando di interpretare i bisogni della comunità e del territorio, per quanto si è potuto, perché sappiamo bene che il rilancio dell’occupazione comporta un discorso d’insieme, non basta una variazione di bilancio. Chiedo al collega Gerandin di riconsiderare la sua posizione. Attenzione positiva va poi nei confronti del nuovo gruppo consiliare: è apprezzabile la volontà di aggregazione, soprattutto in un momento in cui l’individualismo politico è portato all’eccesso. Sono quindi immeritati dileggio e ironia esagerata. La nostra maggioranza è sì composita, ma persegue lo stesso obiettivo: lavoriamo insieme per contribuire alla costruzione di una Valle d’Aosta che sappia rompere i ponti col passato, che guardi avanti. Da parte nostra, questa volontà ci sarà sempre.»
Sono dunque iniziate le repliche del Governo.
Il Presidente della Regione, Pierluigi Marquis, ha dichiarato: «Riguardo al metodo, osservo che questa è stata una corsa contro il tempo, ma bisogna inquadrare il contesto in cui è avvenuto, ossia a quattro mesi dall’insediamento di un nuovo governo che ha l’obiettivo di gestire delle situazioni di emergenza. Sono stati mesi impegnativi, con un’attenzione rivolta a dossier pesanti: il Casinò, sul quale abbiamo svolto un lavoro importante e che richiederà anni per essere completato; la legge elettorale, sulla quale si è trovata una sintesi politica; la nuova governance delle società partecipate (CVA, Forte di Bard); i trasporti, come la ferrovia e le autostrade, sui quali i problemi datano da anni; situazioni di litigiosità, come quella del Tor des Géants. Sotto il profilo finanziario permane una situazione di incertezza, nonostante sia stato aperto il tavolo con lo Stato, che dovrebbe essere convocato a giorni. In questo contesto, anche di grande innovazione normativa per quanto riguarda i bilanci armonizzati, siamo riusciti, di corsa, a mettere in piedi questa manovra. Correre non significa lavorare in modo opaco: è vero che abbiamo messo la politica in difficoltà perché abbiamo dato meno tempo alla discussione e al confronto, però, per rispetto alla comunità, dovevamo riallocare con urgenza queste risorse.»
Il Presidente ha dichiarato di aver «apprezzato la disponibilità del CPEL, dei Sindaci e, in particolare la Consulta del bilancio che ha espresso parere positivo, ad esaminare i testi malgrado l’esiguità del tempo. C’è stato più dibattito in questo minor tempo rispetto a quanto non ve ne sia stato nel passato quando si parlava di assestamenti di bilancio: questo significa che la democrazia cresce perché la dialettica cresce.»
Il Presidente ha poi osservato che «la variazione contiene delle misure che daranno sollievo a settori che sono in difficoltà. Certo ereditiamo un percorso finanziario che ha visto decrescere le risorse della Valle negli anni: non abbiamo la bacchetta magica, ma garantisco il nostro impegno sul tema. Abbiamo avviato il dialogo con lo Stato e ci auguriamo che si arrivi a rinnovare il patto sul federalismo fiscale con lo Stato: abbiamo attivato il primo tavolo con il Governo nazionale e questo può essere un traguardo importante, che necessiterà della partecipazione di tutte le forze politiche.»
Nel merito, il Presidente Marquis ha detto: «Non posso accettare che non venga riconosciuta la progettualità di questo governo e di questa maggioranza. Al centro del nostro agire c’è la crescita della Valle d’Aosta, con misure certe e priorità precise nell’ambito di settori importanti, quali l’agricoltura. Anche gli interventi sull’edilizia sono motori per la crescita economica e la nuova norma inserita sui mutui potrà garantirlo: in Valle abbiamo un grande patrimonio edilizio che va valorizzato. Il tema dell’industria è stato banalizzato: ci sono forti iniziative assunte, quali i bandi per promuovere la ricerca e lo sviluppo così come stiamo lavorando per attrarre nuove imprese in Valle e per creare nuove start-up. Dentro l’Aula occorre parlare con rispetto: ognuno deve guardare dentro casa sua prima di esprimere giudizi di valore sugli altri. Ricordo al collega Marguerettaz che molti dei dossier difficili che abbiamo ereditato provengono proprio dall’Assessorato che lui ha gestito per anni. Riguardo alle nomine, non si può sovvertire la realtà: voglio rassicurare che abbiamo provveduto a incaricare persone laddove erano scaduti i mandati, non abbiamo incrementato nulla.»
Il Presidente ha quindi concluso: «La discussione è importante e non volevamo togliere la parola a nessuno. Abbiamo cercato di agire con responsabilità per mettere a regime delle misure utili alla collettività valdostana.»
L’Assessore al bilancio Albert Chatrian ha precisato: «Abbiamo allocato più di 11 milioni di euro sul 2017: senza questa operazione, fatta adesso, non avremmo potuto impegnare e spendere questa cifra. La ricognizione all’interno delle 120 strutture regionali è stata complessa, ma ci ha permesso di creare nuovo sviluppo per il sistema Valle d’Aosta. L’armonizzazione è un discorso puramente tecnico, che ha richiesto la ricodificazione di tutti i capitoli; per i fondi europei, per ogni capitolo è stato necessario crearne tre. Non è vero che abbiamo aumentato le spese correnti, che rimangono all’89%. Con la variazione abbiamo previsto 630 mila euro l’investimento in favore di sei Comuni, incrementando l’emendamento di tre milioni approvato in finanziaria per dare linfa agli Enti locali. Con una lettera formale, abbiamo ribadito al Celva la nostra disponibilità ad accogliere le richieste dei Sindaci, precisando che le risorse devono essere utilizzate entro il 31 dicembre 2017. Questa variazione di bilancio non fa annunci, dà risposte precise ai settori più in difficoltà e in grado di liquidare entro la fine dell’anno le risorse. Vogliamo dialogare coi valdostani, comunicando loro quanto stiamo facendo e quanto non è possibile fare. In merito ai rapporti con Roma, se la Regione non avesse iscritto nella legge di stabilità la riduzione degli accantonamenti per il contributo statale e non avesse aperto un contenzioso, ci sarebbero meno chance di trattare per il 2018. Il rapporto con lo Stato è iniquo, fa male ai nostri piccoli numeri. Non immaginiamo di poter incidere in questi pochi mesi, ma cercheremo almeno di congelare questa iniquità. C’è solo un punto di caduta: ne va della nostra dignità, del nostro sistema degli Enti locali, della nostra autonomia, ma anche della nostra credibilità, indipendentemente da chi ricopre i ruoli istituzionali. Questa è la partita più importante per i prossimi mesi e va giocata con cognizione di causa. Vogliamo raccontare la verità ai valdostani. Arriviamo da un percorso certo per un futuro incerto, dobbiamo trovare soluzioni per garantire le certezze al sistema Valle d’Aosta.»
L’Assessore Chantal Certan ha specificato le misure in tema di istruzione e cultura: «Abbiamo lavorato ad una variazione in aumento per una formazione più solida degli insegnanti, abbiamo destinato fondi al sostegno delle eccellenze attraverso borse di studio per la frequenza di master post-universitari e post-laurea, abbiamo inserito risorse per incrementare la promozione culturale autunnale. Inoltre, in questi anni, il finanziamento alla legge regionale n. 27/1993, dedicata al patrimonio architettonico minore della Valle d’Aosta, era stato dimenticato: oggi, riallocando risorse, seppur per ora di modesta entità, daremo risposta a progetti di privati e di alcuni Comuni giacenti dal 2011 ed è importante recuperarli prima che il patrimonio architettonico e culturale vada irrimediabilmente perso. Non mi aspettavo certo complimenti straordinari oggi, sarebbe stato imbarazzante se avessimo avuto la stessa visione dell’attuale minoranza, ma su problematiche che tutti riconosciamo fondamentali, auspicavo un dibattito di più alto livello: invece, malgrado l’esperienza di governo passata, l’atteggiamento di alcuni Consiglieri ha rasentato la maleducazione. Non pensate di dividere la maggioranza con le parole di oggi: avete dimostrato di non avere argomentazioni. Faremo tesoro di questo dibattito.»
L’Assessore alle attività produttive, energia, politiche del lavoro e ambiente, Fabrizio Roscio, ha sottolineato che «per quanto riguarda il settore industriale e delle imprese, la Regione sta perseguendo un preciso disegno di sviluppo: formazione, ricerca, insediamenti. Non è banale voler incrementare l’insediamento delle imprese, perché così facendo si mette in moto il sistema e si creano nuovi introiti per la nostra Regione. Il rifinanziamento dei mutui per l’efficientamento energetico risponde a un nuovo modello edilizio, volto non al consumo del suolo, ma al recupero e alla valorizzazione del patrimonio esistente. Su questo, le misure contenute nella variazione vanno inserite in un quadro più ampio, non ancora completato. Riguardo all’inclusione sociale, sono stati 448 i beneficiari, di cui meno del 5% ha avuto un lavoro a tempo indeterminato: una riflessione va fatta per capire come rispondere agli obiettivi e se sia opportuno mantenere sic et simpliciter questo impianto normativo. Intendiamo dare una risposta alle mancanze alla prima applicazione della legge, non ravviso un tentativo di stravolgimento; anzi, proprio rispondendo ai principi stessi della legge, abbiamo ampliato i beneficiari. In merito ai rifiuti, mi sono trovato di fronte ad una situazione di pre-commissariamento: ci siamo assunti la responsabilità di fermare questa china attraverso l’approvazione di atti ben precisi e che erano i soli in grado di evitare l’emergenza. Non sottovalutiamo le gravi conseguenze dei cambiamenti climatici, che vanno analizzati e monitorati, perché le Alpi risentono maggiormente degli effetti nefasti; dunque, occorre fornire agli amministratori quegli strumenti per difficoltà sopravvenienti e per trasformarle in possibilità nuove. In quest’ottica va la modifica normativa, che prende atto di azioni che già vengono svolte in risposta a esigenze della Regione.»
L’Assessore all’agricoltura Laurent Viérin ha ringraziato «i colleghi che hanno sottolineato l’importanza di reinvestire nel settore dell’agricoltura, perché gli interventi inseriti nella manovra traggono origine dal dibattito politico avvenuto in quest’Aula in questa Legislatura. Si tratta di misure urgenti, non spot: amministrare significa agire concretamente partendo da idee che, giustamente, provengono da questo Consiglio. Così come non ci sono Assessori di serie A e di serie B: il tutto deriva da una necessità estremamente sentita dall’Assemblea. L’agricoltura è un settore da rianimare e fanno parte del pacchetto agricoltura ulteriori interventi volti a ridare slancio al comparto. L’asse portante della misura è il lavoro: portare a 101 le giornate lavorative di persone che lavorano già è segno di un ulteriore sforzo che facciamo per quest’anno, così come abbiamo deciso di reinvestire le risorse per future assunzioni di 80 ulteriori lavoratori presenti in graduatoria. L’altro volet è la zootecnia: oggi assegnando ulteriori 1,5 milioni di euro sulle rassegne e sulla qualità della nostra razza bovina, che saranno trasferiti il 10 settembre prima della Désarpa, diamo una risposta concreta ad un settore che necessita di sostegno.»
L’Assessore si è poi soffermato sulla parte politica: «Non dobbiamo aver paura di parlare di politica, soprattutto quando ci sono degli annunci riguardo a nuove formazioni. Noi crediamo che i movimenti politici siano la base della raccolta di idee e del confronto politico, quando non ci sono invece movimenti che non supportano chi amministra vincono gli interessi e le lobby e ci si esprime a mezzo stampa. Semplificare il quadro politico è importante, ma bisogna evitare la frammentazione politica – l’operazione dell’UVP, réunir pour réussir, è stata quella di rompere per ricostruire, non per continuare a distruggere, ma per rimettere assieme i valdostani – ed evitare l’ambiguità, perché l’elettore deve avere chiarezza, finalizzata ad un obiettivo e quindi le matrici d’identità politica devono essere esplicitate. Starà alla politica mettere insieme queste matrici. Certo è che non tutti veniamo fuori dalla stessa matrice: quella democristiana è diversa da quella unionista. Noi, come UVP, crediamo che la militanza e l’appartenenza ad un movimento possa aiutare a superare i personalismi: se riusciremo a farlo, forse riusciremo a costruire qualcosa, in modo diverso e attuale. C’est de là que nous devons repartir, la Maison des autonomistes devra avoir des valeurs réelles. L’UV a trop grandi, a accepté trop de gens qui ne partageaient plus ses valeurs et a perdu les gens qui les soutenaient. Si on veut repartir il faut réaffirmer ces valeurs avec clarté, il faut repartir des fautes et remettre ensemble au moins le respect et la capacité de croire en un communauté, afin de lui redonner de l’espoir et de l’enthousiasme.»
L’Assessore alle opere pubbliche, Stefano Borrello, ha voluto porre l’accento sulle novità contenute nei provvedimenti legislativi, tra cui «il segnale di sensibilità nei confronti delle Amministrazioni comunali lanciato con un incremento del 20% di risorse per l’immediata cantierabilità di sei interventi. Le modifiche che sono state inserite nella “omnibus” riguardano le attività di rilancio di poter aumentare il panorama di accesso al credito nel campo dell’edilizia privata, definendo una misura supplementare per il recupero del patrimonio edilizio anche per quanto attiene le seconde case e riordinando anche le misure di accesso ai finanziamenti per l’acquisto e recupero della prima casa. L’intento è di incentivare il settore edilizio e di migliorare il decoro urbano del nostro territorio. Vogliamo creare gli strumenti per un volano in ambito lavorativo e l’auspicio è che questa misura abbia un buon riscontro.»
Passando alla valenza politica della discussione, l’Assessore Borrello ha ribadito «l’intenzione di semplificare il quadro politico, in coerenza con il progetto che abbiamo intrapreso. Guardiamo con favore a tutte le iniziative che le forze politiche vogliono mettere in atto per il bene dei valdostani, siamo favorevoli al dialogo. I riferimenti alle matrici politiche vanno rispettati, perché non è negativo il confronto con le diverse sensibilità; va però tenuto conto che la politica delle matrici è superata. Le radici di ogni Consigliere vanno assolutamente salvaguardate e rispettate, perché sono fonte di dialogo. Lo scopo di tutti è univoco: risolvere i problemi della comunità valdostana.»
L’Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Luigi Bertschy, ha osservato che «la variazione di bilancio ha generato troppe polemiche rispetto alle iniziative che voleva portare avanti. Questo fatto genera una riflessione sui percorsi futuri da intraprendere. L’Assessorato della sanità ha cercato di dare delle risposte agli Enti locali che più hanno sofferto a livello di cassa in questo inizio anno: con l’anticipo erogato e con questa variazione usciremo dal momento di emergenza perché ci consentirà di pagare il saldo per gli asili nido 2016 e di anticipare le sofferenze che si potranno determinare anche per gli anziani. In autunno si aprirà una fase di riforma del welfare: una riforma che sul fronte degli anziani ci porterà a migliorare il futuro senza però cancellare il passato, perché oggi il problema non è la copertura di bilancio, quanto il fatto di capire come intervenire sui posti non più occupati. È pronta la legge d’istituzione dell’azienda, che sarà un momento di discussione finale, per migliorare il lavoro di ognuno. Con l’Università stiamo definendo una progettualità per i prossimi anni. C’è poi un’attenzione al disagio con risorse destinate al microcredito, ma anche alle politiche per i giovani. La vera discussione avverrà però sulla finanziaria 2018/2020 per capire come allocare risorse al nostro welfare, con l’idea di avere maggiore attenzione ai costi dei servizi e di dare la possibilità a tutte le famiglie di accedervi.»
L’Assessore Bertschy ha concluso con una nota politica: «Non posso che sottoscrivere quanto detto dal collega Viérin: in questa fase non è importante giocare a chi è il più forte, perché la Valle d’Aosta vive una situazione straordinaria e sarà la gente a valutare le responsabilità passate e future. Ora è importante cercare di unire i movimenti unionisti che hanno fatto da sempre dei percorsi autonomisti per rilanciare con più forza, idee e competenze la nostra regione. È necessario dare vita a un progetto che possa essere presentato alle elezioni politiche ed europee per ricostruire una rete di rapporti e di rappresentanza unionista e autonomista per il rilancio della nostra regione.»
L’Assessore al turismo, sport e trasporti, Claudio Restano, ha sottolineato come la forte riduzione delle risorse negli ambiti di sua competenza «è frutto delle ristrettezze economiche che hanno caratterizzato i bilanci degli ultimi anni. Si tratta di scelte sicuramente ponderate che abbiamo ereditato, ed è nostra intenzione portare avanti quanto contenuto nei vari ordini del giorno proposti e quanto emerso dai vari incontri avuti con gli operatori del territorio, al fine di dare una risposta. Si sta lavorando sulle varie materie, dallo sport al marketing, dal riproporre il marchio alle campagne di comunicazione. Per la richiesta in merito alla sistemazione del campo di atletica Tesolin, c’è in approvazione una norma specifica nel collegato che permette all’Amministrazione regionale di collaborare per quanto attiene alla manutenzione non ordinaria degli impianti sportivi riconosciuti di valenza regionale, qualora richiesto dai Comuni. Comunico che a breve in Giunta verranno portati l’elaborazione del piano regionale dei trasporti e l’accordo quadro per la ferrovia.»
Il Consiglio Valle ha approvato all’unanimità (i gruppi UV, EPAV, PD-SVdA e M5S non hanno partecipato alla votazione) il secondo provvedimento di variazione al bilancio di previsione finanziario della Regione per il triennio 2017/2019 e le disposizioni collegate.
I valori della manovra di variazione sul triennio 2017/2019, ammontano in totale a 20 milioni 691 mila di euro: 18 milioni 434 mila euro sono a valere per il 2017, 1 milione 428 mila sul 2018 e 828 mila 500 sul 2019.
In sede di dichiarazioni di voto sono intervenuti i Consiglieri Baccega, Guichardaz, Perron, Gerandin e Marquis.
Il Capogruppo Mauro Baccega ha annunciato la non partecipazione dell’EPAV al voto e si è detto rammaricato perché «a condurre il dibattito avrebbe dovuto esserci un atteggiamento più consono. Le luci di questi provvedimenti sono le assunzioni, i mutui a sostegno dell’edilizia; per gli altri interventi c’è poca chiarezza. Per la prima volta si è creata una frattura tra Regione e Enti locali. Oggi si è parlato molto di politica e si è evidenziata la strategia di chi non sa scegliere, non sa dove andare e di certo non ha identità autonomista. L’obiettivo che lega questo nuovo gruppo è esserci e occupare i posti di potere. EPAV per l’autonomia vuole lavorare, crede in un percorso che porti al rilancio dell’autonomia speciale, quale grande opportunità. Noi siamo nati e cresciuti con l’autonomia speciale, vogliamo aiutarla a crescere.»
Per il Capogruppo del PD-SVdA, Jean-Pierre Guichardaz, «oggi questo Consiglio è stato sfregiato sia da chi non ha voluto affrontare la discussione in quest’Aula sia da parte della maggioranza, che non ha colto l’occasione per mettere in atto i principi enunciati all’atto del suo insediamento. Il Governo ha perso un’occasione: quella di porsi come il nuovo che avanza. Al collega Gerandin dico che non basta dimettersi dalle Commissioni come forma di protesta: cominci con il non votare questa variazione, nella cui redazione non è stato coinvolto. Il voto di oggi è una cura palliativa ad un morto che cammina: le dichiarazioni rese in Aula ci dicono inequivocabilmente che l’esperimento di una nuova maggioranza è chiaramente fallito, che non si è nemmeno stati capaci di affrontare il momento di rodaggio che avrebbe dovuto dimostrare la differenza tra voi e quelli di prima. Io spero che questa brutta pagina serva da insegnamento, perché i cittadini ne hanno abbastanza degli spot e delle promesse. È necessario passare dalle parole ai fatti: l’invito è quello di dire chiaramente qual è l’intendimento vero della politica.» Il Consigliere ha quindi annunciato che il suo gruppo non parteciperà al voto «sia come dissenso rispetto al metodo sia come senso di responsabilità rispetto ad un documento che non abbiamo avuto la possibilità di approfondire.»
Il Capogruppo dell’UV, Ego Perron, nell’annunciare la non partecipazione al voto, ha dichiarato: «Alcune considerazioni ci hanno convinto, mentre altre non hanno fatto che rafforzare le nostre perplessità. Noi abbiamo insistito sul metodo perché il metodo è stato sostanza in questo passaggio e la politica richiede coerenza di linguaggio. Noi denunciamo ancora una volta che su di un provvedimento così importante non siamo stati messi nella condizione di dare il nostro contributo, mentre avremmo voluto farlo. Il Presidente Marquis nella sua replica ha tentato di prendersi meriti non suoi: la legge elettorale è il frutto di una sintesi politica, l’assetto della governance altro non è che nuove nomine, l’apertura di un tavolo con lo Stato è stato aperto quando il Ministro per i rapporti con le regioni non c’è più. Prima che a noi, il Presidente mente a se stesso e ai valdostani e noi non vediamo nessun cambio di velocità.»
Il Consigliere ha quindi evidenziato che «la Valle d’Aosta ha bisogno di qualcosa di nuovo, di diverso, di un progetto politico più forte. La Valle ha bisogno di riscoprire le sue matrici autonomiste, come detto dall’Assessore Viérin, per guardare al futuro evitando di mettere steccati, di fare personalismi. Martedì è stato presentato un progetto confuso, che di autonomista ha ben poco e che non è il progetto che noi auspichiamo per la nostra regione. Abbiamo sentito parlare di area civica, ma il collega Norbiato di civico non ha proprio niente, essendo stato lui candidato nella lista dell’Union Valdôtaine. In quest’Aula, abbiamo invece sentito delle parole che sono andate in direzione diversa, di una sensibilità comune dell’area autonomista e unionista. Abbiamo sentire parlare di unire e non più di dividere, di costruire e non di distruggere. Rispondiamo positivamente alla chiamata al tavolo autonomista: un percorso che vogliamo approfondire e da domani chiederemo al nostro Movimento di poter lavorare in questa direzione. I movimenti autonomisti sono stati un valore aggiunto per la comunità: noi sentiamo la necessità di riprendere questo ragionamento perché se l’obiettivo è quello di provare a rafforzare i contenuti della nostra Autonomia noi ci siamo e siamo pronti a lavorare insieme per il futuro della nostra comunità.»
Il Consigliere Elso Gerandin ha specificato: «Le repliche del Governo denotano una situazione straordinaria: abbiamo assistito alle audizioni che avrebbero dovuto tenersi in Commissione. Il ruolo del Governo è peculiare, non può entrare nelle querelle personali. Siamo l’unica realtà tra le Autonomie speciali senza un percorso lineare e senza certezze finanziarie, a seguito della mancata sottoscrizione di accordi con lo Stato. Non siamo nemmeno in grado di scrivere il DEFR. Siamo ancora alla fase del capire, invece è il momento dell’agire. Una Valle d’Aosta spaccata non sarà mai credibile. Da ora in avanti, mi metterò a testa bassa perché sia detta la verità ai valdostani. La croce non va gettata solo su questa nuova maggioranza, ma bisogna lavorare per fermare il declino. Forse all’interno delle Commissioni sono stato il più presente, e continuerò ad esserlo, senza gettoni di presenza ma rivendicando la facoltà di approfondire determinati temi. Voglio continuare ad essere coerente con il mandato che mi è stato dato dagli elettori e non vengo nemmeno sfiorato dalle lezioni di moralità e di coerenza da parte di chi vuole scaricare sugli altri le proprie frustrazioni. Voto per senso di responsabilità una legge raffazzonata, ma che comunque entrerà in vigore nei tempi corretti. Oggi sarebbe irresponsabile togliere la fiducia a questa maggioranza, ma sarò sempre libero di esprimere le mie idee, finché la Legislatura non terminerà.»
Il Presidente della Regione, Pierluigi Marquis, ha quindi concluso: «Questa discussione ha permesso di fare il punto su quanto fatto in questi mesi di governo. Sul discorso politico, faremo tesoro delle considerazioni e degli spunti pervenuti sia dai Consiglieri di maggioranza si da quelli di minoranza, ed è giusto che la politica, attraverso i propri movimenti, faccia le proprie valutazioni e lavori su questi argomenti.»
Il Consiglio Valle si riunirà nuovamente mercoledì 20 e giovedì 21 settembre.
Pubblicato / aggiornato
il 03/08/2017 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione
