Bonin: in Alpe, il cuore e l’anima autonomista annacquati o dimenticati
Bonin ricorda innanzitutto che UVP, in occasione del congresso straordinario del giugno 2017 che l’ha eletta, “un progetto di ricomposizione dell’area unionista autonomista, che si rivolge a tutti coloro che, nel tempo, con coraggio, hanno rappresentato la diaspora unionista: da Vallée d’Aoste Vive a Renouveau Valdotain, da Alpe a UVP passando da Mouv’. Un progetto di rassemblement in chiave moderna e proiettato al futuro, che chiaramente non può non rivolgersi anche all’UV, tanto più ora, nel momento in cui si prende atto che il cambiamento è necessario e che è tempo di fare autocritica comprendendo che, se tante diaspore ci sono state, era perché qualcosa non funzionava“. Bonin lo definisce “Un progetto che vuole essere anzitutto una presa di coscienza e un confronto tra tutte le anime unioniste e autonomiste“, un progetto che è stato illustrato in Consiglio Valle da Laurent Viérin.
E venendo alle dichiarazioni di Vallet (vedasi articolo linkato in fondo alla pagina), Bonin così si esprime: “È con rammarico che prendiamo atto di come sia stato banalizzato tale messaggio che, per contro, sta invece maturando in chi sente vibrare gli ideali, forse un po’ dimenticati, della grande famiglia unionista. La casa degli autonomisti non vuole essere e non sarà l’ancora di salvataggio per resuscitare un passato che, lo dice la parola stessa, non può tornare ma ha l’obiettivo di costruire un futuro che riparta da certi valori, ammesso che li si senta. Ci eravamo illusi che in Alpe vi fossero ancora un cuore e un’anima unionista e autonomista, che evidentemente invece sono annacquati da sensibilità diverse o sono stati dimenticati“.
Poi il presidente Uvp rincara ulteriormente la dose: “Forse ci siamo sbagliati anche nel credere che proprio oggi, dopo aver rotto un sistema ed aver ottenuto un cambio di marcia sia possibile riunire gli unionisti che hanno creduto e credono nel cambiamento, superando personalismi e inutili rancori“.
Al contrario, vi è soddisfazione per la reazione unionista: “Siamo molto soddisfatti che il nostro messaggio in questi giorni sia stato accolto da tantissime persone che ancora sentono vibrare certi ideali e che provano la necessità del cambiamento ma anche di rimettere insieme i valdostani. Tutto ciò anche in vista delle sfide che ci aspettano come comunità e, dal canto nostro, continueremo a lavorare sia sul versante amministrativo sia su quello politico per costruire la casa comune. Una casa che potrà rappresentare bene il sentire dei valdostani“.
Al termine, ad Alpe (o meglio, a parte di essa), è lanciato un ultimo appello: “Siamo convinti che anche Alpe saprà superare le diverse visioni interne nell’interesse di un progetto capace di superare i personalismi“.
Vedi anche: Alpe: noi contrari alle elezioni anticipate e a chi vuole resuscitare il passato
Pubblicato / aggiornato
il 05/08/2017 alle 12:00
Visualizzato volte
Categoria:
Politica e Amministrazione